Pubbliservizi, situazione incandescente. Bianco convoca l’assemblea dei soci

settembre 20, 2017

 

Daniele Lo Porto

CATANIA – Sale la tensione all’interno e intorno alla Pubbliservizi, la partecipata della Città metropolitana di Catania, la cui situazione di bilancio rischia di essere insanabile con gravissime conseguenza per i quasi 400 dipendenti. Da un paio di giorni il personale è in agitazione, dopo i sit in effettuati davanti alle sedi istituzionali della ex provincia e del Comune di Catania. Il personale di vigilanza ieri e oggi ha rallentato e addirittura impedito in alcuni casi l’ingresso con l’autovettura dei dipendenti della Città metropolitana nel Centro direzionale Nuovaluce. Si sono creati disagi per la viabilità sulla stessa via Nuovaluce tanto che è intervenuta una pattuglia dei Carabinieri della locale stazione, personale della Digos, invece, avrebbe censito le auto in ingresso nel centro direzionale.

Stamattina, alle 9,30, negli uffici delle Ciminiere si terrà un’assemblea dei soci della Pubbliservizi, il cui capitale  è quasi interamente della Città metropolitana presieduta da Enzo Bianco, che alcuni mesi fa ha nominato Silvio Ontario amministratore unico dopo la gestione di Adolfo Maria Messina, prima arrestato e poi beneficiario degli arresti domiciliari in seguito all’accusa per vari reati. La gestione di Messina, iniziata nel 2014 ha sicuramente provocato un ulteriore dissesto nella gestione della società, come risulterebbe dalle indagini svolte dalla Guardia di finanza, soprattutto con generose elargizioni ad uno ristretto gruppo di dipendenti che hanno beneficato di superminimi anche di diverse migliaia di euro in aggiunta allo stipendio. Ma una certa cattiva gestione risalirebbe già agli anni precedenti. Nei prossimi giorni saranno nuovamente convocati i creditori che aspettano in alcuni casi da oltre un anno il pagamento di fatture che ammontano a poco meno di due milioni di euro. Lo “sconto” pattuito con l’amministratore Silvio Ontario sarebbe mediamente del 20-30%.

L’appello rivolto da Enzo Bianco e Silvio Ontario alla Regione, e in particolare a Rosario Crocetta che ha la responsabilità della nomina di Adolfo Maria Messina, suo fedelissimo al quale non mancò di portare la sua solidarietà dopo una intimidazione probabilmente inesistente, sembra destinato a non avere conseguenze. In questa fase pre elettorale e con le note difficoltà amministrative e burocratiche della stessa Regione appare alquanto improbabile che il governatore  possa trovare diversi milioni di euro per salvare la partecipata, considerato che negli ultimi i trasferimenti alle Città metropolitane sono stati drasticamente ridimensionati con problemi per la gestione degli stessi dipendenti.

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