Rime di luce e di bellezza al G37

maggio 30, 2017

 

 

 

SAVOCA – «La consapevolezza della Conoscenza è una risorsa che una volta generata nella mente e nel cuore non incontra ostacoli, anzi, li rimuove, allarga gli orizzonti del pensiero umano, riconosce la Bellezza e la Verità». Un messaggio da consegnare alle nuove generazioni, quale supporto teorico, morale e ontologico per una società contemporanea che continua ad essere afflitta da logiche utilitaristiche. Un documento sottoscritto dai poeti presenti durante i reading e anche dagli intellettuali Umberto Broccoli, Pietrangelo Buttafuoco, Giuseppe Conte, Gianni D’Elia, Dacia Maraini, Arrigo Petacco, Gaetano Savatteri e Vittorio Sgarbi, che hanno confermato quel pensiero che rilancia «un sapere che polverizza la mediocrità, male della nostra società contemporanea e condizione dell’anima che indebolisce i popoli».

«Il G37 si è svolto nel magnifico Bosco delle Betulle sull’Etna (nel territorio del Comune di Piedimonte etneo), un luogo bianco come le cortecce, nero come la lava, verde come le foglie – continua Antonio Presti –  un luogo che è diventato epicentro della cosa più potente che esista, della vera arma di istruzione di massa che qui, in Sicilia, possediamo da sempre: la Bellezza. Anche le chiese dei Comuni siciliani di Savoca, Castiglione di Sicilia e Linguaglossa, dove le installazioni di luce hanno riscaldato i cuori di migliaia di cittadini che hanno trovato conforto nelle parole dei Poeti, hanno aperto le loro porte per dimostrare l’importanza di divulgare i valori dell’impegno civile e culturale affidando alla Scuola un ruolo attivo e centrale nell’ambito sociale, con esperienze educative di cittadinanza attiva e solidale attraverso la rete. Un asse di contemporaneità, quella che miro a creare per il futuro – conclude Presti – che iniziando da Tusa-Fiumara d’Arte, dove la costruzione del mio manifesto etico e civile ha preso vita, approda a Librino, passando per l’Etna e giungendo fino alle Rocce di Taormina, per attivare una dinamica di pensiero che si nutre di Bellezza universale, oltre ogni logica di potere economico e finanziario. E se il Summit dei Grandi G7 ha prodotto pochi e incerti risultati il Summit G37 dei Poeti è stato fecondissimo: chi semina poesia raccoglie sempre umanità, gioia, conoscenza. Bisogna ricordarlo a quei Grandi. Forse loro, ancora non lo sanno».

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