Regionali, la candidatura di Claudio Fava contro l’amorale Pd di Renzi-Alfano

agosto 31, 2017

 

Daniele Lo Porto

La candidatura di Claudio Fava, vice presidente della Commissione parlamentare antimafia, offre al centrosinistra un ottimo alibi per l’inevitabile sconfitta nelle prossime elezioni regionali. Perché la sconfitta, e pesante, è assai facile da prevedere per i motivi che spiegheremo in un altro articolo. Ma su Fava e alla sua proposta politica, che sa più di protesta che di reale ambizione di vittoria, si faranno ricadere le responsabilità del risultato delle urne. Il giornalista e parlamentare ha rotto gli indugi dopo che il Coordinamento regionale di Articolo 1 – Mdp, riunito a Enna – ha ribadito “Ferma e rigorosa contrarietà all’asse  Renzi-Alfano”, un’alleanza che sarà riproposta, appunto, in Sicilia nonostante i  mal di pancia romani, perché il pur di illudersi di poter correre verso palazzo d’Orleans  ha pensato di imbarcare la zavorra dei centristi di Ap di Alfano-Firrarello che in Sicilia millantano ancora un incerto seguito e un certa nomea non lusinghiera.  Un asse che per i bersaniani rischia di far perdere alla coalizione “i connotati del vero centrosinistra” e che ha spinto Mdp a mettere in campo “un progetto alternativo della sinistra insieme alla  società civile siciliana” proponendo la candidatura di Claudio Fava  alla Presidenza delle Regione.
“Una proposta e un nome, in grado di  interpretare al meglio il profilo di un progetto di discontinuità  politica,programmatica ed etica capace di parlare non solo al mondo  della sinistra ma anche all’intera società civile interessata. Un vero processo di cambiamento”, spiega il Coordinamento che aggiunge:  “Il Pd si è assunto la responsabilità  di rompere la possibilità di costruire il vero progetto di  discontinuità politica e programmatica, impedendo l’avanzata del  movimento 5 Stelle e del centrodestra”. L’asse Renzi-Alfano, a cui i bersaniani  hanno ribadito la loro “ferma e rigorosa contrarierà sta minando e indebolendo di fatto la stessa  candidatura di Micari”.

Ma anche la candidatura di Claudio Fava suscita reazioni contrastanti. E così se l’amico e collega Riccardo Orioles, che con Fava ha condiviso l’esperienza de I Siciliani e lo stesso impegno professionale e sociale, afferma che: “in queste elezioni io personalmente sostengo con qualche rammarico, Claudio Fava. Il rammarico nasce dal fatto che la sua candidatura non riunisce (non per sua colpa) l’intera sinistra; che è nata tardi e male, che arriva come la mamma invocata dai fanciulli piangenti in difficoltà. Che il gruppo dirigente, del tutto verticistico, di questa operazione non s’è davvero confrontato con la società civile, con quelli che  sono la sinistra reale, quella che lavora. Di questi problemi, nel dibattito “alto” non c’è traccia. C’è un “eroe” che arriva a cavallo per salvare il salvabile, rinunciando a una carriera prestigiosissima per “chiudere in bellezza”. Ci sono dei dirigenti coi più vari interessi e della più svariata origine, aggregati alla meglio chi dalla volontà di far comunque il proprio dovere e chi dalla speranzella di salvare comunque piccoli e piccolissimi privilegi (“di sinistra”) acquisiti.
Queste elezioni non si potevano vincere, non senza un lavoro serio e costante e non dell’ultimo momento.  Alcuni compagni (Rifondazione e dintorni) permangono sull’autocandidatura di Navarra e si rifiutano comunque di appoggiare Fava, infido (secondo loro) e pronto ad accordarsi con Pisapia, con Renzi e probabilmente anche con Andreotti e Scelba. Tecnicamente, essi si sbagliano perché il primo risultato dell’uscita di Fava è stato proprio quello di spaccare Pisapia da Bersani (se proprio la vogliamo buttare in politica) e quindi di non fare felici i vari Minniti e Renzi. Ma se, per assurdo, così non fosse sarebbe lo stesso un ragionamento sbagliato, quasi puerile. Il problema infatti oggi non è cosa faranno *loro* domani con un (improbabile) Pd, ma cosa facciamo *noi* oggi, di fronte non a una rinascita della destra ma a una vera e propria avanzata nazista.
Altri compagni invece rifiutano di seguire Claudio Fava perché sono già impegnati con l’altra bandiera dell’antimafia siciliana, Leoluca Orlando. E’ un’obiezione comprensibilissima, salvo che per il piccolo particolare che, se Fava capeggia un’improbabile armata di nani , fra i seguaci di Orlando ci sono molti notabili che con l’antimafia non hanno nulla a che fare, e le cui frequentazioni in qualche caso farebbero pensare esattamente il contrario.
Non mi riferisco al solo caso Alfano, che al limite potrebbe essere stato “imposto da Renzi”, ma a personaggi come Crisafulli, Cardinale e compagnia bella. L’involuzione di Orlando, insomma, ricorda – a dirla brutalmente – quella di personaggi passati come Lumia e Crocetta. Non vinceremo, ma costruiremo. Fra dieci anni, i ragazzini di ora ne avranno venti. In tempo per rifargli un avvenire, per costruirgli una vita. Se entro dieci anni vinceremo, se cominceremo a costruire già ora”, concluder Orioles.

Molto critico, invece, un altro giornalista ed esponente storico della sinistra catanese: Lillo Venezia che su fb scrive: ” Come sempre Fava viene in Sicilia per salvare noi poveri siciliani di sinistra, non avendo contezza dell’importanza delle prossime regionali, dando lustro a questa sinistra sgangherata. E Orioles fa della vicenda Fava una ricostruzione tutta sua, fantasiosa, certo appassionata. difendendone la figura da alcune critiche che ritiene giustificate, quale la versione faviana vicino a Pisapia o a Renzi. Poi ovviamente non poteva mancare il riferimento alla antimafiosità del personaggio, in questo alter ego di Orlando che disgraziatamente sta con gli alfaniani e renziani in questo giro elettorale. In fine gli avversari politici di Fava, che sono i soliti noti e guarda caso non accenna minimamente al populismo grillino di marca destrorsa. Ma Fava, a parte il fatto che è stato in religioso silenzio per tutta l’estate, facendosi i fatti suoi, improvvisamente piace ai bersaniani siciliani e nazionali, dopo che per mesi si sono messi dietro il sedere di Orlando, insieme a SI. Si voleva trasferire pedissequamente l’esperienza di Sinistra Comune alle elezioni di Palermo, anche alle regionali. Cosa riuscita, finchè i nodi che erano già chiari a giugno, se non prima, e cioè che il civismo orlandiano sarebbe stato inclusivo di renziani ed alfaniani, non sono arrivati al termine. E Fava senza alcuno interesse, subito, senza pensarci due volte, si è buttato nell’agone politico. Ma forse non si aspettava, caro Orioles, che una parte della sinistra, non quella dei dirigenti, si mettesse di traverso, chiedendo almeno non solo un confronto fra Navarra e Fava, ma anche che la base potesse pronunciarsi. Questa volta il soccorso rosso di Fava non alletta più come una volta. Fattene una ragione – Venezia si rivolge a Orioles –  In questo momento, pare, che destra e cioè Musumeci, e grillini, siano pari nei sondaggi. La sinistra invece se la sta menando con nomi e cognomi, quando già un candidato dovrebbe stare in campagna elettorale. Il programma non mi preoccupa, nel senso che i problemi all’altra elezione, ci sono ancora ed anzi più gravi. Ovviamente per te è sceso in campo, il rivoluzionario, l’antimafioso, ed altri aggettivi similari. Come Crocetta. Quanto manca all’inizio della campagna di autunno. Almeno spero che Fava non chieda, se sarà lui il candidato scelto, soldi per la campagna elettorale. Qualche sacrificio personale deve pur farlo, qualche volta”, conclude Lillo Venezia..

 

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