Pattuglie miste e manganello contro il branco

settembre 3, 2017

Daniele Lo Porto

CATANIA – L’ennesimo episodio di violenza urbana ad opera del branco pone una seria riflessione, forse politicamente scorretta, ma a noi interessa poco compiacere i buonisti da salotto, i non violenti che così giustificano la violenza degli altri, i sociologhi da aula distanti anni luce dalla realtà delle strade cittadine. Il fatto: un vigile urbano blocca uno scooterista che pretende di entrare in una strada chiusa al transito. il giovanotto se ne va, torna con il “branco” aggredisce e vigile e lo manda in gravi condizioni all’ospedale: trauma cranico e contusioni varie. Alcune riflessioni, prima di entrare nel merito. Il vigile era solo, almeno sessantenne (questa è l’età media degli appartenenti al corpo della Polizia municipale di Catania, ma anche negli altri Comuni la realtà non è molto diversa), nella impossibilità di difendersi o chiedere tempestivamente aiuto. Non aveva multato nessuno, quindi non poteva neanche aver provocato al reazione, comunque ingiustificabile, di chi si sente toccato il portafoglio (ammesso che il delinquente avrebbe mai pagato la sanzione), ma semplicemente cercato di far rispettare un segnale stradale, davanti al quale chiunque dotato di un minimo barlume di civiltà avrebbe dovuto già autonomamente fare dietro front. Ma non così per chi, per cultura, indole, temperamento, ritiene la divisa e il divieto un nemico da abbattere e un ostacolo da superare. A qualunque costo. Di routine l’indignazione del sindaco Enzo Bianco, occasionalmente libero da improponibili inaugurazioni. Speriamo, piuttosto, che abbia già richiesto al prefetto una convocazione straordinaria del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto sulla situazione e, magari, immaginare qualche soluzione preventiva e, perché no?, repressiva. Anzitutto non lasciare vigili anziani a svolgere il servizio da soli, perché abbiamo ormai la certezza che davanti alla inciviltà più violenta non si sono aree della città più o meno a rischio, né servizi più o meno pericolosi.  Anche i rilievi per un banale tamponamento possono sfociare in  rissa o aggressione. Possibilmente formare pattuglie miste con il “rinforzo” di un agente della Polizia di Stato o di un carabiniere, finanziere o militare, possibilmente giovane e prestante, in modo da poter reagire anche sul piano fisico. Adeguare la dotazione in dotazione agli appartenenti ai corpi di polizia ed ai militari. I soldati dell’operazione “Strade sicure”, ad esempio, hanno in dotazioni fucili  in uso nel reggimento di appartenenza, armi da guerra a tutti gli effetti, di grosso calibro,  automatiche ed a lunga gittata, cioè inutilizzabili in un contesto urbano, per altro pesanti e ingombranti tanto da limitare anche i movimenti di chi li imbraccia. Distribuire qualche manganello di nuova generazione potrebbe essere una soluzione più immediata e di maggiore impatto. L’organico della Polizia municipale, infine, andrebbe integrato con elementi più giovani e operativi, il sindaco trovi il modo per ottenere una deroga alle assunzioni o alle mobilità.

Le sanzioni, infine. Le leggi sono sempre più permissive, sarà un caso ma gli avvocati in Parlamento sono una delle categorie più rappresentate e mai abbiamo sentito un avvocato parlamentare chiede l’inasprimento della pena per particolari reati, ad esempio l’aggressione al pubblico ufficiale o per quelli di più immediato allarme sociale, tra i quali possiamo ormai inserire gli stupri, frequenti come gli scippi. L’ “interpretazione creativa” di alcuni magistrati, poi, completa un quadro di quasi totale impunità. Recente e clamorosa la decisione di una giudice che non ha ritenuto violenza sessuale l’autoerotismo di un giovanotto che su bus aveva soddisfatto se stesso con spruzzi finali sulla gamba della ragazza desiderata non certo lusingata di tanta attenzione.  Ricordo anche che non molti anni fa due carabinieri in servizio nel centro di Roma furono accusati di omofobia perché avevano interrotto le effusioni di una coppia gay. Dalla relazione di servizio si apprese poi che non erano solo affettuosità  tra innamorati ma atti sessuali in pubblico, ma certa stampa buonista e progressista intanto diede all’untore agli uomini in divisa.

Conclusioni. un po’ di giustificata repressione non farebbe male. Lo Stato o chi lo rappresenta sta pericolosamente arretrando davanti ad un incalzante alta marea di violenza che, è ingiustificata, ingiustificabile e non più tollerabile. immaginiamo che il branco che entrato in azione ieri notte in via del Rotolo sia composto da catanesi, se così non fosse non cambiamo di una virgola il nostro ragionamento e non considerateci razzisti, quindi.

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