Le vacanze romane di Saro

settembre 5, 2017

 

 

 

Daniele Lo Porto

In effetti non poteva esserci migliore slogan per la campagna elettorale, poi rientrata, di Rosario Crocetta: “Liberi”. Ma i Siciliani liberi lo sono solo da poche ore, da quando Saro da Gela ha ufficializzato la sua nobilissima decisione di non scendere in campo, di non fare lo sfasciatutto, come ha detto lui, di sacrificarsi per il bene della Sicilia. Beh, Rosario Crocetta lo sfasciatutto lo ha fatto, con grande impegno e risultati inimitabili, per ben cinque anni. Uno sfasciatutto quotidiano, puntuale come un orologio svizzero, non ha perso un solo secondo ogni giorno per riuscire a sfasciare tutto: dalla formazione alla sanità, dalle Province ai beni culturali, dal passato alla speranza nel futuro. Dobbiamo, infatti, proiettare nel futuro le conseguenze disastrose di cinque anni di malgoverno crocettiano e la sua  rivoluzione mancata, annunciata ossessivamente da un palcoscenico fazioso quale era L’arena dell’anchorman Massimo Gilletti e del massmediologo a tariffa orario Klaus Davì.

Rosario Crocetta ha annunciato ufficialmente il suo nobilissimo passo indietro al termine di una prolungata e scontata tattica che è servita solo ad alzare il prezzo del suo TFR con buonuscita incentivante. Sulle prime Matteo Renzi ha glissato, ha preso tempo, poi quando Saro da Gela ha annunciato che si sarebbe ricandidato perché era quasi una logica e inevitabile conseguenza del primo mandato,  con tanto di  cartellonistica elettorale in strada, il buon governatore è stato richiamato e mano contro mano ha pattuito con il leader del Pd, che in Sicilia uscirà non malconcio, ma massacrato dal risultato elettorale del 5 novembre, una comoda poltrona da pensionato al Senato, che è pur sempre meglio di tornare a lavorare, attività che sconosce da decenni. L’impegno o la possibilità per il suo Megafono di presentare una lista non ha altro significato che questo. Se qualcuno non l’ha capito allora vuol dire che vive in un altro mondo.

Tutto sommato Renzi e il Pd stanno pagando un prezzo tollerabile, prezzo che, comunque, non avrebbero dovuto pagare se due anni fa avessero avuto il coraggio di staccare la spina d un governatore perennemente in embolia politica e amministrativa che ha ottenuto l’inattaccabile ritardo di peggior presidente della Regione, sicuramente peggio di un condannato per mafia e di un imputato che dalla Cassazione riceverà una definitiva assoluzione o condanna. A proposito, una bella immunità parlamentare fa sempre comodo, non si sa mai, anzi Saro lo sa benissimo: l’ha già invocata in un recente processo per avere diffamato Nello Musumeci.

“La tragicomica vicenda del peggior governatore che la Sicilia abbia mai conosciuto si conclude in linea con questi cinque disastrosi anni: Crocetta baratta la sua ricandidatura per un seggio sicuro con il Pd al Parlamento di Roma. Un epilogo triste, ma sicuramente degno del personaggio, quello del ‘rivoluzionario’ a parole Rosario Crocetta. E così dopo aver messo in ginocchio i siciliani potrà, con l’aiuto del suo sodale Renzi, cercare di continuare a recare danno alla Sicilia anche da Roma.”. Così l’on. Salvo Pogliese, parlamentare europeo di Forza Italia, commenta l’annuncio di Crocetta di non ricandidarsi alla Presidenza della Regione siciliana.

 

 

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