Il Tour dei diritti

giugno 12, 2017

 

 

 

 

 

PALERMO – Diritti violati o parzialmente riconosciuti. Procedure poco chiare e, comunque, discriminanti. Parte la nuova battaglia dello Studio Leone – Fell e associati di Palermo che ha dato il via a un ricorso collettivo, stavolta per ripristinare le regole stabilite dal diritto e le corrette procedure nel concorso pubblico per 800 Assistenti giudiziari. Nel corso delle prove preselettive dello scorso 24 maggio, infatti, si sono verificati alcuni problemi che hanno spinto il Ministero a prevedere una nuova prova per i 4809 i cui scritti erano stati inficiati dai problemi tecnici e dalle domande cosiddette tronche.

Uno dei problemi principali riscontrati durante le prove è stata la non corretta visualizzazione sui pc di alcune domande. Tanti candidati, infatti, hanno avuto difficoltà a rispondere correttamente ai quesiti perchè le domande erano incomplete e/o presentavano al loro interno degli errori nei simboli di punteggiatura (c.d. domande tronche). La commissione d’esame è stata immediatamente investita dal problema e, a seguito di un controllo informatico, con il decreto del 26 maggio è stata disposta la riconvocazione dei candidati.

Ebbene, resta ancora da comprendere – e da qui il ricorso – le modalità in base alle quali sono state selezionate le persone destinatarie della riconvocazione. Dalle testimonianze e segnalazioni raccolte in queste settimane dai legali dello studio Leone, infatti, il numero dei concorrenti vittime di questo problema tecnico sembrava nettamente inferiore. Di sicuro, almeno stando a quanto  segnalato, tra i riconvocati ci sarebbero dei candidati che non avrebbero subito alcun malfunzionamento. Se così fosse – il se è d’obbligo visto che ancora non è stato possibile analizzare i documenti ufficiali della commissione – si starebbe consumando un’ingiustificata discriminazione tra i partecipanti. Da un lato, infatti, vi sarebbero concorrenti che avrebbero a disposizione una incomprensibile seconda “chance“ (a danno di tutti gli altri 70 mila partecipanti) e, dall’altro, vi sarebbero candidati realmente danneggiati dal malfunzionamento ma misteriosamente tagliati fuori dalla riconvocazione

Altro problema, seppur di minore impatto, è quello che la nuova selezione è stata disposta senza rispettare i 15 giorni di preavviso previsti dal DPR 487/94. Il testo unico sull’accesso al pubblico impiego, infatti, dispone che per le selezioni concorsuali debba concedersi ai concorrenti un tempo congruo per poter programmare la prova. Principio che però il Ministero non ha voluto rispettare per questo turno “speciale” di preselettiva.

Ma, a far gridare al potenziale scandalo è anche un altro elemento.

Dopo due settimane dalla conclusione delle prove preselettive, il Ministero della Giustizia ha pubblicato la graduatoria dei candidati che accederanno alla successiva fase concorsuale. Ebbene, saranno convocati per le prove scritte oltre 6.000 candidati che, hanno ottenuto un punteggio pari a 50/50.  A questo punto è confermata la tesi per cui la prova preselettiva ha avuto la funzione di selezionare i migliori candidati e non anche, come invece la giurisprudenza ha avuto modo di confermare, eseguire una scrematura dei candidati in vista della selezione vera e propria. Una selezione realmente meritocratica, infatti, non dovrebbe avere l’obiettivo di sfoltire irragionevolmente la platea dei partecipanti sin dalle prove preselettive. Diversamente da come ha impostato il concorso il Ministero, lo scopo al quale doveva mirare l’amministrazione era quello di selezionare i migliori attraverso un percorso che ne valutasse le competenze attraverso più prove d’esame. Se così non fosse non si comprende perché il bando prevede un ulteriore fase di “scritti” e l’esame orale.

In questo concorso, per l’ammissione alla fase orale, è prevista una soglia minima di 22,50/30 (cioè 7,5/10). Risulta irrazionale, quindi, una soglia di  idoneità per il superamento della prova preselettiva maggiore di quella richiesta per la selezione vera e propria. Pertanto possono proporre un ricorso al Tar tutti i candidati che abbiano conseguito un punteggio pari o uguale a quello previsto per l’ammissione alla fase orale. In particolare, chiunque abbia raggiunto il punteggio di 37.5/50 (cioè 7,5/10) dovrebbe avere accesso alla prova scritta. Ed è quello che i legali chiederanno nelle prossime settimane al Tar del Lazio

IL TOUR DEI DIRITTI

Tutti i candidati, indipendentemente dal punteggio ottenuto, potranno contattare il nostro staff chiamando alla linea telefonica dedicata (091-7794561) o inviando una email a info@avvocatoleone.com.

LE TAPPE DEL TOUR DEI DIRITTI

Sono messi a disposizione degli interessati anche il gruppo facebook dedicato al concorso “800 Assistenti Giudiziari – RICORSO” e la pagina ufficiale “Avv. Francesco Leone”. “Analizzeremo la vostra posizione – affermano i legali dello studio palermitano specializzato nella tutela dei diritti di chi partecipa a pubblici concorsi – e vi comunicheremo quale sarà la strategia processuale a voi dedicata. L’esperienza maturata in questo campo, infatti, ci obbliga a fare un attento screening anche dei più piccoli dettagli onde evitare rovinose imprecisioni e il conseguente rigetto del ricorso. Sarà un occasione importante attraverso cui lo Studio si confronterà con migliaia di candidati per conoscere tutte le sfaccettature di un concorso che, sin dal principio, ha destato dubbi e polemiche”.

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