La Sicilia brucia, mancano pompieri e mezzi

luglio 11, 2017
CATANIA – Gli incendi a Catania “ed in tutta la regione non va meglio” stanno continuando a distruggere vegetazione, capannoni e tutto quello che trovano di fronte e, come ogni anno, complici le temperature infuocate del periodo, i Vigili del fuoco etnei sono impegnati in uno sforzo maggiore, per poter rispondere alle numerose richieste di intervento – turni massacranti e senza reintegro di sali minerali, a rischio collasso, questa è la politica del riordino. Eppure, nonostante la mole di lavoro aumenti, la situazione in cui versa il corpo è ancora disastrosa. Almeno secondo l’Usb che lancia l’allarme. “In questi giorni la provincia etnea è colpita da un forte ondata di calore e questa è notizia già nota – afferma in una nota il rappresentante provinciale Carmelo Barbagallo. Le criticità derivate dalla mole di interventi che ha interessato il comando etneo ha creato non poche difficoltà – prosegue: i mezzi, e nello specifico i moduli antincendio, autobotti e APS, sono andati in tilt e Catania non ha un numero sufficiente di mezzi e uomini “potrebbero sopperire con, precari in attesa di stabilizzazione e idonei ai concorsi”  per potere sopperire alle richieste”. Nei giorni scorsi, anche il capo della protezione civile Curcio ha lanciato un grido di allarme. “Proprio la Sicilia è una di quelle regioni a rischio “Portogallo” – continua il sindacalista. Senza uomini, mezzi e con in più i compiti ed il lavoro della dismessa forestale”. Una situazione grave che si ripete ogni anno e che mette in condizioni precarie chi è chiamato a prestare soccorso. “Noi come sindacato, ovviamente , non possiamo accettare altri disastri ambientali, morti da malattie professionali”- conclude Barbagallo.
Per tanto, l’Usb ha dichiarato lo stato di agitazione  provinciale di Categoria, con il primo tentativo di conciliazione presso la prefettura di Catania, con la richiesta di  presenza del sindaco della città metropolitana di Catania.

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