Affettività e sessualità nella disabilità

dicembre 2, 2017

 

 

 

CATANIA  – Esiste il diritto alla sessualità di una persona con disabilità? Esiste eccome, ed è paradossale che ancora si intenda il disabile quale individuo asessuato, eterno bambino privo (in quanto privato dalla disabilità) di una dimensione umana completa e sfaccettata, che possa contemplare non solo pulsioni ma sentimenti, bisogno di affettività e intimità. Una banalizzazione culturale, che non ha basi scientifiche e che confligge con la visione olistica del disabile, cui le più moderne metodologie riabilitative tendono piuttosto ad assicurare condizioni globali di benessere e non più semplici interventi di tipo assistenziale.
Per scardinare la cortina di silenzio e ipocrisia che circonda questo argomento occorre promuovere il dibattito. Farlo però non è semplice: riconoscere l’esistenza di una dimensione affettiva e sessuale nella disabilità significa prima di tutto fare i conti con il disagio che il tema crea non solo tra gli operatori e le famiglie ma anche nell’opinione pubblica. Ecco perché l’Opera Diocesana Assistenza di Catania sente di dover offrire il proprio contributo, forte di quasi sessant’anni di esperienza nel campo dell’assistenza e della riabilitazione, e lo farà sabato 2 dicembre con il seminario “Affettività e sessualità nella disabilità”, che si terrà nel salone delle riunioni del Presidio di riabilitazione ODA “Fratelli A. e V. Pecorino Paternò” a partire dalle ore 9:00.
La data non è casuale: il 3 dicembre si celebra infatti la Giornata internazionale della disabilità, occasione privilegiata per creare un momento di confronto e dialogo su un tema così complesso e delicato, partendo da un approccio rigoroso e multidisciplinare. Obiettivo: sgombrare il campo dagli equivoci e dagli stereotipi, tenendo conto della specificità che ogni diversa forma di disabilità (psichica, motoria, fisica, sensoriale, congenita e non) porta in dote.
Un dibattito a più voci, quello che la Fondazione ODA di Catania intende promuovere e lo fa da un punto di osservazione privilegiato: i suoi quattro Centri di riabilitazione, i luoghi in

cui materialmente ogni giorno medici, educatori, operatori, terapisti, psicologi e infermieri si confrontano con la questione, avendo anche il delicato compito di dialogare con le famiglie. Le Strutture saranno rappresentate dai rispettivi Direttori medici responsabili: Gabriella Bonaccorsi, neuropsichiatra infantile; Antonella Ignoto, neurologa; Grazia Trovato, neuropsichiatra infantile; Giusi Romeo, neuropsichiatra infantile. Al seminario interverrà anche l’Asp 3 di Catania, rappresentata da Marco Ciriacono, neurologo, fisiatra e direttore U.O.C. Handicap, e da Maria Concetta Cannella, psicologa e direttrice U.O.C. Servizi di Psicologia. Focus anche su affettività e sessualità nell’autismo, che saranno al centro dell’intervento di Domenico Mazzone, neuropsichiatra infantile, già docente di Neuropsichiatria infantile alla Facoltà di Medicina dell’Università di Catania e direttore della Scuola di specializzazione. Spazio poi ai “protagonisti”: famiglie e disabili stessi daranno voce alle storie di solitudine e disagio di chi si trova a dover fare i conti con i bisogni individuali e dei propri cari, in un contesto sociale ancora assai impreparato a riconoscere piena dignità al patrimonio emotivo dei disabili. In questo senso, si pronunceranno Rosi Marino, presidente dell’associazione Geshan – Genitori soggetti handicappati, e Salvo Mirabella, presidente dell’associazione “Come Ginestre”.
Il seminario sarà introdotto da S.E.R. Mons. Salvatore Gristina, Arcivescovo metropolita di Catania, e moderato da Padre Antonino Sapuppo, docente di Teologia morale e bioetica allo Studio teologico San Paolo di Catania.

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