Dopo il G7, Cibo Nostrum, i Grandi del Gusto a Taormina

giugno 14, 2017

Oltre 20mila presenze di visitatori nella sola giornata taorminese; 150 Cuochi protagonisti nelle loro postazioni, ma che si sono trasformati in almeno mille se si contano le loro “squadre” all’opera; 90 aziende dell’agroalimentare, tra cui 50 tra le migliori cantine siciliane; 7 laboratori tematici dedicati al pesce azzurro; il coinvolgimento di tre Comuni, Zafferana Etnea, Taormina e Giardini Naxos; la collaborazione attiva del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali con il FEAMP 2014-2020; almeno 100 giornalisti accreditati, tra siciliani e nazionali, carta stampata, tv, radio, web e social, con firme prestigiose della stampa di settore; ed infine, ma certamente il dato più nobile di tutto l’evento, 50 mila euro raccolti a sostegno della campagna di ricerca sul Morbo di Parkinson.

La Federazione Italiana Cuochi vuole che a parlare di questa meravigliosa ed entusiasmante “Grande Festa della Cucina Italiana” che è stata ed è CIBO NOSTRUM siano soprattutto i numeri, che dicono appunto di una 6^ edizione che si proietta già a diventare una realtà internazionale, oltre che nazionale. Da quest’anno, infatti, quella che sei anni fa nacque nel cuore dell’Etna, a Zafferana, come festa dei Cuochi Etnei, oggi è stata inserita di diritto nel calendario degli eventi prestigiosi organizzati da F.I.C., in grado cioè di coinvolgere Delegazioni di Cuochi da tutta Italia (c’era anche qualche berretta bianca di Delegazioni estere!) e di aggregare, in un fantastico ed energico gioco di squadra, numerosi partners protagonisti assieme ai Cuochi F.I.C.

“Questo scenario internazionale, rappresentato da Taormina, assieme a un simbolo della Sicilia nel mondo, come l’Etna, ma soprattutto il grande cuore dei nostri 16mila e più associati da tutta Italia hanno contribuito a fare grande la Festa – ha commentato a conclusione dell’evento Rocco Pozzulo, il presidente nazionale F.I.C., che ha aggiunto:  – Cibo Nostrum è diventato uno dei nostri eventi di maggior prestigio e ha tutte le carte in regola per potersi definire, dalle prossime edizioni, internazionale”.

Il Taormina Cooking Fest, cuore stesso pulsante di Cibo Nostrum, è nato a scopo benefico e tra le migliaia di cuochi presenti ha visto anche l’intervento del Dipartimento Solidarietà Emergenze F.I.C., guidato a livello nazionale da Roberto Rosati, con accanto per l’occasione il responsabile DSE Sicilia Vincenzo Mannino e centinaia di chef che fino a qualche settimana fa hanno prestato servizio volontario nei campi di accoglienza del post terremoto nel Centro Italia e che non sono voluti mancare all’appuntamento con la Festa della Cucina Italiana.

“Se penso che solo sei anni fa abbiamo lanciato questo progetto con una decina di chef e qualche cooking show ed oggi ci ritroviamo invece a rappresentare l’intera immagine della cucina italiana in un contesto splendido come Taormina, credo che abbiamo fatto un lungo percorso davvero in poco tempo” ha detto con la gioia negli occhi e nel cuore Seby Sorbello, che ideò l’evento nel cuore dell’Etna con i suoi Cuochi Etnei e che oggi è in grado di chiamare a raccolta da tutta Italia migliaia di Chef. Da Presidente di F.I.C. Promotion Seby Sorbello ha espresso anche la sua soddisfazione per il sostegno che le tante aziende partner F.I.C. dimostrano ogni anno all’evento. Accanto a lui, l’amico fraterno di sempre, lo Chef Stellato Pietro D’Agostino, rappresentante di Chic Chef in Sicilia, che nella sua Taormina si è speso anima e corpo perché chiunque potesse essere accolto nel migliore dei modi. E poi, il presidente dell’Unione Regionale Cuochi Siciliani, Domenico Privitera, che ha chiamato a raccolta le berrette bianche da tutta l’Isola con le nove associazioni provinciali, e con la preziosa collaborazione della presidente Rosaria Fiorentino dell’Associazione Provinciale Cuochi Messina, nel cui territorio ricade Taormina, e quella dei Cuochi Etnei, da cui tutto è nato sei anni fa.

Le tre giornate potrebbero essere paragonate a tre distinte tavolozze di colori, a tre quadri ritratti dal vivo, che hanno espresso la migliore Sicilia e la migliore Italia enogastronomica. A cominciare dall’inaugurazione, domenica 11 giugno a Zafferana Etnea, con il saluto delle autorità, del sindaco Alfio Russo con la vicepresidente del Consiglio Comunale Graziella Torrisi e dei vertici F.I.C., per poi spostarsi alla cena di benvenuto nei giardini dell’Atahotel Naxos Beach di Giardini Naxos. Ad accogliere gli ospiti, l’Executive Chef della struttura, Nico Scalora, che con la sua squadra ha proposto una cena all’insegna dello street food siciliano. Una festa molto apprezzata, anche dagli ospiti istituzionali, che alla fine si sono abbandonati a balli e brindisi, sulle note del gruppo Vulkanika.

Gli stessi ospiti l’indomani, lunedì 12 giugno, sempre al Naxos Beach intervenivano al convegno su “Pesce azzurro: pesca sostenibile, cucina consapevole”, organizzato all’interno di Cibo Nostrum in collaborazione con il MIPAAF, per sottolineare l’importanza del pesce azzurro nell’alimentazione, nella cultura e nell’economia del nostro Paese. Autorevoli gli interventi, a cominciare da quello del sottosegretario alle Politiche agricole, On. Giuseppe Castiglione, che ha sottolineato “l’importante sinergia che esiste tra il Ministero e la Federazione Italiana Cuochi nel diffondere e valorizzare la cultura del pesce azzurro, anche in eventi prestigiosi come questo che stiamo vivendo in questi giorni”. Interessante la riflessione proposta dal sottosegretario al Turismo e Beni Culturali, On. Dorina Bianchi: “Non dimentichiamo – ha detto – che la Dieta Mediterranea, della quale il pesce azzurro è un degno rappresentante, è inserita tra i beni immateriali dell’Unesco e che la sana alimentazione è innanzitutto cultura”. L’importanza dell’acquacoltura è stata ribadita da Giovanni Oliva, dirigente generale del Dipartimento agricoltura della Regione Basilicata, mentre riflessioni più tecniche le ha proposte Nino Testa, armatore da cinque generazioni di tonno, che ha ammesso lo scarso valore economico purtroppo ancora legato al pesce azzurro, che mette in difficoltà armatori e pescatori. Gli ospiti sono stati incalzati dalle domande di autorevoli giornalisti enogastronomici, come il direttore di Tg5 Gusto, Gioacchino Bonsignore, e la firma del quotidiano Il Giorno di Milano, Marco Mangiarotti.

Appena il tempo di spostare qualche poltrona sul palco e i relatori lasciavano spazio ai candidati alle selezioni della Nazionale Italiana Cuochi, che fino al pomeriggio si sono sfidati per conquistare un posto nella prestigiosa squadra azzurra, guidata dal Team Manager Gaetano Ragunì. Intanto, nella sala conferenze veniva presentata la Delegazione Sicilia dell’Associazione NoiDiSala, che porterà anche nell’isola tutta l’esperienza e la professionalità dei suoi componenti nella ristorazione, nella sommellerie e nell’accoglienza e servizio di sala.

Qualche chilometro più su, a Taormina era già tutto un fermento e un brulicare di berrette bianche, di postazioni sistemate, di cantine che stappavano e sistemavano le proprie etichette, in attesa di accogliere migliaia di partecipanti al Taormina Cooking Fest. Intanto, in sette tra le più eleganti strutture della Perla dello Jonio, altrettanti chef e giornalisti presentavano i laboratori tematici dedicati al pesce azzurro. Protagonisti lo chef Giancarlo Conoscenti, della Metro Cash & Carry, che al Pietro D’Agostino Cooking Lab è stato diretto e presentato dal giornalista Piero Rotolo; lo chef Massimo Mantarro, del San Domenico Palace Hotel, che nel medesimo hotel è stato presentato da Katya Maugeri; lo chef Paolo Barrale, a Villa Schuler, presentato da Santina Giannone; lo chef Marco Sacco, al ristorante Kisté, presentato da Clara Minissale; lo chef Giuseppe Raciti, all’Hotel El Jebel, presentato da Cristina Barbera; lo chef Paolo Gramaglia, all’Excelsior Palace Hotel, presentato da Letizia Carrara; ed infine lo chef Roberto Toro, al Grand Hotel Timeo, presentato da Grazia Sicali.

Poi, alle ore 18,00 di lunedì 12 giugno, tutto ha avuto inizio. Sul palco di Taormina, nella centrale piazza IX Aprile, alla presenza di migliaia di visitatori, con l’intervento delle autorità e dei Cuochi, presentati dai giornalisti Alex Revelli Sorini e Susanna Cutini, è partita la Grande Festa sui due chilometri del corso Umberto, con le postazioni dei 150 cuochi che proponevano le loro ricette da tutta Italia e le cantine le loro degustazioni, coordinate dal sommelier di Cibo Nostrum, Mauro Cutuli. Il pubblico, acquistando un ticket di appena 30 euro, ha così contribuito a sostenere la ricerca sul Parkinson (come l’anno scorso, infatti, l’evento sostiene la Fondazione LIMPE Onlus di Messina). Sul palco ricordavano lo scopo benefico dell’evento il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, e i suoi assessori, con in testa Salvatore Cilona al Turismo; intervenivano poi i due sottosegretari, Castiglione e Bianchi; i vertici F.I.C., con Rocco Pozzulo e Seby Sorbello, lo chef Pietro D’Agostino come chef “di casa” a Taormina, il presidente Urcs, Domenico Privitera, con la presidente dei Cuochi Messina Rosaria Fiorentino; l’On. Nino D’Asero e il dirigente Giovanni Oliva. Centinaia i giornalisti che scattavano foto e prendevano appunti, mentre le degustazioni avevano inizio. E poi, finiti i saluti, via ai cooking show anche sul palco, che hanno visto alternarsi i Cuochi Siciliani, gli Chef F.I.C. e Chic, i pasticceri di Con.Pa.It., gli Chef della N.I.C. e la presentazione ufficiale dei nuovi componenti della squadra azzurra selezionati qualche ora prima.

Ma per chi pensasse che Cibo Nostrum finiva lì, non è stato affatto così. La terza ed ultima giornata, infatti, martedì 13 giugno, i protagonisti dell’evento si sono spostati sull’Etna, per scoprire due delle più significative cantine del vulcano, con un appuntamento prima da Alta Mora, cantina di Cusumano, dove è stato siglato un Patto di collaborazione tra i produttori di Etna Doc e gli armatori del pesce azzurro, e poi alla Cantina Cottanera, per il pranzo “Scampagnata di Cibo Nostrum”, curato nei minimi dettagli dagli Chef con la Coppola: Simone Strano, Giuseppe Raciti, Giovanni Grasso, Giuseppe Torrisi.

Qui il presidente Pozzulo e il presidente Sorbello trovavano ancora la voce per poter dire il grande “GRAZIE” ad una squadra meravigliosa, che accanto a F.I.C. è riuscita a coinvolgere Chic – Charming Italian Chef, con il direttore Raffaele Geminiani, l’Associazione Italiana Celiachia con la presidente Aic Sicilia Giuseppina Costa, Urcs, Con.Pa.It. con il presidente Peppe Leotta, il laboratorio gastronomico Blu Lab Academy con lo chef fondatore Alfio Visalli, La Cook Agency con la sua fondatrice Katty Garcia, e la Expo di Barbara Mirabella, ed infine gli allievi e i docenti degli Istituti alberghieri “Salvatore Pugliatti” di Taormina, “Antonello” di Messina, “Renato Guttuso” di Milazzo, “Giovanni Falcone” di Giarre, una delegazione della Amira (Associazione maitre) guidata dal prof. Alfio Cantarella e la collaborazione dell’Istituto “Karol Wojtyla” di Catania.

bdr

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