I privati vogliono salvare Vulcania

settembre 4, 2017
CATANIA – L’ex centro commerciale di Vulcania, nel cuore di Catania, dovrebbe essere una risorsa, un punto di aggregazione per il quartiere oppure un centro polifunzionale. Questo almeno secondo i progetti e le intenzioni della commissione comunale al Patrimonio che, dati alla mano, vorrebbe rimettere in piedi l’impianto attraverso una collaborazione con i privati oppure realizzarci un polo culturale per il territorio con l’aiuto delle associazioni. «Gli esempi, legati al Monumento ai Caduti oppure a Villa Fazio a Librino, ci insegnano che la partecipazione dei privati al bene pubblico nell’immediato ha un effetto assolutamente positivo- afferma il presidente della commissione al Patrimonio Salvatore Tomarchio– garantisce quella vigilanza e quella protezione che tiene lontani vandali e ladri. Esattamente il contrario di quello che succede oggi a Vulcania. Le segnalazioni del personale comunale ha evidenziato come alcuni spazi dell’ultimo piano, dove sono ospitati gli uffici e la sede della circoscrizione di “Borgo-Sanzio”, siano diventati bagni improvvisati per i clochard. A questo vanno aggiunti gli atti vandalici e il rischio continuo di essere aggrediti in inverno, nel tardo pomeriggio, quando si fa buio». «L’ex centro commerciale, sotto molti aspetti, non esiste più- fa eco il vice presidente Ersilia Saverino-  perché, al suo posto, abbiamo per le mani un “hotel per disperati” dove la gente vive in una situazione di estrema povertà e in condizioni igienico-sanitarie preoccupanti.
Uno scenario, questo, che contrasta con la zona residenziale che la circonda. Una struttura- continua Saverino- posta tra la circonvallazione e via Vincenzo Giuffrida e che necessita dell’urgente intervento delle istituzioni politiche e sociali». L’immobile rappresenta una risorsa rilevante per l’intera città ma, se rimane in queste condizioni, è solo una enorme incompiuta. «Tra pareti imbrattate dai teppisti e angoli cottura di fortuna, tra paura e pregiudizio con montagne di spazzatura annesse- spiega il componente della commissione al Patrimonio Carmelo Sofia- abbiamo per le mani una bomba sociale che può scoppiare da un momento all’altro. Non dimentichiamoci che qui perse la vita, alcuni anni fa, un senzatetto. Palazzo degli Elefanti, con parrocchie e servizi sociali, deve lavorare per fare in modo che simili episodi non si ripetano più in futuro».
Già in passato associazioni e comitati cittadini hanno cercato di ripulire questa enorme pattumiera ottenendo ben pochi risultati. «Oltre al degrado sociale – sottolineano i consiglieri comunali Giuseppe Catalano e Francesco Saglimbene– a Vulcania bisogna fare i conti con questioni di carattere strutturale. In molti casi, visto che l’impianto è diviso tra comune e privati, è difficile capire quale sia il soggetto preposto alla manutenzione costante o straordinaria di una scala piuttosto che dei portici esterni. Il risultato evidente è l’immobilismo più totale con grossi danni per tutta la città. Un esempio? Oggi le voragini nel pavimento e le crepe sono state “messe in sicurezza” con le assi di legno tenute insieme con il fil di ferro. Nient’altro».

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