Santa Maria la Vetere, un sito archeologico tra le fogne

gennaio 19, 2018

 

Riceviamo e pubblichiamo.

MILITELLO IN VAL DI CATANIA – L’Associazione Centro Studi Culturale “Ver Sacrum” di Militello in Val di Catania ha inviato per conoscenza a questa Associazione una nota datata 30 novembre 2017 ed inviata in pari data ai destinatari, avente per oggetto: Apertura sito archeologico Santa Maria La Vetere di Militello in Val
di Catania. Atto di interpello. Da una attenta disamina della stessa, questa Associazione, con la presente, vuole esporre quanto segue:

Il sito archeologico di Santa Maria La Vetere è stata interdetto alla fruizione

con nota n° 15345 II del 26 agosto 2013 della Soprintendenza di Catania e tale chiusura è stata anche avvallata dal sopralluogo effettuato da parte dell’Asp 3 di Catania, Ufficio Igiene di Palagonia, dall’Ufficio Tecnico Comunale unitamente alla Polizia Municipale di Militello in Val di Catania (nota n° 136978/DP del 06 dicembre 2013 del Dipartimento Prevenzione Medico- Servizio Igiene Ambienti di Vita dell’Azienda Sanitaria Provinciale 3 di Catania, dove nella stessa è specificato: “che sul sito in oggetto insiste uno scarico fognario a cielo aperto le cui esalazioni rendono l’area nauseabonda e irrespirabile. Detto sito è risultato successivamente chiuso al pubblico”). Il sito archeologico si trova nella zona sud-orientale della Città di Militello in Val di Catania. Nell’esposto di cui sopra si fa menzione di altri esposti trasmessi in epoca antecedenti inoltrati dalla stessa Associazione dove è esposto che tutto un lato dello stesso sito era

attraversato da una fogna a cielo aperto

fogna che proveniva dagli scarichi fognari di una parte della Città che, attraversando tale sito, continuavano, sempre a cielo aperto, inoltrandosi nelle campagne. Inoltre è qui d’uopo evidenziare che lo stesso sito si trova adagiato lungo una gola, quindi circondato da pareti di roccia dove insistono al di sopra delle stesse delle civili abitazioni. Lungo la parete nord-orientale del sito, nella parte alta della parete rocciosa, parete che trovasi al di sotto della strada, arriva anche un altro condotto fognario, proveniente dalla stessa zona nord-orientale, che si getta sembra a mo’ di cascata, nell’alveo già decritto, confluendo negli scarichi fognari già descritti precedentemente.
Pertanto tali scarichi fognari che confluiscono in tale alveo, se veramente si appura che arrivano nello stesso a mo’ di cascata, all’impatto creano una solubilizzazione degli stessi creando, di consequenza, una sospensione di particelle, pieni anche di microroganismi fecali, che si dilagano nel terreno circostante, quindi nello stesso sito, rimanendo in tale posizione per diverso tempo.

Nella nota n° 19074 del 19 ottobre 2017 della Soprintendenza di Catania avente per oggetto: Militello in Val di Catania (CT) – Apertura sito archeologico Santa Maria La Vetere inviata all’Associazione su specificata è specificato che il Comune di Militello in Val di Catania ha inviato in data 26-11-2015 alla stessa Soprintendenza una nota attestante il ripristino delle condizioni disalubrità dei luoghi allegando verbale integrato da regolare esecuzioni dei lavori. L’Associazione Centro Studi Culturale Ver Sacrum nella nota sopra specificata chiedeva se il collettore era stato posto lungo tutto il tratto in questione e se era di calibro idoneo dato che lo stesso deve supplire alla raccolta degli scarichi fognari di una buona parte della Città e se lo stesso avesse i requisiti richiesti dalle normative vigenti e se era stato redatto apposto verbale di collaudo tecnico e apposito verbale sanitario di ripristino delle condizioni di salubrità dello stesso sito. E’ opportuno qui evidenziare che già dall’anno 2004 è in costruzione in territorio del Comune di Scordia un impianto di depurazione consortile per la raccolta delle acque reflue sia del Comune di
Scordia che di quelle del Comune di Militello in Val di Catania; impianto posto nel territorio di Scordia e che attualmente sembra in stato di abbandono. In tale impianto dovevano quindi pervenire le acque degli scarichi fognari della Città di Militello in Val di Catania con la costruzione anche di un idoneo sistema fognario lungo il sito in questione. Pertanto si chiede se tale collettamento posto in essere, oltre ad accertare se attraversa tutto il
tratto in questione e se sia stato costruito con i requisiti previsti dalle normative vigenti in materia, con il raccordamento degli scarichi provenienti dalla parte nord-orientale, sia quello previsto dal progetto iniziale realizzato da più di un decennio e se lo stesso arrivi sino all’impianto di depurazione in questione e se tale impianto di depurazione, finanziato con soldi pubblici, sia in funzione, poiché è impensabile che le acque reflue, non trattate, della Città di Militello in Val d i Catania assieme a quelle della Città di Scordia, oltre a disperdersi nell’ambiente durante l’attraversamento confluiscono nel fiume Trigona e dunque nel fiume San Leonardo che sfocia nel golfo di Agnone (Frazione del Comune di Augusta) (così come riportato da organi di stampa).

In riferimento all’encomiabile lavoro espletato da volontari per la messa in opera di apposite transenne in legno nel sito in questione, come già richiesto dall’Associazione Centro Studi Culturale“Ver Sacrum”, con la presente si chiede chi abbia materialmente la gestione del sito, sin da prima dell’inizio di tali lavori, cioè se amministrativamente ed oggettivamente la gestione materiale dello stesso sito sia in capo alla Soprintendenza di Catania (proprietaria) o del Comune di Militello in Val di Catania e questo al fine di essere posti a conoscenza di chi abbia materialmente la responsabilità civile, penale ed amministrativa dello stesso sito. Inoltre in merito all’encomiabile lavoro svolto dai volontari si chiede:
• se gli stessi volontari appartenevano ad un organismo di volontariato e se tale organismo ha stipulato apposita convenzione con l’Ente che di fatto aveva la gestione del sito; inoltre se tale organismo di volontariato è iscritto nel Registro Regionale degli enti di volontariato, condizione necessaria al fine della stipula di convenzione di collaborazione e se le persone che hanno effettuato tali lavori erano coperti da apposita copertura assicurativa sia per responsabilità civile verso terzi che per infortuni, così come previsto dai Decreti del Ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato 14 febbraio 1992 e 16 novembre 1992; inoltre, dato che trattasi di lavori materiali, si chiede di conoscere il nominativo del Responsabile di sicurezza del cantiere di lavoro;
• se tali volontari, invece, erano in forma individuale e, cioè, non facenti parte di alcun organismo di volontariato; in quest’ultima ipotesi si chiede di conoscere se l’Ente gestore del sito abbia nei propri regolamenti e/o statuto previsto tale forma di volontariato e se esiste un albo apposito ove siano inseriti i volontari che possiedono i requisiti anche di idoneità psico.fisici, così come previsto dalle normative vigenti in materia, e chi sia il funzionario responsabile dell’Ente stesso che di fatto diventa coordinatare di tali volontari e chi sia il funzionario, invece, responsabile della sicurezza del posto di lavoro con tutti gli adempimenti connessi così come previsto dal Decreto Legislativo 81/2008; inoltre se tali volontari erano coperti da apposita copertura assicurativa sia per responsabilità civile verso
terzi che per infortuni, così come previsto dai Decreti del Ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato 14 febbraio 1992 e 16 novembre 1992;
• di essere posti a conoscenza se il responsabile della sicurezza abbia redatto apposito verbale di valutazione rischi anche alla luce della possibile paventata sospensione di particelle, ove venga appurata la situazione sopra descritta al punto I°;
• se durante l’espletamento di tale lavoro siano state osservate tutte le normative riguardanti la sicurezza sul posto di lavoro (D.P.R. 547/55 e successive modifiche, D.Lgs. 626/94, D.Lgs.292/96, D.P.R. 303/56, D.Lgs. 277/91, D.Lgs. 758/94, D.Lgs. 493/96, D.Lgs. 645/96, D.M. 5 agosto 1998 n.363, D.M. 10 marzo 1998, D.Lgs. 25/02. Tutto ciò anche alla luce del fatto che, durante l’esecuzione di tali lavori, sono state scattate delle fotografie pubblicate sulla piattaforma digitale facebook dove si può constatare che gli stessi volontari nell’espletamento di tale lavoro, sembra che non indossassero la dotazione antinfortunistica prevista dalle normative vigenti (alcuni sono addirittura a torso nudo); inoltre nelle stesse foto si può constatare la presenza di Autorità civili ed amministrative della  Città. Pertanto si chiede, oltre ad una certificazione di avvenuto collaudo di tali lavori, se tale svolgimento di lavoro espletato dai volontari sia stato consono alle normative vigenti in materia di sicurezza dei posti di lavoro (anche alla luce di quanto evidenziato nel I° per la solubilizzazione delle acque reflue dato che gli stessi, nelle foto, non sembrano indossare
idonee maschere con filtro)

Nello stesso esposto di cui sopra a firma dell’Associazione Centro Studi Culturale “Ver Sacrum” si fa menzione della delibera di Giunta del Comune di Militello in Val di Catania n° 135 del 23 novembre 2017 avente per oggetto: Approvazione progetto manifestazione

“Natale a Militello….nella magia del barocco: Il Presepe nella tradizione

Richiesta contributo l.r. 16 agosto 1975, n. 66 art. 1, lettera c – cap. 377703. Anno 2017. In tale delibera la Giunta ha autorizzato il Sindaco a richiedere il contributo per le manifestazioni di cui all’oggetto. Nella stessa è allegato il progetto di natale 2017 dove è contenuta la richiesta inoltrata all’Assessorato Regionale dei Beni culturali della Regione Siciliana in cui, tra l’altro, nella descrizione del progetto, è indicato lo svolgimento del presepio vivente presso il Sito archeologico di Santa Maria La Vetere. L’Associazione di cui sopra nello stesso esposto considerava il fatto che tale richiesta presumesse la disponibilità del sito archeologico alla pubblica fruizione poiché sarebbe stato impensabile che un Ente pubblico richiedesse l’elargizione di un contributo ad un altro Ente e che tale contributo
venisse concesso per lo svolgimento di manifestazioni che prevedono l’accesso a molte persone, sapendo che tale sito non è in regola con le disposizioni legislative in materia di sicurezza dei  luoghi.

L’Assessorato Regionale del Turismo, Sport e Spettacolo con propria nota prot. n° 2685/Gab del 22 dicembre 2017 ha comunicato al Comune di Militello in Val di Catania la concessione del patrocinio oneroso alla manifestazione con la concessione di un contributo di € 5.000,00 Questa Associazione alla luce anche di questa concessione di contributi chiede agli Organi competenti se il sito in questione è idoneo o meno alla pubblica fruizione poiché, facendo proprie le remore espresse dall’Associazione Centro Studi Culturale “Ver Sacrum” in merito, sarebbe impensabile che un Ente pubblico, qual’è in questo caso la Regione Siciliana, elargisse un contributo per una manifestazione che si svolge in un luogo non idoneo alla pubblica fruizione.

Come da programmazione sia in data 26 dicembre 2017 che in data 06 gennaio 2018 si è svolto nel sito archeologico di Santa Maria La Vetere la rappresentazione del presepe vivente con la partecipazione, oltre che dei figuranti, di un folto pubblico. Il Consiglio di Stato (sentenza n. 3397 del 08.07.2015) e il Ministero degli Interni con la propria nota del 21-05-2015, hanno chiarito in maniera inequivocabile il ruolo delle commissioni comunali e provinciali sui locali di pubblico spettacolo, tenute a rendere il parere obbligatorio previsto dall’articolo 80 del Tulps sulla «solidità e la sicurezza dell’edificio e l’esistenza di uscite pienamente adatte a sgombrarlo prontamente nel caso di incendio», prima ancora che il Comune autorizzi una manifestazione in base all’articolo 68. Pertanto a ns. avviso, gli sportelli unici dei Comuni non possono autorizzare in nessun caso un pubblico spettacolo se non hanno prima acquisito il relativo parere di agibilità della struttura e degli impianti da parte della commissione di vigilanza, composta dal Sindaco, dal comandante della Polizia municipale, dal dirigente medico dell’Asl, dal dirigente
dell’Uut, dal comandante provinciale dei Vigili del fuoco, da un esperto in elettrotecnica edeventualmente anche da uno in acustica e da rappresentanti delle organizzazioni di rappresentanza della categoria dei pubblici spettacoli e dei lavoratori (articolo 141 bis del Regio decreto 635/1940). Parimenti la Scia non può sostituire il parere della commissione, perché il secondo è per giurisprudenza consolidata il frutto di discrezionalità tecnica e non di attività vincolata della Pa. La Scia vale nei casi di attività vincolate e per le quali l’amministrazione procedente deve limitarsi ad accertare i requisiti previsti per legge e a una verifica documentale e non anche al controllo dello stato dei luoghi, degli impianti e delle concrete condizioni di sicurezza in relazione alla partecipazione del pubblico.  Considerato che la partecipazione a tali eventi ha coinvolto, tra figuranti e pubblico, un numero di persone superiore alle 200 unità si chiede se sia stata acquisito tale parere da parte della Commissione provinciale di vigilanza sui locali dei pubblici spettacoli.

Questa Associazione fa proprie anche le richieste avanzate dall’Associazione Centro Studi Culturale “Ver Sacrum” in merito all’isolamento della scala in materiale metallico di accesso al piazzale e anche della passerella che corre lungo un lato della Chiesa: ciò anche alla luce di quanto pubblicato in un post sul social network da un professionista dove viene specificato che durante la manifestazione del presepe vivente del 26 dicembre u.s. molte persone, al fine di vedere lo spettacolo, per tutta la durata dello stesso, hanno congestionato la stessa scala.Inoltre si chiede se esiste un’altra via d’uscita dal sito in questione da essere utilizzata come via di fuga in caso di emergenza e se nello stesso sito sono stati installati dei parafulmini.

Il Decreto Legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni dalla Legge 4 aprile 2012, n. 35 prevede all’art. 41 – Semplificazione in materia di somministrazione temporanea di alimenti e bevande: L’attività temporanea di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di sagre, fiere, manifetsazioni religiose, tradizionali e culturali o eventi locali straordinari, è avviata previa segnalazione certificata di inizio attività priva di dichiarazione asseverate ai sensi dell’art. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e non è soggetta al possesso dei requisiti previsti dal comma 6 dell’art. 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59. Quindi per l’esercizio dell’attività di somministrazione temporanea di alimenti e bevande in occasione di fiere, sagre, manifestazioni religiose e culturali o eventi straordinari non è più necessaria l’autorizzazione del Comune ma è sufficiente presentare la segnalazione certificata di inizio attività prive di asseverate dichiarazioni ai sensi dell’art. 19 della Legge n. 241/1990.
Si evidenzia poi che già per le sagre, fiere o altre manifestazioni a carattere religioso, benefico, solidaristico, sociale o politico non è richiesto il possesso del corso di alimentarista (ex libretto di idoneità sanitaria) da parte degli addetti alla somministrazione di alimenti e bevande (art. 92 comma 14 legge 388 del 23/12/2000). Legge 23 dicembre 2000, n. 388 – “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001)”: Art. 92 : 14. A decorrere dal 1° gennaio 2001 le  disposizioni di cui all’articolo 14 della legge 30 aprile 1962, n. 283, e successive modificazioni, e agli articoli 37, 39, 40 e 41 del regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n. 327, non si applicano al personale saltuariamente impiegato dagli organizzatori di sagre, fiere e manifestazioni a carattere religioso, benefico o politico.
Per la parte sanitaria necessità presentare il Modulo per la notifica all’Autorità competente delle attività in campo alimentare soggette a registrazione ai sensi dell’articolo 6 del Regolamento CE n. 852/2004, al Comune per il successivo inoltro all’Azienda Sanitaria Locale. Considerato che durante le manifetsazioni programmate del presepe vivente nel sito vi è stata una degustazione con somministrazione di alimenti, si chiede se siano state osservate tutte le disposizioni vigenti in materia sopra elencate anche alla luce della possibile sospensione di particelle così come descritto al punto I°.

Il sito archeologico di Santa Maria la Vetere di Militello in Val di Catania oltre la presenza di un parco comprende i resti di una Chiesa edificata dai normanni intorno al 1090: fa parte di questa chiesa un magnifico portale policromo in stile tardogotico con un ricco ciclo di sculture completato nel 1506, forse da Antonello Gagini, sormontato da un protiro sostenuto da leoni stilofori.In alcunefoto postaste sul social network nel pomeriggio del 06 gennaio u.s. Si può constatare la presenza di una mucca che, all’apparenza, sembra legata con una fune in una di queste colonne: Non entrando nel merito di questa scelta (saranno gli Organi competenti ad effettuare le opportune verifiche e a prendere gli eventuali provvedimenti anche alla possibile ipotesi degli ipoteci danni che si sarebbero potuti creare al famoso portale se tale mucca non sarebbe stata così mansueta), quello che con la presente si chiede è di essere posti a conoscenza, essendo che la stessa mucca è rimasta sino alla fine dello spettacolo serale, anzi addirittura sembra fino all’indomani mattina, di dove sono riversati i propri bisogni fisiologici, dato che si parla di un monumento nazionale. Bisogni ai quali bisogna aggiungere quelli degli altri animali presenti nello stesso sito dal primo pomeriggio per lo spettacolo serale, anch’essi rimasti, come sembra, sino all’indomani E’ per caso in questo modo che si vuole tutelare e valorizzare valorizzare questo Sito?
Constatata la presenza di animali, si chiede se l’Ente organizzatore, oltre la presentazione della Scia sia per lo spettacolo che per la somministrazione di alimenti, abbia presentato, ove previsto dalle normative vigenti, apposita scheda informativa con l’elenco degli animali e sulle condizioni di detenzione degli animali da essere inoltrata all’Asp per gli aspetti di competenza.

Se la Soprintendenza di Catania abbia autorizzato l’Ente organizzatore allo svolgimento di tale evento e contestualmente abbia autorizzato l’installazione di pseudo capanne, della somministrazione degli alimenti e della partecipazione degli animali partecipanti come sopra già descritto nel sito archeologico di Santa Maria La Vetere che è un monumento nazionale, ristrutturato alcuni anni or sono con fondi pubblici.  Considerato che all’Associazione Centro Studi Culturale “Ver Sacrum” è pervenuto un solo riscontro che è quello della Soprintendenza di Catania, si chiede se gli Altri destinatari (Guardia di Finanza di Caltagirone, Assessore regionale alla Sanità, Direttore Generale A.S.P. N° 3 di Catania, Direttore Unità Operativa Igiene ed Epidemiologia A.S.P. N° 3 di Catania, Dirigente dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Palermo, Dirigente della Struttura Territoriale di Catania Arpa Sicilia Catania) dell’esposto inoltrato dalla stessa abbiano fatto i dovuti accertamenti del caso e/o se abbiano preso dei provvedimenti consequenziali.

Danilo Dambone, Ambulatorio antiusura e antiracket Militello in Val di Catania

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