L’arte di insegnare

agosto 3, 2017

|Martina Pumo|

L’arte è la passione che da sempre lo accompagna, l’insegnamento la missione che condiziona e scandisce la sua vita. Gabriele Benefico è tante cose, un artista, un insegnante, colui che, attraverso le sue illustrazioni ci trasporta in mondi vicini e lontani, realtà distorte e inverosimili, dove il sogno scandisce i colori. La cultura pop lo influenza fin da bambino, lui, figlio degli anni ’80, come lui si definisce, è cambiato negli anni, maturando insieme alla sua grande passione: il disegno. Un’evoluzione, dai primi scarabocchi fino al disegno digitale, che oggi lo caratterizza. Uno stile, il suo, fortemente condizionato dal suo background, dalla cultura pop, preponderante nel suo tratto, dalle scuole frequentate. Il Liceo Artistico diviene il campo dove poter maturare, crescere e sperimentare tecniche tra loro differenti come il disegno dal vero, una tappa fondamentale nella sua crescita artistica.

Dopo gli anni del Liceo, le prove e una passione che lo sprona senza abbandonarlo mai, arriva l’insegnamento, riuscendo così a comunicare ai giovani ciò che lui ha appreso, ciò che sa. L’insegnamento è tante cose, mi ha raccontato, stimolante, impegnativo, è studio e crescita continua insieme ai suoi alunni del Laboratorio di discipline multimediali. Gabriele, insegnante e alunno allo stesso tempo, insegna e insieme a loro, impara, come se rubasse, si soffermasse sulla loro sensibilità sui linguaggi attuali, una vetrina sulle mode, gli stili del momento. Per Gabriele l’insegnamento è qualcosa di più di un semplice mestiere, è passione dove tutto si incastra alla perfezione, pezzi di un puzzle che lasciano trasparire che il suo è il lavoro più bello del mondo. Avvicinare i più giovani all’arte permette di avere e donare un ampio punto di vista, una sensibilità diversa con cui guardare per davvero il mondo. Ci ha raccontato cos’è per lui l’insegnamento e quali difficoltà si riscontrano nel mestiere più bello del mondo: “Le difficoltà che rendono però interessante e mai noioso questo mestiere sono, aldilà dei programmi ministeriali, capire di cosa ha bisogno e quali sono gli obiettivi di ogni singolo studente, impegnarsi per rendere ogni percorso diverso e su misura, seguendo le vocazioni individuali.” Capire l’altro, aiutarlo a trovare la sua strada, insegnando gli strumenti che gli permetteranno di caratterizzare il suo stile. Più che un mestiere, più del semplice insegnare. Lui, legato al suo corso che lo ha abilitato all’insegnamento, ci ha mostrato il mondo da dove trae l’ispirazione, il non luogo in cui tutto prende forma. Tutto è ispirazione: libri, fumetti, televisione, cinema, web.

Immagini che si mescolano, suggestioni che rielaborano pensieri, forme che diventano poi disegni e opere. L’opera a cui è più legato, ci racconta, è La persistenza della memoria, prima copia fatta da ragazzino, la mostra che più lo ha segnato è stata character selfie di Pictoplasma, la sua prima collettiva internazionale a Berlino. Molti sono gli artisti che lo hanno ispirato, come Moevius, Miyazaki a livello estetico, Jean Michel Basquiat, Pino Pascali e Cristiano De Gaetano, per le loro vite, l’approccio come artisti alla grande passione che li accomuna, l’arte.

Un artista, Gabriele, che trasporta lo spettatore in viaggi, visioni. Sulla sua pagina Facebook, Gabriele Benefico art, accompagna illustrazioni a link di canzoni: un viaggio nella sua ispirazione la quale fa nascere altra ispirazione. Arte che trae e attrae arte. E alla nostra ultima domanda, quella forse più ampia e intima, “Per te l’arte è…” ci ha risposto così, come a conclusione di un cerchio, di ciò che lui stesso ha portato avanti: quella cosa che dà un senso a tutto il resto.

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