Pubbliservizi, sindacati sul sentiero di guerra in attesa di risposte che non arrivano mai

settembre 7, 2017

 

 

CATANIA – Sindacati sul sentiero di guerra, dipendenti sempre più preoccupati, creditori sfiduciati in mancanza di notizie certe e di sviluppo positivi. L’incontro di appena due giorni con l’amministratore unico Silvio Ontario non è stato evidentemente soddisfacente e la prosecuzione prevista per domani non sembra possa portare a valutazioni definitive. Insomma, alla Pubbliservizi si continua a navigare a vista, soprattutto ora che il sindaco metropolitano Enzo Bianco sta per perdere i super poteri in seguito alla recente legge approvata dall’Ars.

Le segreterie provinciali di Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uil Trasporti di Catania, intanto,  comunicano che i lavoratori della Pubbliservizi, azienda partecipata della Città metropolitana, terranno un sit in domani, venerdì 8 settembre, dalle 10 alle 13 presso il Centro Fieristico le Ciminiere (piazzale Asia Catania). La protesta fa riferimento alla grave situazione economica in cui si trova la Pubbliservizi, dovuta al mancato rinnovo del contratto di servizio e alla mancata ricapitalizzazione del capitale sociale, che provoca continui ritardi degli emolumenti ai lavoratori.

Sempre domani si terrà l’assemblea dei lavoratori di Pubbliservizi, che è stata indetta dalla Ugl per discutere della pesante crisi aziendale che sta vivendo la società partecipata della Città metropolitana di Catania. Dipendenti che sono ormai giunti ben oltre i limiti dello stato di agitazione annunciato da alcuni mesi, considerata la totale situazione di incertezza che si vive in queste ore in cui i soci hanno deciso di aggiornare il loro incontro proprio nella stessa giornata, per concludere l’operazione di salvataggio. “Ci sentiamo sospesi nel vuoto più totale e siamo eccessivamente preoccupati perché quest’apertura in continuità dell’assemblea dei soci non ci fa dormire sonni tranquilli. Che significato ha? Non bastano più le veline informative e le varie interviste rassicuranti da parte dell’amministratore unico – dichiarano i lavoratori – perché non ci fidiamo più delle sue parole, puntualmente smentite dai fatti. Cosa c’è dietro questo rinvio? Siamo coscienti che la situazione è molto complicata, ma siamo ancor più convinti che per questo l’ultimo ente a cui passare la palla sia proprio la ex provincia che, economicamente, sta peggio della nostra società. Proprio per questo ci viene difficile comprendere il motivo per cui Ontario si rivolga ai vertici di via Nuovaluce per cercare una soluzione. Ciò vuol dire anche che dal fantomatico piano di risanamento, che sarebbe dovuto passare prima al vaglio dei sindacati, c’è poco da ricavare per risanare l’azienda e che le manovre fino ad oggi effettuate son servite a nulla, visto che ci vogliono soldi freschi che non si riescono a trovare. Pur essendo apprezzabile l’ottimismo del vertice di Pubbliservizi, siamo consapevoli che in vicende come questa è bene anteporre la realtà alla positività inutile, proprio perché il baratro è dietro l’angolo e non si può giocare con il pane di circa 400 lavoratori – aggiungono. Questo lo affermiamo, immaginando che i documenti (che non abbiamo avuto il piacere di visualizzare) presentati dal management ai soci siano corretti e completi anche perché, se così non fosse, sarebbe davvero molto grave. A ciò si è aggiunto il ritardo nella corresponsione dello stipendio di agosto, dovuta ancora alla cronica mancanza del rinnovo del contratto. Adesso abbiamo davvero paura, ma ciò che ogni giorno ci allarma di più è il profondo silenzio della politica tutta, che sembra ignorare il nostro, problema e delle altre organizzazioni.

 

 

Ci aspettavamo una nuova pianta organica che guardasse all’efficienza ed all’economicità, un piano di risanamento concreto ed efficace, accompagnato da un serio piano di ristrutturazione aziendale, nonchè un nuovo contratto di servizio rivisto in funzione del particolare momento. Questo è quello che auspichiamo e, per questo, chiediamo la presenza del sindaco metropolitano Enzo Bianco. Non si può continuare a lasciare abbandonata una società che dovrebbe occuparsi delle strade provinciali, delle scuole, della sicurezza, delle opere per la mitigazione del dissesto idrogeolotico e dell’ambiente.”

 

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