Aci Castello, sanzionato l’arancino non tracciabile

luglio 7, 2017

ACI CASTELLO – “A nome dell’amministrazione comunale rivolgo un plauso agli uomini del Commissariato di Polizia “Borgo – Ognina” per l’attività di controllo effettuata, che questa mattina ha portato all’accertamento di alcune gravi irregolarità in uno stabilimento balneare nel nostro territorio. Lunedì mattina contatterò il signor commissario per complimentarmi – ha dichiarato il sindaco, Filippo Drago -e per confermare la disponibilità dell’ente comunale a collaborare per verificare se esistono altri eventuali casi gravi come questo che, purtroppo, contribuiscono ad incrementare l’inquinamento delle acque del nostro mare, già parecchio deturpate dall’annosa questione degli scarichi pubblici, ma anche a compromettere la sicurezza alimentare di chi frequenta le nostre zone. Peraltro, nelle scorse ore avevo già invitato gli uffici comunali preposti a costituire un nucleo per il controllo di tutte le attività presenti sulla costa. A questo punto, auspico una sinergia tra tutte le forze in campo che possa consentire una verifica a tappeto, così da rendere giustizia al nostro ambiente. Mi auguro infine che una simile decisione possa essere presa anche dai colleghi sindaci dei centri costieri di tutta la provincia di Catania. Per questo chiederò alla Città metropolitana di attivarsi nell’immediato per l’istituzione di un tavolo permanente per consentire il coordinamento ed il monitoraggio delle iniziative di controllo per il rispetto delle normative vigenti in materia.”

I poliziotti del Commissariato Borgo Ognina, coadiuvati da personale della Polizia Provinciale, del Corpo Forestale della Regione Sicilia e dell’ASP avevano  proceduto ad accertamenti presso un noto stabilimento balneare sito in Aci Castello. La titolare era in possesso dell’autorizzazione comunale per lo scarico delle acque reflue, solo limitatamente al lido balneare, mentre non aveva alcun titolo che l’autorizzasse allo smaltimento e allo scarico delle acque reflue provenienti dalla zona destinata alla ristorazione, pur presente all’interno dello stabilimento.
Accertato il reato ambientale che punisce chi effettua lo scarico di acque reflue senza la necessaria autorizzazione, il personale ha proceduto a indagare in stato di libertà la responsabile e a sequestrare preventivamente gli impianti di cucina, bagni e laboratorio presenti nell’area d’interesse. Inoltre, all’interno del congelatore posto nei locali cucina-laboratorio, sono stati rinvenuti alimenti surgelati all’origine, non segnalati come tali nei menù a disposizione degli avventori: per tale ragione, ravvisandosi gli estremi per il reato di frode nell’esercizio del commercio, la titolare è stata denunciata in stato di libertà.
Successivamente, è stata accertata la presenza di circa 5 Kg. di arancini privi di tracciabilità, contenuti in buste non idonee e prive di qualsiasi indicazione ed etichettatura: ciò ha portato alla contestazione della violazione che prevede, oltre la distruzione delll’alimento, anche la sanzione pecuniaria di euro 1.500. Sono state riscontrate, altresì, carenze all’interno dei locali cucine e bagni e, alla luce di ciò, sono state imposte alla titolare prescrizioni. Infine, è stato accertato un ampliamento del locale laboratorio di cucina senza averne dato comunicazione all’Autorità competente e per tale motivo alla titolare è stata irrogata la sanzione di euro 1.000.

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