Amt, strada in salita

settembre 5, 2017

CATANIA – Continua il percorso in salita per l’Amt che sta per archiviare una delle peggiori stagioni estive della sua storia, le cui difficoltà sono state principalmente causate dall’ormai cronica mancanza di mezzi. Con la città che si sta ripopolando e l’imminente riapertura delle scuole, però, la mole di disagio per l’utenza rischia di triplicarsi, come evidenzia con grande preoccupazione la Ugl di Catania, attraverso le parole del segretario provinciale della federazione Autoferrotranvieri Giuseppe Scannella: “Per la maggior parte dei catanesi le ferie si sono concluse e quasi tutti gli uffici hanno ricominciato a lavorare a pieno regime, ma l’impatto più evidente si avrà tra pochi giorni quando avrà inizio l’anno scolastico ed il sistema di trasporto pubblico cittadino rischia il default. Questo perché non è possibile effettuare un servizio con meno di 70 vetture disponibili, quando invece ne sarebbero necessarie almeno il doppio. È inutile ormai nascondere che l’Amt è un’azienda naufragata, abbandonata dalle istituzioni ed anche dai suoi vertici che, uno dopo l’altro, hanno lasciato l’incarico ad eccezione di Stefania Di Serio. Ultimo a mollare il timone è stato il presidente Carlo Lungaro, a suggello di quella che appare come una vera e propria soap opera che ha segnato una delle fasi più infelici della storia della partecipata del Comune etneo. Presidente, che a lungo ha cercato di provare a raddrizzare la situazione, ma che ad un certo punto si è trovato a soccombere per colpe sicuramente non sue in un contesto, ogni giorno che passa, sempre più compromesso. Fatto sta che – aggiunge Scannella – in assenza del plenum del cda e senza un direttore generale, non è assolutamente possibile pensare ad una conduzione che vada oltre il minimo indispensabile, così come è stato fino ad oggi. Un andazzo che ormai da troppi mesi sta caratterizzando la vita dell’azienda. È quantomai necessario che la proprietà si muova in tempi rapidissimi per individuare una soluzione, ponendo a capo dell’azienda di trasporto non l’ennesimo uomo del sottogoverno, ma un vero e proprio tecnico professionista del settore capace di riprendere un contesto allo sbando e riportarlo sui giusti binari, a partire dalla rivendicazione delle somme che il Comune di Catania deve ancora versare e che, solo per il 2016, ammontano a 20 milioni di euro. Oltretutto non comprendiamo i ritardi e la sofferenza nell’erogazione degli stipendi, considerato che la Regione siciliana ha inviato 9 milioni di euro, una questione che chiederemo al nuovo numero uno di Amt. Subito dopo – come invochiamo da anni – vengono il piano industriale ed un serio piano degli investimenti, oltre al rinnovo del contratto con lo stesso Comune che è in proroga da diverso tempo. Non basta dunque sperare nell’arrivo di autobus già usati a Milano, ma c’è bisogno di una dirigenza forte, esperta e determinata, capace di prendere in mano sin da subito la situazione per restituire ai catanesi un servizio efficiente e degno di questa nostra città. Perché per come è messa allo stato attuale, l’Amt non è in grado di sostenere le esigenze dettate dal mercato. Ciò significa – conclude il sindacalista – che in assenza di una precisa strategia nel giro di due anni l’azienda arriverà a scomparire.”

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