“Blue Whale” arrivata a Milano: realtà o allarmismo?

giugno 1, 2017
|Martina Pumo|
MILANO – La Blue Whale è arrivata a Milano? Forse, sono già decine i fascicoli su cui la Procura di Milano sta indagando su casi di suicidio e gesti di autolesionismo. Le denunce provengono da scuole e famiglie preoccupate per questo fenomeno dilaniante. Al momento non ci sono riscontri sul fatto che i casi al vaglio possano rientrare nel “Blue Whale”, il presunto “gioco” sul web che può spingere le vittime al suicidio. La Procura minorile milanese, guidata da Ciro Cascone, sta effettuando verifiche per capire se in alcuni casi ad agire come “curatori”, ossia coloro che inducono le vittime a punirsi, siano stati dei minorenni. I magistrati avrebbero individuato alcuni ragazzi che tuttavia hanno negato di aver istigato altri minori a compiere gesti di autolesionismo. Cascone ha dischiarato che nelle ultime due settimane hanno ricevuto più di una decina di segnalazioni, da Milano e dalle province lombarde. Tra i falsi allarmi, si stanno concentrando su tre casi in particolare. Nel frattempo, il comandante provinciale dei Carabinieri di Milano, Canio Giuseppe La Gala, il comandante provinciale dei carabinieri di Milano ha dichiarato che è stata costituita una squadra ad hoc di investigatori per effettuare il monitoraggio e l’analisi su base regionale, per studiare il fenomeno e individuare i soggetti a vario titolo coinvolti. È necessario non creare situazioni di ingiustificato allarme, per non creare ulteriori disagi vista la gravità della situazione. Vittorio Rizzi, cap Direzione Centrale Anticrimine (Dac) della Polizia, ha parlato di azioni di contrasto sul piano investigativo ma anche di iniziative informative rivolte ai giovani, con la creazione di ‘Blue Box’ per raccogliere i loro disagi. Una stupida moda, a detta di Cascone, un fenomeno che attira e destabilizza.
Si stanno approfondendo le vicende segnalate da alcune scuole che coinvolgono una ragazzina nata nel 2002, due nate nel 2004 e un ragazzino di 12 anni. Le vittime si sarebbero inflitte “taglietti sulle labbra”, ma non solo, e hanno parlato tutte di un “curatore” che le avrebbe agganciate online per poi proseguire le comunicazioni su WhatsApp, dove sarebbero state inviate le foto delle “prove superate”.
Un fenomeno dilaniante, dove l’attenzione deve portare a galla irreali rischi e non creare paure e segnalazioni inutili.
Noi di Sicilia Network stiamo seguendo l’evoluzione del fenomeno cercando di fornire tutte le informazioni necessarie. Qui troverete la nostra intervista al dirigente della Polizia Postale di Catania: http://www.sicilianetwork.info/blue-whale-e-allarme-a-catania/

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