L’agricoltura biologica penalizzata dalla burocrazia

agosto 3, 2017

 

 

 ROMA – “La pubblica amministrazione continua a brillare per inefficienza e ritardi insopportabili”: così il componente della “Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati” on. Basilio Catanoso (F.I.) censura i ritardi accumulati dall’Agea nell’erogazione dei fondi previsti per l’agricoltura biologica.  Gli elenchi regionali delle domande presentate in Sicilia, ammesse ed escluse, sono subordinati ai controlli di Agea per determinare due modalità di pagamento: automatizzato, tramite bonifico diretto su conto corrente indicato nella domanda; manuale, metodo gestito a livello regionale con un doppio passaggio Agea/Regione.
“Nel caso specifico, gli elenchi regionali delle domande sono stati pubblicati sul sito del PSR Sicilia il 16 ottobre 2016 e, successivamente, la conclusione dell’esame dei ricorsi presentati da alcune ditte escluse, il 27 gennaio 2017 – prosegue l’on. Catanoso -. Un solo decreto di pagamento è stato emesso, ad oggi, e, a fronte delle 5.300 domande rilasciate, sono state liquidate solo 908 aziende, molte di queste con somme più basse di quelli spettanti”.  Per il deputato etneo, “i ritardi sono dovuti a problemi emersi nel corso delle verifiche informatiche, di Agea e dalle società partner. A fronte dello stato di estrema crisi del settore agricolo e biologico nazionale e siciliano, non è più tollerabile che Agea non sia ancora riuscita a soddisfare le domande pagabili automaticamente, non fornendo neppure  una data per la chiusura dei controlli  né l’effettiva disponibilità degli applicativi informatici per la gestione manuale dell’istruttoria”.
L’on. Catanoso, dopo aver incontrato numerosi imprenditori che operano nel settore del biologico agricolo, propone al Ministero per l’agricoltura “di autorizzare l’erogazione, in via provvisoria ed in attesa dei controlli successivi e delle opportune verifiche, di un anticipo del 70 o dell’80 per cento dell’importo del beneficio richiesto da ogni agricoltore siciliano. Solo il saldo, verrebbe così emesso successivamente alle verifiche: gli agricoltori siciliani non possono subire più ritardi, a causa della malfunzionante organizzazione della Pubblica amministrazione”.

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