E’ piaciuta la “Carmen” estiva: da riproporre anche nella stagione invernale

settembre 3, 2017

 

 

ZAFFERANA – Sia Prosper Merimée autore della novella che George Bizet creatore della immortale opera lirica, siamo convinti che sarebbero indubbiamente soddisfatti dell’operazione teatrale che Rita Re per conto dello Stabile di Mascalucia, ha messo in scena per la regia di Andrea Luca, sull’ostico e assai poco praticabile palcoscenico di pietra dell’Anfiteatro “Falcone- Borsellino” di Zafferana Etnea, nell’ambito della stagione “Etna in Scena 2017”. Troppo nota la vicenda della gitana Carmen, sigaraia sivigliana dal carattere assai volitivo e dai sentimenti molto contrastanti, per ripercorrerla tra queste righe, ma ci piace sottolineare che questa operazione è il frutto di un lavoro estremamente appassionato e partecipato che un foto gruppo di giovani amatori, sia da punto di vista anagrafico che dal punto di vista d’esperienza scenica, ha reso a livelli davvero di più che sufficiente professionalità, coralità e fantasia. Nell’ambito di una scenografia che definiremmo minimalista ma assai convincente e ben realizzata da Mario Rocca che lo ha visto anche coinvolto nel ruolo del tenente Zunica, si sono alternati sotto la attenta e ben curata regia di Andrea Luca anche lui nel doppio ruolo anche di interprete del bel matador Escamillo, Andrea Zappalà che ha reso pienamente l’appassionante ruolo di Don Josè con estrema disinvoltura e convinzione e poi molto apprezzata sono stati i due cammei proposti da Martina Torrisi che nel ruolo della nefasta cartomante è sta superbamente incisiva nei pochi moneti che la scena le ha concesso, mettendo in mostra notevolissime doti attoriali; e di Santi Consoli, attore di lungo corso e indubbia esperienza e corposità, fisica ed interpretativa, dando al personaggio dell’oste Lillas Pastia un contorno pregno di buona scuola recitativa. A citati interpreti si sono alternati negli altri ruoli le più che convincenti Egle Santonicito e Marzia Bicisschia, Cristine Righi e Alessandra Cesarotti, gli acerbi Alessandro Rocca e Gregory Domingue, mentre in parte si è dimostrato Niculae Gheorghe Cattaneo. Godibili gli inserimenti delle musiche bizettiane scelte dalla regia mentre un quartetto di danzatori capeggiati da Mario Mannino ed Alessia Bella hanno dato quel pizzico di leggerezza e di armonia con interventi coreuti di indubbio gusto coreografico unitamente ad una armoniosità corporea che ha incorniciato uno spettacolo che avrebbe tutti i crismi di essere proposto più che dignitosamente su altri palcoscenici.

Giulio Crimi

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