Belpasso, dicembre al Bufali: cultura e tradizione

dicembre 4, 2017

 

 

 

 

BELPASSO  – Una serata avvolta nell’arte e nello spettacolo, quella che si è svolta sabato nella cornice dello storico Palazzo Bufali di Belpasso, dove sono state inaugurate le mostre “Astro d’Argento” e “Luci di Luce”. Il primo, incantevole momento, è stata la performance musicale animata dalla splendida voce di Liliana Nigro che ha cantato “All of me” e “Santa Lucia” sulle scalinate del Bufali, in via Roma, accompagnata dalle chitarre dei musicisti Vittorio Ugo Vicari e Gianluca Majeli, sullo sfondo di un gioco pirotecnico allestito dalla “Fuochi Chiarenza”. Al termine, hanno fatto il loro ingresso quattro angeli, creati dallo stilista Gaetano Mannino, che hanno accompagnato in trionfo Santa Lucia, interpretata dalla modella Lorena Crisafi.

Alla manifestazione, che ha aperto le porte del “Dicembre al Bufali”, rassegna di eventi che si svilupperà lungo tutto l’arco delle feste natalizie, hanno preso parte per gli organizzatori il presidente della Fondazione Bufali, Vito Sapienza, il sindaco di Belpasso, Carlo Caputo, il presidente della Pro Loco, Tony Carciotto, il presidente del Circolo Cittadino Santa Lucia, Alfio Consoli, con ospiti d’eccezione il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catania, Virgilio Piccari e il direttore del Castello di Donnafugata, Giuseppe Nuccio Iacono, che ha tagliato il nastro inaugurale.

Nelle sale dell’antico Palazzo appartenuto ai baroni Bufali, ha aperto i battenti la mostra-evento di abiti e costumi “Astro D’Argento” organizzata dalla cattedra di Storia del Costume diretta da Liliana Nigro, con il sostegno della Maison Du Cochon. Oltre 25 le creazioni esposte, che resteranno visitabili fino al 7 gennaio, realizzate dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti e dagli stilisti emergenti della Maison Du Cochon. In una delle sale, la Fondazione Bufali ha inoltre ricostruito una antica tipografica belpassese creando un museo della stampa con i vecchi macchinari, ancora funzionanti, e una raccolta di realizzazioni grafiche d’epoca.

Un’altra ala del complesso architettonico del Bufali ospita poi da sabato “Luci di Luce”, la mostra iconografica dedicata alla patrona di Belpasso, Santa Lucia, allestita dal Circolo Cittadino S. Lucia, con opere provenienti da tutta la Sicilia. Adiacente alla mostra, il Presepe d’Arte con gli antichi pastori della Fondazione Dusmet.

«La rassegna “Dicembre al Bufali” – ha evidenziato Vito Sapienza, presidente della Fondazione Bufali – si presenta come un grande contenitore nel quale – grazie alla sinergia tra Fondazione Bufali, Comune, Circolo S. Lucia e Pro Loco – trovano spazio diverse iniziative. Sono davvero orgoglioso del fatto che le vecchie Sale dell’antico palazzo ospitino gli abiti realizzati dalle allieve dell’Accademia di Belle Arti di Catania, guidate dalla vulcanica professoressa Liliana Nigro».

«La Fondazione Bufali – ha detto il sindaco Caputo – da qualche anno a questa parte ha raggiunto una vivacità culturale importante, anche creando momenti di partenariato sia col Comune che con altre istituzioni. Un plauso quindi agli organizzatori che continuano a credere nella cultura come veicolo di crescita: la nostra amministrazione adotta in pieno questa idea e conferma la volontà di trovare gli strumenti necessari portare avanti concreti progetti di crescita culturale».

«La cultura – ha detto il direttore Piccari – produce sorriso, gioia di vivere, qualcosa per la quale gli allievi che si iscrivono all’Accademia di Belle arti riescono a fare rumore in tutto il territorio nazionale. Questa è una terra che produce bellezza, cultura e non produce linguaggi volgari; noi siamo questo, la nostra è una terra che racconta le nostre origini e credo che Belpasso lo sappia fare bene, con il progetto delle Cento Sculture già ben avviato e oggi con queste iniziative che partono dal Palazzo Bufali per proporre in modo quasi folle e visionario nuove proposte culturali».

«Per me è un onore – ha detto il direttore Iacono – essere in questo bellissimo paese che si illumina di notte grazie anche alla bellezza; essere in un luogo in cui si celebra bellezza è un privilegio difficile da trovare in Sicilia se non ci fossero questi fari, come l’Accademia di Catania, sempre acceso e pronto a captare la bellezza del luogo e a puntare soprattutto alle nuove generazioni».

 

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