G7 e polemiche, piazza pulita da arbusti, cani e i soliti quattro gatti

maggio 25, 2017

 

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo.
CATANIA – Dopo lo scempio scriteriato ed ingiustificato di ieri, denunciato  con il comunicato in basso, delle aiuole di piazza Università in pieno centro storico dove anche le piante sono monumento, trattati alla stregua di rifiuti, sembrano anche scomparsi nel nulla i cani e i gatti che vivono dentro e fuori i Benedettini, veri e proprie mascotte degli studenti, come il meticcio Melo (nella foto di Luciano Granozzi da fb) soprannominato il “Custode dei Benedettini”.
Trattati alla stregua di rifiuti da occultare alla visione delle first-lady  degli uomini più  potenti della Terra, o giù  di lì,  o alla stregua di potenziali terroristi armati di denti e unghie affilati? Se così  fosse vorremmo sapere da chi sono stati prelevati e dove sono stati condotti? Siamo già  oltre il tollerabile ridicolo istituzionale!

Dopo le forti contestazioni contro le abnormi potature, capitozzature,  di centinaia di alberi della città, ridotti ia veri e propri scheletri a cui è stata estirpata di netto la chioma,  l’Amministrazione comunale ritorna a fare scempio del poco verde del centro storico  facendo estirpare tutti i vigorosi  arbusti che facevano da siepi e abbellivano i quattro lampioni storici di piazza Università, per sostituirle con delle rose, peraltro andando radicalmente contro il regolamento al verde presentato dalla stessa.

Visto che le siepi di piazza Università sono state sradicate a pochi giorni dal G7,   ci chiediamo, forse sono state sacrificate in onore e per la sicurezza  (?) delle first-lady dei potenti del mondo, così come è toccato al povero pino dell’aeroporto di Roma sradicato in occasione dell’arrivo di Trump?  E quante altre piante della città sono state sacrificate inutilmente per soddisfare i potenti del mondo?

Eppure – afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia –  proprio in questi giorni, così come abbiamo potuto leggere , la Giunta comunale ha sottoposto al voto del Consiglio comunale un Regolamento del verde pubblico e privato della città, che sarebbe stato realizzato in collaborazione con la Consulta al Verde anche se alcune assocazioni hanno seccamente e  pubblicamente smentito,  che al primo capitolo  “Principi generali” così recita all’art. 1 (Motivazioni) “Il Patrimonio verde del Comune di Catania rappresenta un’indispensabile risorsa per garantire la vivibilità della comunità di cittadini che in esso vive, abita e lavora.

La motivazione principale che ha determinato la stesura di questo Regolamento è la volontà di salvaguardare, tutelare e incrementare le aree a verde sia quelle presenti nel verde pubblico sia quelle in aree private, in quanto rappresentano tutte un patrimonio prezioso della collettività che caratterizza il nostro paesaggio e consentono la salvaguardia della biodiversità urbana…”

Ecco la prima e significativa dimostrazione reale e inconfutabile,  e non cartacea che ha poca rilevanza se questa resta lettera morta, della “… volontà di salvaguardare , tutelare e incrementare le aree a verde …che caratterizza il nostro paesaggio….”.

Ed ecco cosa dice lo stesso  regolamento all’Art. 2 Obiettivi: “Il presente Regolamento si propone in particolare di: incrementare la quantità e la qualità del verde urbano per migliorare i parametri ambientali e in particolare il microclima; tutelare e promuovere il verde come elemento qualificante del contesto urbano, come fattore di miglioramento della qualità della vita degli abitanti e attrattore di nuove iniziative economiche e turistiche nel territorio, sviluppate con criteri ecocompatibili…”

Probabilmente per l’Amministrazione lo scempio degli arbusti di piazza Università sarebbero da indentificare come “…criteri ecocompatibili,..” così come l’inquinamento da smog che ci avvelena giornalmente, senza che si faccia nulla per ridimensionarlo,  e che potrebbe essere in parte abbattuto proprio dalle piante e dal loro sistema fogliario.

Ed ancora all’Art. 11 Comportamenti vietati ecco cosa recita al punto d)”Nelle aree adibite a verde pubblico sono vietati i seguenti comportamenti, fatti salvi i divieti scaturiti da altre norme vigenti in materia:

d. danneggiare, manomettere, tagliare, asportare le piante, quali alberi, arbusti, prati e piante da fiore, nonché terra o terriccio;

Dulcis in fundo, ed ecco l’aspetto sanzionatorio che allontana ancora di più se vogliamo l’Amministrazione dal suo regolamento del verde: Art.26 Danneggiamenti; “Chiunque cagioni danno a un albero o a una superficie di verde ornamentale, di proprietà comunale, è tenuto a rifondere all’Amministrazione Comunale una somma pari al valore del danno calcolato in virtù del metodo di stima indicato nel presente regolamento.

I danneggiamenti che compromettono la vita di una pianta arborea sono considerati a tutti gli effetti abbattimenti non autorizzati e come tali sanzionati;…” . La sanzione prevista da regolamento per gli abbattimenti di alberature pubbliche, come gli arbusti di piazza Università, va da  “80,00 a 480,00” ma  a questa sanzione  si deve aggiungere “il valore ornamentale della pianta arbitrariamente abbattuta”.

Adesso ci chiediamo e chiediamo al Sindaco: chi dovrà risarcire i cittadini dallo scempio di piazza Università? Forse la Giunta ha intenzione di ritirare per coerenza il Regolamento per il verde della città?

Alfio Lisi, portavoce di Free Green Sici

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