Ancora un altro incidente sulla strada provinciale “della morte” che conduce a Zafferana Etnea

luglio 28, 2017

|Saro Faraci|

ZAFFERANA ETNEA – Ennesimo incidente su una delle arterie stradali più trafficate, mortali e pericolose dell’intera provincia di Catania. E’ accaduto questa mattina all’alba, all’ingresso della frazione di Poggiofelice, lungo la strada provinciale 8/IV che conduce a Zafferana Etnea. Uno scontro fra due auto in prossimità di una curva (vedi foto di copertina), tanta paura, l’arrivo delle ambulanze, il trasporto in ospedale per i conducenti delle auto, e diverse volanti delle forze dell’ordine che per alcune ore hanno rallentato il traffico per le necessarie operazioni di rilevazione sul luogo dell’incidente. Alcuni mesi fa, esattamente il 18 marzo, sulla stessa strada, in prossimità di Sarro, si era verificato uno spettacolare incidente fra un autobus di linea dell’AST e un’auto proveniente da una viuzza laterale che nell’impatto era rimasta schiacciata dal mezzo pesante contro il muretto di pietra lavica che delimita la provinciale. Anche in quel caso, tanta paura, la corsa all’ospedale per la donna ferita, ma per fortuna nessun morto.

Eppure la provinciale, come è chiamata da queste parti la strada 8/IV, anche nel recente passato è stata teatro di sanguinosi incidenti, molti dei quali pure mortali. E’ una strada “della morte” a scorrimento che induce molti automobilisti a correre ad alta velocità e ad azzardare sorpassi pericolosissimi in prossimità dei rettilinei, nonostante l’esistenza dei limiti di velocità per attraversamento di centro urbano. La strada presenta parecchie insidie anche per i più esperti automobilisti. La provinciale infatti passa per le popolose frazioni di Fleri, Poggiofelice e Sarro prima di arrivare al centro abitato di Zafferana Etnea; ai rettilinei si alternano curve pericolose e qualche tratto presenta diversi dossi che rendono imprevedibile ciò che succede nella corsia opposta.

Ogni anno, l’11 agosto, su iniziativa di un’associazione di familiari delle vittime di questa strada, in particolare dei genitori di un giovane che nel 2006 alla vigilia della notte di San Lorenzo perse la vita poco dopo Sarro, si tiene una giornata di commemorazione alla parrocchia Maria ss. del Rosario di Fleri che, dopo la celebrazione della Messa, si conclude con un simbolico corteo di auto. Proprio il Parroco mons. Alfio Santo Russo continua a tenere il conto delle tante vittime di questa strada nel corso degli anni (tra queste il suo predecessore, padre Barbagallo), pur avendo più volte sollecitato le istituzioni pubbliche ad intervenire. Anche la voce del Parroco, come quella dell’associazione, è stata sempre disattesa.

La strada è di competenza della Città metropolitana di Catania, cioè l’ex Provincia Regionale, che negli ultimi tempi è stata sempre tardiva tanto negli interventi di manutenzione ordinaria (quelli di quest’inverno dopo le piogge torrenziali e il disfacimento del manto stradale sono avvenuti con parecchio ritardo) quanto nelle azioni di messa in sicurezza della trafficatissima arteria, soprattutto durante il periodo estivo e dell’Ottobrata quando Zafferana Etnea è più frequentata. Non sono sufficienti i limiti di velocità e qualche separatore di corsia per rallentare la folle corsa di molte autovetture, soprattutto alle prime ore del mattino e durante la notte. Non basta il pattugliamento dei carabinieri della locale stazione né quello della polizia municipale che devono fare i conti pure col mancato rispetto dei divieti di sosta lungo la strada quando questa attraversa i centri urbani. Servirebbero strumenti di dissuasione più efficaci, talaltro previsti dalla normativa. Servirebbero contemporaneamente una segnaletica orizzontale e verticale. I separatori artificiali rimangono gli strumenti più utili per rallentare la velocità delle auto, anche a costo di restringere lo spazio delle corsie.

Una quindicina d’anni fa l’allora sindaco di Zafferana Etnea Giuseppe Leonardi aveva provveduto ad installare a spese dell’amministrazione comunale diversi dossi artificiali che furono poco dopo rimossi, perché la strada era ed è ancora provinciale e va lasciata libera al passaggio delle ambulanze e di altri mezzi di soccorso. Ci vorrebbe qualche rotonda in prossimità degli incroci più pericolosi. In realtà, non sono pochi gli automobilisti che continuano a sfrecciare come se fossero autorizzati a correre in un autodromo.

I sindaci che, a partire da Leonardi, si sono succeduti in questi anni, prima Filadelfo Patanè adesso l’attuale primo cittadino Alfio Vincenzo Russo, sono stati sempre “tiepidi” rispetto al tema, allargando le braccia e adducendo ovviamente come scusante la competenza territoriale dell’ex Provincia Regionale di Catania. Con la soppressione delle Province e la loro riorganizzazione amministrativa all’interno delle Città metropolitane è venuta meno anche l’azione di sensibilizzazione da parte della politica. Alcuni anni fa, uno dei consiglieri dell’ex Provincia di Catania, l’attuale deputato all’ARS Alfio Barbagallo, si era incatenato simbolicamente lungo la strada, per protestare contro il parere negativo della Sopraintendenza sull’allargamento della provinciale laddove è tuttora presente una strozzatura a ridosso della Villa Manganelli, in territorio di Sarro. In quel tratto nelle vicinanze delle scuole elementari, il 19 novembre 2004, una giovane mamma di 34 anni e la figlioletta di 6 persero la vita tragicamente attraversando la strada e furono sbalzate dall’arrivo di un’auto a forte velocità guidata da un ventenne.

Evidentemente, nonostante i tanti morti sulla provinciale 8/IV, contano più le carte della burocrazia che la perdita di tante vite umane!

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