Coop Sicilia, 273 esuberi e chiusura di cinque negozi

giugno 3, 2017

Oltre 273 persone potrebbero perdere il posto di lavoro, la Coop Sicilia ha consegnato ai sindacati la comunicazione preventiva di avvio della procedura di mobilità per 273 lavoratori in esubero.

“La società – spiega la Uiltucs – ormai da anni registra una situazione di difficoltà economica probabilmente legata sia alle scelte sbagliate in termini di investimenti realizzati in Sicilia, sia alla mancanza di un piano di ristrutturazione e  riteniamo anche a causa all’assenza di un management all’altezza che tra l’altro, in questi ultimi anni, è stato molto ballerino. Ciò ha sicuramente penalizzato la possibilità di recupero dell’azienda che necessita anche di una presenza costante e coerente  del gruppo dirigente centrale  che sia  in grado di governare i processi e mantenere vivo il controllo attraverso un costante monitoraggio dei risultati”. L’azienda, con sede legale proprio a San Giovanni La Punta, ha attualmente in tutta la Sicilia sedici punti vendita e 1068 dipendenti.
I dati economici dell’ultimo quinquennio hanno registrato una perdita di 102,8 milioni di euro. Prospettata la chiusura di punti vendita di Casteldaccia, Zafferana Etnea, San Giovanni La Punta, Palermo Volontari e Ragusa. Si pensa anche l’accentramento delle funzioni amministrative, attraverso la fusione per incorporazione di Coop Sicilia e Coop Alleanza 3.0.
“Sono trascorsi poco più di 4 anni da quando, a seguito della chiusura di Coop 25 Aprile e Coop 1 Maggio e della riorganizzazione con trasferimento di ramo d’azienda in Supercoop Sicilia, un centinaio di lavoratori hanno perso il posto di lavoro. Assistiamo – dice il segretario regionale di Fisascat Cisl Mimma Calabro – a riorganizzazioni interne, chiusure di punti vendita, trasferimenti di personale da una provincia all’altra, cessioni di ramo di azienda da una società a un’altra, fino a questa procedura che lascia l’ennesimo amaro in bocca. Il nostro obiettivo è esclusivamente quello di trovare soluzioni per tutelare l’occupazione”.

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