La testimonianza dell’autista di Falcone. Giuseppe Costanza e il suo “Stato di abbandono”

novembre 9, 2017

CATANIA – “Falcone diceva sempre che la mafia non è tanto la gente che ti spara, ma soprattutto quella che ti emargina, quella che ti lascia da solo”. È quello che racconta Giuseppe Costanza in “Stato di abbandono” (edizioni Minerva), affidandosi alla sofisticata penna di Riccardo Tessarini. Non si tratta di un romanzo, né della solita biografia didascalica: è una testimonianza, quella di Giuseppe Costanza, autista sì, ma soprattutto uomo di fiducia del giudice Giovanni Falcone.

Pagine intense e ricche di dettagli scomodi, diretti, raccontati con la passione di chi non vuole nascondersi dietro a un dito. Una denuncia a tutti coloro che durante questi lunghi venticinque anni hanno preferito rimanere nell’ombra dell’omertà e negare a un servitore dello Stato la propria solidarietà. Una prefazione, quella scritta da Ignazio De Francisci, procuratore generale a Bologna, che ha sigillato la qualità, l’attendibilità del testo. Gli incontri con Giuseppe Costanza e Riccardo Tessarini così come la presentazione del libro Stato di Abbandono sono stati organizzati e interamente finanziati dall’avvocato Riccardo Trovato, senza contributi economici esterni, dando inizio nelle scuole al progetto del progetto “Legalità e Basket” ideato e promosso dallo stesso avvocato. Questo dimostra, e deve far riflettere, che ogni singolo cittadino può dare il suo piccolo contributo alla collettività, solo in questo modo è possibile sperare in un effettivo cambiamento della nostra bella Sicilia.

Il 6 novembre presso il “Liceo Scientifico Statale di Catania “E. Boggio Lera”, con la presentazione ai ragazzi del libro Stato di Abbandono, è iniziato il progetto.

L’incontro è stato introdotto dal vice preside dell’Istituto prof. Alfredo Motta e hanno partecipato il Questore dott. Giuseppe Gualtieri, il giudice presso Tribunale per i minori dott. Umberto Zingales e Mattia Viola coach della Olimpia Basket Battiati. AllIstituto tecnico commerciale Enrico De Nicola di San Giovanni La Punta insieme alle professoresse Martina Pavone e Cinzia Pagliara che ha introdotto l’incontro organizzato i ragazzi delle scuole medie di San Giovanni La Punta dell’Istituto Comprensivo “G. Falcone” e infine i ragazzi della scuola media “Mario Pluchinotta” di Sant’Agata Li Battiati, insieme alla professoressa Antonella Palmeri.

Incontri molto intensi e commoventi – moderati dalla giornalista Katya Maugeri – un confronto diretto con ragazzi curiosi e attenti e felici di ascoltare il racconto di un uomo che ha scelto di portare in giro per l’Italia la propria testimonianza raccontando ai giovani il fenomeno della mafia e tutte quelle verità celate dietro l’attentato di Capaci, quel 23 maggio 1992 nel quale rimase gravemente ferito. Ha raccontato quanto sia importante fare il proprio dovere, ogni giorno, con piccoli gesti, “Noi oggi stiamo facendo antimafia, quella vera, non di facciata”, ha più volte dichiarato. Con tono sempre emozionato ha parlato del suo rapporto di fiducia con Giovanni Falcone di ciò che ha patito dopo l’esplosione, dell’emarginazione e dell’indifferenza da parte delle Istituzioni. E ancora, della disinformazione che crea falsi miti e false legende secondo le quali per esempio Costanza sia l’unico sopravvissuto all’attentato: non è così. Ci sono altri tre uomini che si sono salvati, e inoltre dissente chiaramente dalle dichiarazioni fatte dalla sorella del giudice, Maria Falcone, che in un suo libro scrive che Giuseppe Costanza rimase illeso dopo l’esplosione: rimase in coma per oltre venti giorni, ha dovuto rifare la bocca e denti inclusi, sono più di cinquanta, tra visite, esami, ricoveri e controlli fatti dal 1992 al 2005. E inoltre “Poi i sogni. Dal giorno dell’attentato non sogno più. Prima dell’attentato sognavo eccome! Da vent’anni a questa parte, invece, non ho più questo piacere”.

“Quest’esperienza siciliana, per me che sono un “cittadino del Nord” – dichiara Riccardo Tessarini – non è stata solo positiva, dato che ho riscontrato tra i cittadini catanesi tanta voglia di partecipare, di capire e di riscattarsi da una condizione di difficoltà o di rassegnazione, ma soprattutto si è rivelata un’intensa esperienza culturale e civile.
E di uguaglianza. Perché sono convinto che al di sopra delle preferenze politiche ci siano i valori e i principi, cioè la legalità, la giustizia, la verità, concetti per così di dire “superiori”, trasversali, che quindi non appartengono a questa o a quella fazione o città o regione italiana. Siamo tutti cittadini di una stessa nazione, siamo una maggioranza – una larghissima maggioranza – di uomini e donne che vogliono vivere in un Paese in cui regni la legalità, la pace e la giustizia. E che lottano per esse”.

Una preziosa testimonianza accolta anche dalla Libreria Vicolo Stretto di Catania che ha ospitato Giuseppe Costanza insieme all’autore, Riccardo Tessarini e Francesco Santocono. Un numeroso pubblico che ha ascoltato e interagito con domande, solidarietà e con la consapevolezza di quanto sia importante, oggi, avere un uomo come Costanza capace ancora di combattere affinché la verità possa emergere, un uomo che non teme di dichiarare pensieri scomodi perché veri. In una società così povera di esempi da seguire, quella di Giuseppe Costanza è una lezione di vita che dovremmo custodire gelosamente e accogliere i suoi suggerimenti perché anche noi possiamo contribuire – ogni giorno – alla lotta alla mafia.

Noi siamo lo Stato, quello che parla, agisce e non abbandona.

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