Parco delle Terme di Acireale: le poche certezze e le verità nascoste

aprile 29, 2017

 


 

ACIREALE – Sulla vicenda del Parco delle Terme interviene il sindaco di Acireale, l’ingegnere Roberto Barbagallo. Non lo fa ufficialmente con un comunicato stampa, ma a margine del post con cui Sicilia Network ha pubblicato ieri il nostro articolo contenente il comunicato dell’Associazione Costarelli che ancora una volta, a nome di altre associazioni cittadine, chiede a gran voce la riapertura del Parco di Santa Venera. Il sindaco Barbagallo ha precisato che, a cura della Regione Siciliana e su sollecitazione dei tre neo liquidatori, cominceranno presto i lavori di pulizia straordinaria del Parco per la messa in sicurezza del giardino inglese e per evitare, come finora è accaduto, che possa essere messa a repentaglio l’incolumità delle persone (per possibili incendi o per caduta di alberi pericolanti) e che si possa arrecare danno e disagio agli ospiti di una struttura alberghiera limitrofa alle Terme di Santa Venera. Dichiara il sindaco Barbagallo: “Voglio precisare che sono interventi urgenti per eliminare un problema sanitario e un carico di incendio dovuto ad una enorme quantità di rami lasciata in abbandono da tantissimi mesi, cioè dalla riapertura, che hanno creato preoccupazione e danni economici ad un noto albergo”. Le foto che pubblichiamo a corredo di questo articolo non lascerebbero alcun dubbio. Se da un lato la città chiede la riapertura del Parco, dall’altro la sua messa in sicurezza è fondamentale, anche perché ci sono ben precise responsabilità di qualcuno, forse i liquidatori, forse la Regione. Ad ogni modo, abbiamo appreso che questi interventi straordinari, dopo la visita ispettiva della Forestale, potrebbero essere già svolti la prossima settimana in modo da riportare in sicurezza le condizioni del Parco di Santa Venera, aperto alla fruizione del pubblico nello scorso autunno dall’ex liquidatore Todaro e poi chiuso dalla Regione Siciliana poco prima delle dimissioni dello stesso Todaro e della nomina dei tre nuovi liquidatori. In un momento nel quale la vicenda delle Terme, come abbiamo scritto più volte di esclusiva pertinenza della Regione attraverso il suo Assessorato all’Economia, rimane incardinata dentro le complesse procedure della liquidazione e della privatizzazione, sarebbe stato opportuno fare un po’ di chiarezza. Non lo ha fatto l’avvocato Todaro che, da quando si è dimesso, non ha rilasciato alcuna intervista e dunque non ha mai chiarito se qualche sua decisione, come quella di riaprire il Parco affidandolo alla gestione delle associazioni per una volta alla settimana, fosse stata autorizzata o meno dalla Regione oppure, sebbene autorizzata, avesse previsto alcune attività preliminari o concomitanti che l’ex liquidatore delle Terme ha omesso di compiere. La scelta di Todaro di tenere la bocca chiusa ormai lo taglia fuori per sempre dalla vicenda. Un triste epilogo per il commissario liquidatore, venuto da Catania per fare un favore al presidente Crocetta, dichiaratosi da sempre amico degli acesi, anche per via della sua vecchia militanza nella sinistra DC dell’ex presidente della Regione Rino Nicolosi, accolto bene da associazioni cittadine e dai club service che, come era giusto, gli hanno dato spazio e visibilità. Forse lui ha deciso di chiudere per sempre con la città di Acireale e dunque sulle scelte personali non si entra mai nel merito. Certo è che non aver mai chiarito cosa sia successo, non averlo fatto agli occhi dell’opinione pubblica, per lui che con la stampa aveva diretta e frequente interlocuzione, ha gettato molte ombre sul suo operato, senza mai aver precisato dove ha fatto bene, dove ha forse agito un po’ frettolosamente, e quali ostacoli insormontabili in effetti si è trovato ad affrontare nell’interlocuzione con la Regione. Dal canto loro, i tre neo liquidatori, ormai operativi da diversi mesi, si sono trincerati in un silenzio assordante e non lasciano trapelare nulla all’esterno, mettendo ancor di più in imbarazzo la città. La vicenda del Parco di Santa Venera è emblematica. Alcune associazioni tra cui più insistentemente la Costarelli chiedono solo la riapertura del Parco. Un gesto simbolico forse, ma non del tutto inutile, dato che ci sono in corso due procedure di liquidazione e di privatizzazione che hanno già segnato il destino degli stabilimenti termali e dei connessi compendi immobiliari, tra cui il Parco. Lo stesso Sindaco Barbagallo, che ovviamente non ha alcuna competenza in merito, non hai mai nascosto, nemmeno ai tempi in cui glielo chiese un anno e mezzo fa ufficialmente il Lions Club di Acireale, la sua disponibilità di massima alla riapertura del Parco, anche in via provvisoria, ma a condizione che la incolumità di tutti i fruitori, soprattutto dei bambini, non venga messa a repentaglio, e soprattutto che lo stato di sporcizia di una parte del Parco non arrechi danno a quei pochi albergatori rimasti in città che, con le loro attività, stanno provando a tenere in piedi le sorti di un “decapitato” turismo acese. Per il resto il Sindaco ha sempre coerentemente affermato di non aver risorse, né finanziarie né umane, per chiedere alla Regione l’assegnazione provvisoria del Parco. Forse avrebbe potuto alzare un po’ di più la voce a Palermo per chiedere alla Regione di intervenire senza se e senza ma; quella però è tutt’altra faccenda. L’avvocato Todaro invece ha messo in serio e grande imbarazzo gli Acesi, ha trovato subito sponda nell’Associazione Costarelli che si è prodigata per coinvolgerne altre, ma involontariamente ha finito per dividere più che unire i cittadini di Acireale. Adesso tutti sono contro tutti, quando invece bisognerebbe fare fronte compatto. Un errore politico pazzesco quello di Gianfranco Todaro. Il suo predecessore, l’ingegnere Luigi Bosco, anche lui venuto da Catania, era stato sicuramente più prudente e più tattico, pur trovandosi a gestire le medesime problematiche, soprattutto il rapporto controverso con la Regione Siciliana e coi potenti burocrati di via Notarbartolo che finora non hanno approvato nemmeno gli ultimi due bilanci d’esercizio. Adesso la partita è chiusa! Attendendo le dichiarazioni pubbliche dei tre neo liquidatori, e sperando che siano più interessati alla vicenda delle Terme che alle kermesse elettorali in cui qualcuno di loro è coinvolto, rimangono poche certezze.

La prima certezza è il comunicato con il quale l’Associazione Costarelli, impegnata su mille fronti in città, rilancia e chiede la riapertura del Parco. Ovviamente, per coerenza, deve andare avanti in questa battaglia che, ribadiamo, simbolicamente ha un suo valore, anche se una riapertura per un giorno alla settimana non risolve certo i problemi di Acireale. La seconda certezza è la dichiarazione del sindaco Barbagallo che annuncia la ripresa dei lavori di pulizia straordinaria per la messa in sicurezza del Parco. Forse avrebbero dovuto dare la notizia gli stessi liquidatori, ma Barbagallo è intervenuto ugualmente. Il resto sono chiacchiere. Quelle mai dette o quelle forse fatte con estrema disinvoltura.

Saro Faraci

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