Amore a prima vista. Gli universitari di Boston in visita per un pomeriggio ad Acireale

giugno 1, 2017

|Saro Faraci|  

L’estetica e la sensualità hanno ammaliato pure i giovani studenti americani della Northeastern University di Boston, in visita in questi giorni nella Sicilia Orientale per conoscere da vicino il mondo delle start up e delle imprese hitech innovative del nostro territorio, e ieri pomeriggio, guidati dalle professoresse Giorgia D’Allura (Università di Catania) e Cheryl Mitteness (Northeastern), ospiti per alcune ore della città di Acireale.

La città delle cento campane e delle sue meravigliose chiese, la casa del barocco e degli edifici di pregio nel centro storico, la patria del più Carnevale di Sicilia e dei suoi imponenti carri allegorico-grotteschi, il luogo in cui la buona tavola interseca le solide tradizioni del luogo e le amichevoli relazioni fra le persone. Nonostante i suoi mille problemi economici e sociali comuni a tanti altri centri del Catanese, Acireale è ancora tutto questo. Un mix di estetica e sensualità che prende, affascina, ammalia, seduce.

Accompagnati dal presidente della Fondazione per il Carnevale il dottor Antonio Belcuore, i giovani universitari statunitensi hanno visitato la Cittadella del Carnevale, ammirato alcuni tra i carri allegorico-grotteschi più belli dell’ultima edizione del Carnevale, si sono fermati a discutere con i maestri della cartapesta e gli altri componenti delle associazioni che animano ogni anno la manifestazione carnascialesca. I ragazzi americani hanno visto qualcosa di unico.

Hanno appreso le tecniche di manifattura dei carri, a partire dai bozzetti con i quali ogni anno viene concepita l’idea del carro che sarà in mostra all’edizione successiva del Carnevale; hanno visto da vicino che, a parte il grande lavoro di maestria degli artigiani, c’è una componente tecnologica e meccanica non indifferente che fa muovere, anche ad altezze di 15 metri, le allegorie dei personaggi e delle situazioni; hanno compreso che i carri non sono soltanto manufatti di cartapesta ma vere e proprie opere teatrali in movimento, ciascuno con almeno quattro-cinque scene differenti che, ispirate ora alla mitologia e alla leggenda ora alla politica e alla società, si alternano in uno straordinario gioco di luci, colori e musiche che rende il Carnevale di Acireale sempre molto suggestivo. Qui entra in gioco la dimensione estetica di Acireale che seduce e incuriosisce chiunque, dalla gente del luogo ai visitatori e turisti che pian piano stanno apprezzando la unicità di Acireale.

Ma non è da meno la dimensione sensuale, che i giovani universitari di Boston hanno sperimentato poco più tardi a Piazza Duomo, incontrando al Costarelli, ospiti dell’omonima associazione presieduta dall’avvocato Mario Di Prima, i maestri pasticcieri acesi che, dopo essersi presi cura delle generazioni più adulte, adesso sono diventati abili a trasferire il loro sapere pratico anche ai più giovani. E così Michele, un giovane dolciere acese, ha organizzato dal vivo quella che oggi si direbbe una sessione di “show cooking”, con la dimostrazione su come paste di mandorle e granite vengono preparate con maestria, competenza ed amore, a partire dalla lavorazione delle materie prime nostrane e dello zucchero. Al presidente Mario Di Prima, invece, è toccato il compito di spiegare cosa era, cosa ha rappresentato e cos’è oggi il Costarelli per gli acesi, un bar-caffè dalle nobili tradizioni, che alla fine del XIX secolo era fra i fornitori di dolciumi ufficiali dei reali di Casa Savoja e che, prima ancora che scoppiasse la moda della “movida” notturna a Catania, era un sicuro punto di riferimento per i catanesi per gustare, seduti di fronte alla piazza del Duomo, una cremosissima granita, un gustosissimo gelato o per una sana abbuffata di dolci “acitani”.

Proprio nella centralissima piazza, i giovani di Northeastern hanno ammirato l’installazione del G7 con le allegorie dei sette leader politici più potenti della terra e non hanno rinunciato all’immancabile selfie che ritrae insieme i mascheroni in cartapesta e le bellissime Chiese del centro storico acese, il salotto di una città dai mille volti, insieme intrigante e bella, misteriosa, ma talvolta contraddittoria.

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