Enzo Bianco sulla panchina della Città metropolitana. Gli ultimi giorni dell’impero

settembre 3, 2017

 

 

 

 

 

Daniele Lo Porto

CATANIA – Secondo una versione troppo semplicistica e personalizzata l’approvazione della legge reginale che prevede nuovamente l’elezione diretta del presidente e del Consiglio delle Città metropolitane e dei Liberi consorzi sarebbe uno sgarbo dell’Ars ai sindaci non troppo amati Leoluca Orlando, Enzo Bianco e Renato Accorinti. Per altri, invece, sarebbe l’opportunità per ricollocare i deputati rimasti fuori dall’Ars e ridare fiato e poltrone ai partiti e ai politici che provengono dalla prima Repubblica e non potrebbero aspirare a niente di meglio a causa dell’attuale quadro politico. Di certo è che, invece, sono stati proprio Orlando e Bianco a fare uno sgarbo all’Ars convocando per metà dicembre l’elezione del Consiglio delle Città metropolitane secondo la vecchia legge che è stata appena scalzata dalla nuova, pubblicata venerdì scorso. mossa che non sarebbe stata gradita dall’assessorato alle Autonomie locali che ha inviato ai sindaci disubbidienti una lettera che è una sorta di tiratina d’orecchie.

Enzo Bianco, intanto, ha puntualizzato, piccato, che lui è ancora ben saldo sulla panchina della Città metropolitana, ente al quale ha dedicato in questi mesi poca attenzione e poca voglia, dopo averne sfruttato negli anni precedenti le casse grazie ai commissari compiacenti. Le delibere di sostegno economico di Palazzo Minoriti a beneficio del Comune sono numerose e rilevanti.

“La puntualizzazione del sindaco della Città metropolitana di Catania, Enzo Bianco, riguardo i tempi di entrata in vigore dell’ennesima legge di riforma delle ex Provincie, ci lascia alquanto sbigottiti perché sembra quasi la dichiarazione di chi non vuole mollare la poltrona. Non credo che ai dipendenti dell’ente ed ai cittadini interessi se Bianco sia decaduto o meno, a maggior ragione che ciò avverrà tra soli quindici giorni, ma se l’ente di area vasta ha la possibilità di emergere dallo stato di impasse in cui si trova da oltre quattro anni.” Sono queste le parole del segretario generale territoriale della Ugl catanese Giovanni Musumeci, che così replica alla nota diffusa da Bianco. “Certo che è mortificante cambiare ancora una volta interlocutore, ma la Città metropolitana non può essere oggetto dell’arroccamento a tutti i costi nella posizione di comando. Dal sindaco metropolitano uscente, al contrario, ci saremmo aspettato un altro genere di commento, perché a Catania come in tutta la Sicilia questi enti stanno morendo dinanzi alla indifferenza della politica regionale che ha soltanto pensato di approvare una norma pasticciata. E’ indispensabile che alle Città metropolitane ed ai Liberi consorzi venga restituita l’autonomia finanziaria, di cui hanno disperato bisogno per espletare i servizi essenziali poiché non si può affatto dimenticare che, ancora oggi, hanno competenze sull’edilizia scolastica, sulla viabilità e sulla manutenzione delle strade provinciali, sulle politiche sociali e sulla protezione civile. Per questo motivo dal sindaco Bianco auspichiamo invece un autorevole intervento, attraverso il quale chiedere alla Regione la restituzione della dignità e del ruolo cardine che per legge hanno le nostre provincie, a tutela della cittadinanza nel beneficiare di un ritorno a servizi efficienti e dei lavoratori nel ricominciare ad operare per il territorio e non vedere compromesso il proprio posto di lavoro. Ci auguriamo infine, conclude il leader della Ugl etnea, che Bianco sostenga la nostra battaglia, affinché si possa presto correggere la nuova normativa con l’inserimento della giunta oggi, vergognosamente, non contemplata. Non è possibile tollerare di certo la mancanza di un organismo così importante per la vita istituzionale di questi enti, sinonimo di democrazia e di efficienza dell’azione amministrativa.”

Questa la precisazione di Enzo Bianco, che ha suscitato la nota del segretario dell’Ugl: “Contrariamente a quanto scritto da alcuni giornali e dichiarato da esponenti delle istituzioni regionali, non sono decaduto come Sindaco di Catania. Infatti, per quanto la norma che consente il ritorno delle vecchie Province, approvata dall’Ars lo scorso mese di agosto, sia stata pubblicata in GURS, l’ordinamento giuridico vigente in Italia prevede che qualsiasi legge entri in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale (vacatio legis), a meno che la stessa legge non preveda un termine diverso. Tra l’altro, in Sicilia la vacatio legis di 15 giorni è prevista espressamente nello Statuto regionale.
Poiché in questa specifica legge l’immediata entrata in vigore non è prevista, essa potrà espletare i suoi effetti eventualmente solo tra 15 giorni. Quindi io, Leoluca Orlando e Renato Accorinti al momento resteremo in carica come sindaci metropolitani nella pienezza dei nostri poteri.
Bisogna ricordare che anche sulle precedenti versioni della legge su Liberi consorzi di comuni e Città metropolitane, il Governo era già intervenuto impugnando la legge, tanto che l’Ars era stata costretta a modificarla per ben due volte. Questa sarebbe la terza. Peraltro seri dubbi di legittimità costituzionale sono stati avanzati dallo stesso presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone.

 

 

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