Aci Bonaccorsi, l’isola felice della raccolta differenziata. Intervista a Salvo Tomarchio

settembre 6, 2017

|Saro Faraci|

Aci Bonaccorsi, piccolo centro della provincia di Catania, poco più di 3.500 abitanti, è considerato fra i comuni più virtuosi in Sicilia in materia di raccolta differenziata. Secondo i dati della Regione Siciliana, disponibili sul sito dell’Ufficio Speciale, la percentuale di raccolta è del 53,6% (ad aprile 2017). Soprattutto, è un comune molto ben organizzato. Il servizio è partito circa dieci anni fa, ma la vera svolta si è registrata nel luglio del 2009, quando cominciò la raccolta dell’umido, la frazione più importante nella differenziata. Spesso infatti si commette l’errore di pensare che la differenziata riguardi solo il vetro, la carta e la plastica, quando invece è la frazione organica a determinare più del 30% della raccolta. Attualmente il servizio viene svolto dalla ditta Ecolandia. Aci Bonaccorsi presenta però una peculiarità rispetto agli altri Comuni: più della metà del servizio è svolto da operai interni del Comune, e questo ha sicuramente contribuito in termini di cura e attenzione del territorio.

Sul tema abbiamo ascoltato il dottor Salvo Tomarchio, giovanissimo consigliere comunale del piccolo centro etneo, assessore del sindaco Mario Alì nella precedente legislatura, candidato alla poltrona di primo cittadino nelle scorse amministrative di giugno, poi vinte dall’attuale sindaco Vito Di Mauro.

– Quanto costa l’anno questo servizio alle casse comunali? E quanto costava prima che fosse introdotta la differenziata?

“Il costo del servizio è dato da un complesso calcolo di varie voci che vengono poi racchiuse in uno specifico piano finanziario – precisa Salvo Tomarchio. Il nostro si aggira intorno ai 460.000 euro. Oggi, a differenza del passato, la legge impone che il 100% di questo costo venga riversato sui cittadini attraverso la tassa sui rifiuti (TARI), e le dirò una cosa che non dice quasi nessuno: non sempre differenziare, in Sicilia, costa meno alle casse del Comune. Questo perché le discariche operano in un regime di monopolio, e i costi sono davvero altissimi. A mio parere, in un regime concorrenziale, o ancor meglio con gli inceneritori, differenziare abbatterebbe di almeno la metà il costo del servizio, e quindi la tassa sui rifiuti: dal conferimento di vetro, carta e plastica infatti si ottengono risorse finanziarie aggiuntive dai vari consorzi; riguardo l’umido, invece, il costo di conferimento rispetto all’indifferenziata è inferiore di circa 50 euro a tonnellata. Cosa accade però in Sicilia? Accade che le discariche o sono geograficamente lontane, e quindi il risparmio di conferimento viene coperto dai maggiori costi di trasporti, o peggio, spesso chiudono e riaprono dopo mesi, obbligando i Comuni a conferire l’umido insieme all’indifferenziata. E’ una cosa davvero insopportabile, sia da parte degli amministratori che dai cittadini.

– La tassa cosiddetta sulla spazzatura mediamente quant’è? In che modo, l’evasione è stata combattuta? L’applicazione della differenziata ha abbattuto i tassi di evasione?

“In media la tassa ad Aci Bonaccorsi si aggira sui 370 euro l’anno, leggermente più bassa della media siciliana. L’evasione viene combattuta attraverso progetti interni che coinvolgono gli uffici comunali nella ricerca degli evasori, e in secondo luogo sicuramente attraverso gli incentivi alla differenziata. Fino ad oggi il sistema utilizzato è stato quello dei codici a barre: gli operatori, durante la raccolta porta a porta e grazie ad un lettore ottico, registrano i sacchetti di vetro, carta e plastica conferiti settimanalmente. Raggiunto un determinato numero in un anno, si ottiene lo sconto. Oggi credo che questo sistema vada rivisto e cambiato. Bisogna andare oltre, utilizzando sconti con soglie proporzionali e nuovi sistemi che coinvolgano la gente: penso ad esempio a gare a premi da svolgersi ogni quadrimestre ed in cui vengano premiate le famiglie più virtuose nel riciclo. La differenziata può crescere solo se avviene un cambiamento culturale all’interno delle famiglie, e se ciò accade divertendosi è ancora meglio”

– La gente di Aci Bonaccorsi come giudica il servizio in centro e, soprattutto, nelle periferie?

“Il servizio di raccolta rifiuti è centrale in tutte le famiglie – prosegue Salvo Tomarchio. Recentemente ad Aci Bonaccorsi si sono svolte le elezioni e, incontrando tutte le famiglie, gira e rigira si finiva per parlare sempre e solo di rifiuti, perchè evidentemente è un tema che incide molto sulla vivibilità di un territorio. In centro il servizio è stato sempre eccellente, in periferia devo dire invece con molta onestà che può essere migliorato. E’ anche vero che in periferia, a differenza del centro, è più facile che qualche sporcaccione abbandoni i rifiuti o sporchi le strade. Questo è un punto cruciale rispetto al cambiamento culturale di cui le parlavo: bisogna capire che di certo le strade non si sporcano da sole, e i sacchetti di rifiuti abbandonati non hanno le gambe. E’ sempre l’uomo che sporca il territorio, magari le stesse persone che poi si lamentano.

– Capita ancora che ci siano zone della cittadina, meno sorvegliate, in cui la gente butta indifferenziatamente la spazzatura creando dei veri e propri immondezzai all’aperto?

“Il problema discariche a cielo aperto ad Aci Bonaccorsi esiste ma limitatamente, e questo perchè gli operatori in maniera diligente non appena vedono qualche sacchetto abbandonato lo raccolgono immediatamente. Se si lascia un sacchetto abbandonato in una strada, infatti, è più facile che uno sporcaccione vedendolo ne butti un altro, e poi un altro ancora, e cosi via dicendo fino a formare una discarica. Quotidianità nella cura del territorio è la parola d’ordine, insieme a qualche multa grazie alle telecamere per i più temerari”

– Per lo smaltimento dell’umido, sono stati dati incentivi ai cittadini per provvedere autonomamente alla realizzazione di compost tramite apposite compostiere domestiche?

“Anni fa furono divise alcune compostiere domestiche, ma da allora non c’è stato un seguito – rileva ancora il consigliere Tomarchio. Nel nostro programma elettorale avevamo proposto l’utilizzo della compostiera di comunità: tutte le regioni, anche del sud, hanno iniziato a bandire l’acquisto di questi macchinari rivoluzionari che riescono a far diventare ogni anno quasi 130 tonnellate di umido un fertilizzante naturale. Nel momento in cui la Regione Sicilia farà altrettanto, dovremmo farci trovare pronti. Riguardo le compostiere domestiche, va invece incentivato l’utilizzo attraverso uno sconto per le famiglie che lo utilizzano. Sono tutte proposte che continueremo a fare e portare avanti.

– C’è un’isola ecologica ad Aci Bonaccorsi? Pre-esisteva all’atto dell’avvio della differenziata o è stata introdotta dopo?

“Si, esiste ma credo che vada de-localizzata al più presto. Non può trovarsi un’isola ecologica infatti accanto ad una scuola media, e di fronte a numerose abitazioni. Una soluzione va trovata al più presto”

– Nei giorni non previsti per la raccolta di taluni tipi di spazzatura, come si regola la gente se dovesse smaltire i propri rifiuti?

“L’ideale sarebbe poter conferire ogni giorno tutti i tipi di rifiuti – puntualizza Tomarchio. Però questa soluzione oltre ad aumentare in maniere spropositata i costi è, a livello organizzativo, impraticabile. In questo momento il servizio prevede la raccolta dell’umido tre giorni a settimana, della indifferenziata due giorni e del vetro, carta e plastica un giorno a settimana. Devo dire che, a parte qualche difficoltà per le famiglie più numerose, il servizio finora ha retto. Per il vetro, la carta e la plastica il problema si pone relativamente. Probabilmente è invece l’umido la frazione che dà più fastidio in casa in attesa del giorno di ritiro. L’isola ecologica il martedì e giovedì mattina permette comunque di conferire autonomamente tutti i tipi di rifiuti”

– In che modo il fenomeno dei non residenti di passaggio, di transito, che scaricano la spazzatura in territorio di Aci Bonaccorsi è stato arginato?

“L’unico modo per arginare questo tipo di problema sono multe e telecamere. Bisogna avere tanta pazienza, controllando i sacchetti abbandonati nella speranza di trovare tracce o installando qualche telecamere in punti sensibili. E’ un lavoro duro, ma alla lunga vengono beccati tutti”

– Pensa che sia auspicabile un raccordo fra i vari comuni dell’Acese, indipendentemente dalle politiche da ciascuno attivate, in modo da discutere il problema su più vasta scala territoriale?

“Non è solo auspicabile, è necessario!  – ribadisce fortemente il dottor Tomarchio. La logica degli ARO (ambiti di raccolta ottimale, n.d.r.) va proprio in questa direzione: organizzare il servizio di raccolta rifiuti insieme, al fine di poter ottenere economie di scala ed abbattere i costi, e di conseguenza la tassa sui rifiuti ai nostri cittadini. Purtroppo non è sempre facile: ogni Comune ad oggi presenta le proprie peculiarità, derivanti magari dal passato, che non sempre sono armonizzabili tra loro. Basti pensare, per fare un esempio pratico, che tra Comuni confinanti ci sono strade in cui passano due mezzi diversi di due Comuni differenti: in questa logica ne basterebbe uno, e avremmo già una prima (piccolissima) economia di scala. Questo ragionamento va ampliato per i conferimenti in discarica, per le isole ecologiche e per i mezzi di spazzamento.  E’ un lavoro duro, che ha già impiegato gli ultimi 2 anni e probabilmente ne impiegherà altri, ma questa è la strada giusta da percorrere”

– I rifiuti differenziati ad Aci Bonaccorsi dove vanno a finire? la plastica? il vetro? l’umido? il secco? In quali impianti?

“I rifiuti vengono conferiti presso la Sicula Trasporti a Lentini, nelle varie piattaforme. La frazione organica (umido), invece, al momento viene conferita presso la Ofelia Ambiente di Ramacca. Come dicevo, però, le condizioni in questo campo sono spesso mutevoli”

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