La Boheme a Taormina in un campo profughi

giugno 29, 2017

 

 

 

TAORMINA – La Boheme, in scena al Teatro Antico di Taormina il prossimo 5 e il 6 Luglio, non sarà solo un grande spettacolo operistico con la regia di Enrico Castiglione, che inaugura la nona edizione del Festival Belliniano, e non sarà solo un film live trasmesso in diretta in oltre cinquecento sale cinematografiche in tutta Europa, ma anche una forte denuncia contro la tragica questione dei migranti che ogni giorno sbarcano in Sicilia. Il grande regista e scenografo italiano Enrico Castiglione ha infatti deciso di ambientare LA BOHEME in un campo profughi dei nostri giorni e per la prima volta l’Opera lirica tocca un tema scottante e quanto mai tragico.

“Ho deciso – ha dichiarato il maestro Enrico Castiglione – di ambientare il mio nuovo allestimento de La Boheme, che debutterà al Teatro Antico di Taormina trasmessa in diretta nelle sale cinematografiche di tutta Europa, in un campo profughi, per dimostrare che anche i profughi e coloro che spesso la nostra società civile emargina vivono dei nostri stessi sentimenti. Nella nostra vita non c’è nulla di peggio di un amore infranto dalla malattia, dalla morte che ti strappa la persona amata senza poter fare nulla. Questo accade ogni giorno, in tutto il mondo, ma in maniera ancora più orribile accade proprio intorno a noi, nel Mediterraneo: la mia regia e la mia scenografia, insieme ai costumi disegnati e realizzati proprio per questo allestimento dalla costumista Sonia Cammarata, vuole essere una denuncia contro l’immensa tragedia delle centinaia di persone che ogni giorno muoiono nel Mediterraneo alla ricerca di una vita migliore. Tutto questo mi ha indotto ad ambientare, insieme alla costumista Sonia Cammarata, questa Boheme tra i profughi dei nostri giorni, per gridare con la forza della meravigliosa musica di Puccini, da Taormina e dalla Sicilia in diretta via satellite nei cinema in tutta Europa, che tutti noi e tutti i profughi siamo fratelli che provano gli stessi sentimenti. ma anche che non devono esistere barriere, steccati, discriminazioni. Ciò non vuol dire che l’Europa intera non debba farsi carico del problema, anzi, a mio avviso l’Europa sta facendo poco, troppo poco per aiutare i migranti e l’Italia, con in primis la Sicilia, sta facendo troppo”.

 

 

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