Pubbliservizi, Ontario: «invece che supporto, attacchi del tutto pretestuosi». L’Ugl: “Disponibili al confronto ma senza discriminazioni”

luglio 9, 2017

 

 

 CATANIA – «È davvero paradossale che in una situazione come la corrente, con gli arresti che lunedì hanno scosso dalle fondamenta la Pubbliservizi, evidenziando un passato recente da vergogna, e con una situazione finanziaria aziendale invero preoccupante, vi sia chi si ostina in attacchi immotivati e infondati alla mia persona, attacchi così virulenti da essere ovviamente al vaglio dei miei legali per eventuali azioni penali e risarcitorie. Si sta facendo di tutto per dare una speranza ai lavoratori e per pagare con regolarità stipendi, straordinari e quant’altro. A giorni, tutti i dipendenti riceveranno il dovuto, anche le quattordicesime (queste in anticipo sui termini previsti dal contratto nazionale di categoria). E invece mi si rimprovera di aver iniziato i pagamenti appunto delle quattordicesime, con le esigue risorse di cui attualmente Pubbliservizi dispone, partendo dai dipendenti con il salario più basso (venerdì 7 luglio è partita la prima tranche, tra lunedì e martedì della settimana successiva, attesi i bonifici da parte della Città metropolitana, si completeranno tutti i pagamenti).

Con tristezza rilevo come, invece che supporto per quanto la nuova governance sta facendo per evitare il peggio, io debba subire siffatti attacchi del tutto pretestuosi: davvero inaccettabile. Per fortuna, la maggioranza del sindacato catanese sostiene con forza la nostra azione di radicale rinnovamento, sulla quale ci si potrà ancora confrontare a breve in una riunione con tutte le sigle (le convocazioni sono state inoltrate giorni fa). Da ultimo, evidenzio soltanto come frasi quali “spartizione delle quattordicesime” e “abbandoni anche lui il cerchio magico” (con chiaro riferimento all’inchiesta che ha condotto in manette l’ex presidente della società), a me riferite in un comunicato ufficiale dell’Ugl catanese, oltre che sommamente irrispettose, possano configurare dei reati, dipingendomi come mai vorrei e potrei essere. Chiaro come abbia dovuto dare mandato a degli avvocati per valutare la possibilità di azioni penali e civili a tutela della mia onorabilità. Piuttosto, andrebbe chiesto all’autore dell’attacco dove si trovava il sindacato (ex?) nero e che cosa dichiarava alla stampa all’epoca della gestione Pubbliservizi di Adolfo Messina. Così, tanto per sapere». Lo ha dichiarato Silvio Ontario, amministratore unico della Pubbliservizi Spa.

Sulle nuove dichiarazioni dell’amministratore unico di Pubbliservizi, Silvio Ontario, giunge la replica della Ugl catanese: “Sin dal giorno dell’arrivo in azienda del manager, consapevoli della grave situazione, come è nostra consuetudine e per il bene della sopravvivenza della società ed il mantenimento dei livelli occupazionali, ci siamo subito messi a disposizione per garantire il massimo supporto e la necessaria collaborazione. Peccato che Ontario dopo poco tempo, senza alcun motivo, abbia deciso di fare diversamente. Ed il cerchio magico a cui alludiamo, non ha nulla a che vedere con l’inchiesta giudiziaria che ci auguriamo possa far luce al più presto sui danni provocati dalla precedente amministrazione aziendale, ma ai rapporti che il nuovo vertice ha voluto costruire prediligendo, una volta l’una, una volta l’altra, organizzazione sindacale per discriminarne altre. Un amministratore autorevole non può aprire una linea diretta di dialogo solo con chi fa la voce più grossa in un determinato momento!” E’ questo l’amaro commento di Giovanni Musumeci, segretario generale territoriale, in uno con Santo Gangemi leader etneo di Ugl igiene ambientale, che aggiungono: “Sulla questione quattordicesime quanto accaduto, per chi come noi a differenza di altri ha dovuto seguire la vicenda dall’esterno, non essendo mai stato debitamente notiziato, ha alimentato la percezione circa una vera e propria operazione di distribuzione che avrebbe discriminato i lavoratori. Se Ontario, anziché farlo sapere soltanto a qualche esponente sindacale avesse, come prassi vuole, avvisato tutti i rappresentanti sindacali aziendali, sicuramente avremmo saputo che si trattava di un semplice problema tecnico legato alla valuta dei bonifici. In ogni caso non è giustificabile il fatto che, in mancanza dei fondi che ancora dovrebbero giungere dalla Città metropolitana di Catania, è lui stesso a stabilire a chi pagare gli emolumenti e a chi, invece, no. Troppo facile, quindi, minacciare mandati legali per nascondere la poca abilità nelle relazioni sindacali che, al contrario, in una partecipata con centinaia di lavoratori dovrebbero stare alla base del sapere di chi amministra. Sul fatto legale, infatti, il numero uno di Pubbliservizi dovrebbe piuttosto sapere che il suo comportamento è in palese violazone dello statuto dei lavoratori, legge 300 del 1970 articolo n° 28, che questa organizzazione sindacale ad oggi non ha ancora voluto richiamare proprio nello spirito di voler garantire vicinanza ed aiuto per contribuire a far uscire la società dal pantano in cui si trova attualmente. Amministratore che ha anche la memoria corta poiché, quando cita il sostegno della maggioranza dei sindacati dimentica ciò che è accaduto negli scorsi mesi, ma anche quando parla di convocazione di tutte le sigle sindacali (per il prossimo 12 luglio) non ricorda che ha omesso di indicare gli argomenti come è giusto che sia. Cosa che abbiamo fatto notare, non ricevendo alcuna risposta, così come non ha ancora ricevuto alcun riscontro una richiesta di accesso agli atti che abbiamo inoltrato da diverse settimane. Inoltre, dalle parole di Ontario possiamo finalmente comprendere quale siano i motivi della sua presa di distanza nei nostri confronti, riconducibili ad un odio di carattere prettamente politico “Il sindacato (ex?) nero”, ricordandogli che questo sindacato all’epoca del periodo legato alla gestione di Adolfo Messina non aveva iscritti nell’ambito dell’azienda. Ci spiace, infine, che questa querelle debba occupare le pagine dei giornali che, allo stato attuale, sono purtroppo diventati l’unico strumento di botta e risposta con il manager. Per il bene della partecipata chiediamo dunque ancora una volta ad Ontario, che consideriamo sempre persona moralmente integra ed onesta, un bagno di umiltà ed un pronto ritorno ad una gestione che sia condivisa e partecipata per la tutela di una delle realtà lavorative più importanti della città di Catania e dei suoi dipendenti.”

 

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