Giovanni Falcone, lo Stato presente nei quartieri marginali

luglio 11, 2017

|Katya Maugeri|

PALERMO – Quello di ieri è stato certamente un oltraggio alla memoria, un gesto vigliacco che ha disturbato e offeso coloro che lottano per la legalità, coloro che affidano i loro progetti per combattere la guerra contro la criminalità organizzata. Danneggiare la statua di Giovanni Falcone, davanti alla scuola Falcone-Borsellino a Palermo nel quartiere dello Zen un atto provocatorio che ha indignato un intero Paese. E in serata, un nuovo atto di vandalismo a Palermo: ignoti hanno bruciato un cartellone con una immagine di Giovanni Falcone posizionato davanti i cancelli della scuola Alcide De Gasperi che faceva parte di un gruppo di altri cartelloni realizzati nei giorni scorsi dagli studenti della scuola di piazza Papa Giovanni Paolo II.
Sul caso è intervenuto anche il senatore Francesco Campanella: “La distruzione della statua di Giovanni Falcone all’istituto Falcone allo Zen mette tristezza e rabbia. – dichiara il senatore Campanella  (Mdp – Articolo 1) -. Il gesto è imperdonabile, ma non possiamo non chiederci se le istituzioni abbiano fatto abbastanza per sconfiggere la cultura mafiosa allo Zen e nelle periferie più povere del Paese, tutto”. “Non mi riferisco certo al personale docente e amministrativo della scuola Falcone, – aggiunge il senatore – di cui conosco personalmente la professionalità e la volontà di spendersi per i ragazzi del quartiere cercando di costruire ponti con le famiglie degli studenti che frequentano la scuola. Non mi riferisco neanche al Comune, col quale tempo fa realizzammo una bella collaborazione insieme al sindaco Leoluca Orlando e l’ex assessore Barbara Evola per aprire alcune nuove sezioni della scuola materna. Nei quartieri più marginali c’è bisogno di uno sforzo maggiore da parte dello Stato”.
“Per far capire che la legalità conviene e che lo Stato gli è amico. I primi a difendere la scuola devono essere i ragazzi e le loro famiglie. – conclude Campanella – Se invece dai cittadini del quartiere la scuola viene vista come un corpo estraneo, abbiamo fallito tutti, nonostante l’abnegazione degli insegnanti e degli operatori che vi si impegnano ogni giorno”.

“Sconcertata, turbata e addolorata. Questa statua era un segno importante in un quartiere ad alta densità mafiosa. Non posso che constatare che la parte marcia del quartiere continua a essere forte a scapito della gente perbene. A questo punto bisognerebbe mettere nella piazza centrale del rione un monumento a Messina Denaro per assicurarne l’incolumità”a dichiararlo è Maria Falcone, sorella del magistrato che nelle sue dichiarazioni rilasciate al quotidiano.net ha espresso la sua amarezza, la sua delusione. Maria Falcone ricorda, inoltre, che più volte la statua è stata oggetto di danneggiamenti, ma “questa volta avviene in modo più brutale”. Un gesto orribile a pochi giorni dalla fiaccolata in memoria della strage di via D’Amelio, prevista per il 17 luglio.

Alla statua è stata staccata la testa e un pezzo del busto è stato usato poi come ariete contro il muro dell’istituto scolastico. Sulla vicenda è stata aperta una indagine. Purtroppo negli anni la scuola è stata spesso obiettivo di numerosi danneggiamenti che coincidono perfettamente: la mattina del 17 luglio 2010 una pattuglia di carabinieri avevano scoperto che le statue in gesso dei due giudici, posizionate ventiquattro ore prima nel centro della città, nei pressi del teatro Politeama, erano state danneggiate. E a poche ore dal ritrovamento, in varie parti della città erano stati strappati manifesti e locandine che pubblicizzavano la tradizionale fiaccolata in memoria di Paolo Borsellino. Successivamente, nel 2012,  al busto di Giovanni Falcone, all’ingresso principale dell’istituto, era stato rotto il naso e scarabocchiata tutta la superficie. Cinque anni dopo, i vandali erano entrati nelle aule – il sistema di allarme scarico – dopo aver nuovamente danneggiato la statua, gettando a terra sedie, banchi, armadi, cattedre. Anche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni ha dichiarato il suo rammarico su twitter: “Oltraggiare la memoria di Falcone è una misera esibizione di vigliaccheria”.
Anche il deputato siciliano alla Camera di F.I., Basilio Catanoso dichiara: “Spero che le forze dell’ordine individuino con immediatezza e con assoluta certezza i responsabili di quello che non è solo un oltraggio ma anche il tentativo violento di cancellare la memoria di quanto fatto, per il riscatto della Sicilia e dei siciliani, da Giovanni Falcone e da Paolo Borsellino”. “Un atto grave, a cui la società siciliana, a pochi giorni dall’anniversario della strage di via D’Amelio, non vuole supinamente assistere” conclude l’on. Catanoso.

Gesti che tentano – invano – di rallentare quelle gambe, che senza alcun timore, percorrono la strada della legalità.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito si serve dei cookie per l’erogazione dei servizi, la personalizzazione degli annunci e l’analisi del traffico. Se prosegui la navigazione acconsenti all’utilizzo dei cookie.