L’Italia è stata divisa quando l’hanno unita

maggio 28, 2017

 

 

 

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA
AL PRESIDENTE DEL SENATO PIETRO GRASSO
Caro Presidente, so benissimo che Lei riceve centinaia, se non migliaia, di lettere e che, con ciò che ha da fare, non può leggerle tutte; so che c’è chi legge per Lei, ed è a lui che mi rivolgo, pregandolo che questa lettera Le venga recapitata, anche perché non ha carattere personale, non riguarda me, ma un intera Regione: la Sicilia – che è anche la sua, come la mia – verso la quale, è in atto da tempo, una disparità di trattamento e di attenzione, rispetto al resto del paese, che la danneggia gravemente: ferrovie, la più parte senza doppi binari, treni lenti e maltenuti (carrozze vecchie e superate, rotte, malconce, destinate alla Sicilia, invece di venire rottamate); locomotori, ai quali manca solo il carbone per essere identici a quelli di ottocentesca memoria; velocità (si fa per dire) ridicole (Palermo Messina 199 km, in 5 ore – Roma Milano, 500 km in 2 ore e venti). Inesistenti treni veloci e super veloci come Frecce Rosse, Frecce Verdi, ecc. che si fermano a Salerno.
Autostrade o da costruire, o incompiute, o rotte.
A Palermo c’è una sede Rai, costata miliardi, dotata di studi, sale per concerti, teatri di posa per girare interni di film, documentari, sceneggiati, o realizzare telegiornali e trasmissioni varie, spazi per messe in scena di spettacoli e affini. Un grande edificio, costruito per molteplici usi, oggi utilizzato solo per dar vita a un telegiornale di pochi minuti. Le altre sedi Rai (Milano, Torino, Firenze, Roma e Napoli) vengono utilizzate giornalmente in tutti i sensi.
Insomma, l’Italia finisce a Napoli. Come dice Pino Caruso, in un suo libro (nel quale si occupa, si preoccupa di tutto questo e lo denuncia): “L’Italia è stata divisa quando l’hanno unita”
Responsabilità certamente politica, ma anche figlia della rassegnazione dei siciliani, che non protestano mai.
Mi rivolgo a Lei, signor Presidente, perché faccia qualcosa; convinto che non farà nulla.

Pino Caruso

(da facebook)

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