Dal G7 al C7 bravo Bianco, ma adesso si occupi della Città metropolitana

maggio 31, 2017

 

 

 

 

CATANIA –  «Per rilanciare la Città metropolitana di Catania occorre farle riesercitare le competenze e gestire i servizi che le appartengono per legge. Solo così potrà contribuire attivamente allo sviluppo socioeconomico del territorio. Ma per ottenere questo occorre che il sindaco Bianco riprenda il confronto, più volte chiesto, con le parti sociali e il mondo del lavoro sul futuro dell’ex Provincia regionale». È l’appello che la segreteria della Cisl di Catania rivolge al sindaco della Città metropolitana, all’indomani del “C7”, che a Messina ha visto riuniti i rappresentanti delle città metropolitane del Sud per costruire una proposta politica e operativa per lo sviluppo del Meridione d’Italia.

«Concordiamo con le parole del sindaco spese in occasione dell’incontro – affermano dalla segreteria della Cisl etnea – tese a valorizzare il ruolo delle Città metropolitane del Sud come perno per lo sviluppo economico del Paese e straordinaria opportunità per la crescita del Meridione. Come è vero anche che tali enti hanno bisogno di un raccordo diretto con i fondi europei, senza altre intermediazioni, perché le responsabilità dirette danno risultati immediati, come sperimentato con i Patti con le città».  «Ma se alle Città Metropolitane – avverte la dirigenza territoriale della Cisl catanese – non si dà possibilità di esercitare le innovative funzioni di autogoverno e di rappresentatività delle esigenze e dei bisogni delle comunità locali che possiedono tutto questo sarà vano. Come purtroppo rischia di accadere a Catania, dove il confronto che più volte abbiamo richiesto è rimasto lettera morta e l’attesa è passata inutilmente».

Per la segreteria della Cisl etnea, «la ex Provincia regionale di Catania deve poter riesercitare le sue fondamentali funzioni nel controllo ambientale, nella riqualificazione del sistema viario e del patrimonio immobiliare scolastico e nelle politiche sociali. Funzioni che finora non è stato possibile esercitare efficacemente per lo storno pesante e continuo di risorse finanziarie». «Diventa necessario incontrarsi – ribadisce la dirigenza della Cisl catanese – per confrontarsi sullo sviluppo di tali competenze che appartengono a un Ente sovra comunale che dovrebbe avere anche la funzione di coordinare attività e servizi svolti dai Comuni che fanno parte dell’area metropolitana catanese per tutto ciò che riguarda infrastrutture, industria, agricoltura, fragilità del territorio, valorizzazione del paesaggio e necessità di rigenerazione del tessuto urbano, inclusione sociale, ricerca e innovazione, potenzialità turistica».

«Non possiamo più attendere – conclude la segreteria provinciale della Cisl di Catania – perché dall’assetto della Città metropolitana discendono potenzialità di generare uno sviluppo che può irradiarsi a buona parte della Sicilia, oggi strategicamente posizionata sulla convergenza di importanti flussi economici. Noi siamo pronti e disponibili a confrontarci nell’interesse della comunità catanese tutta».

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