I sogni e la “Spiranza” tra le onde del mito

giugno 16, 2017

CATANIA – Una barca il cui pavimento è diventato un foglio bianco sul quale scrivere stralci di lettere in amàrico, provenienti dall’Etiopia e ritrovate sui barconi dei migranti approdati negli ultimi anni a Lampedusa (raccolte dal Collettivo Askavusa), qualche frase dai Malavoglia e dall’Odissea, e delle tele dai colori intensi, forti, decisi raccontano una Aci Trezza mitologica, poetica, eterna. Sono le opere della pittrice Alice Valenti esposte nella galleria KoArt Unconventional Place in via San Michele, 28 a Catania, a cura di Aurelia Nicolosi. “Spiranza” è la prima mostra personale dell’artista, un progetto nato per caso, dalla ricerca di un gozzo da dipingere all’incontro con la famiglia Rodolico, storica figura di maestri d’ascia ad Aci Trezza.

Un incontro che ha permesso ad Alice Valenti di comprendere pienamente il valore umano e culturale di una realtà artigianale in forte difficoltà, a causa dello sviluppo economico e scelte amministrative che hanno cercato di distruggere un patrimonio culturale così importante. “Sono felice di aver coronato durante l’inaugurazione, un anno di intenso lavoro con i miei compagni di avventura Riccardo Vincenzo e Salvo, ospiti della galleria KoArt. L’incontro con il cantiere Rodolico ha dato nuova linfa al mio fare artistico, la pittura della barca, la realizzazione del Documentario e le tele non sono altro che spunti di riflessione che mi sono stati donati e che io dono a chi vorrà accoglierli, riconoscerli, e tutelarli”, dichiara commossa Alice Valenti.

Aci Trezza terra di mito, di leggende e cultura viene così raccontata dai colori di una pittrice che ha sentito l’esigenza di narrare quelle sfumature spesso ammirate da troppo lontano, e proprio nel documentario realizzato anche come denuncia, a una condizione politica in  netto contrasto con l’evoluzione turistica/culturale del Paese, “Alice dipinge un gozzo al cantiere Rodolico”, scritto da Riccardo Napoli, Vincenzo Drago, Alice Valenti, Salvatore Fallico, con la regia di Riccardo Napoli e Vincenzo Drago, racconta – attraverso delle interviste – una Aci Trezza inedita, impreziosito dalla presenza di Turi Rodolico, dalle immagini che raccontano la ristrutturazione e la realizzazione della barca, esposta ieri proprio su una strada che rappresenta la storia e le tradizione di una città come Catania. “Il gozzo di Alice, presente all’opening della mostra, racconta per simboli la sua storia e la inserisce in quella universale e antica della tradizione”, scrivono Mercedes Auteri e Giamina Croazzo nel loro testo critico. Letteratura, arte, mitologia e la triste realtà di coloro che nelle barche vedono il mezzo necessario per trovare la libertà, tanto ambita e crudele.

La mostra sarà visitabile fino al 5 luglio e sarà un modo nuovo, affascinante per ammirare da vicino la tradizione di una Terra che chiede di non essere dimenticata, ma protetta e valorizzata dalla superficialità politica che troppo spesso cerca di oscurare i colori, le storie, alle quali ogni siciliano non dovrebbe mai abituarsi.

VIDEO: https://www.youtube.com/my_videos?o=U

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