Guardie e ladri. A proposito del Conservatorio Bellini

giugno 1, 2017

Riceviamo e pubblichiamo.

A proposito della triste e dannosa vicenda del Conservatorio Bellini. Mi vado dicendo (fermo restando che si è innocenti sino a giudizio definitivo) i ladri sono ladri. Cioè fanno il loro insano mestiere e ladro non è solo chi scassina una banca o ti grida in una strada buia ‘o la borsa o la vita’ (questo ormai accade solo nei fumetti), ma anche chi si appropria indebitamente delle risorse pubbliche come i pm sostengono nel caso in questione. Solo che nei primi due casi elencati non ci resta che rivolgerci alle forze dell’ordine e, al più, imprecare contro l’insufficiente controllo del territorio che però non può essere controllato a scala 1/1. Nell’ultimo caso invece la domanda che sorge spontanea (trattandosi di enti pubblici che gestiscono risorse pubbliche, e quindi soggetti a procedure ‘rigorose’ di controllo a prescindere dall’intervento della magistratura, come sa chiunque abbia una minima dimestichezza con gli enti pubblici) è la seguente: ma i controllori in questo decennio (caspita, i furti sostengono i pm coprono un arco temporale decennale, se ho letto bene) che hanno fatto? Non voglio, si badi, insinuare che i controllori fossero complici dei ladri – la magistratura l’avrebbe appurato e la cultura del sospetto non mi appartiene. Sostengo un’altra cosa: i controllori non hanno fatto il loro lavoro. Mi sbaglio? Gradirei risposte da persone con dimestichezza non dico giuridica ma almeno politica della cosa pubblica. Inoltre esiste un reato di ‘omessa vigilanza’ o fu abolito? Il sindaco esulta giustamente e dice: ‘è stato estirpato un cancro’. Ma per un decennio il cancro si è sviluppato senza un minimo disturbo, senza un dolore, senza una avvisaglia? Queste domande mi sembrano più pertinenti e utili, trattandosi dei nostri soldi, di noi cittadini, di quelle relative alle parentele (che comunque non sono un reato anche se suscitano un qualche serio imbarazzo) su cui si sofferma la stampa locale e l’opinione pubblica. Grazie per eventuali commenti o obiezioni nel merito delle mie affermazioni.

Enrico Iachello

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