Stalking, la nuova legge penalizza le vittime

agosto 4, 2017

CATANIA – Catania è stata toccata da alcuni gravissimi casi di violenza che si sono registrati negli ultimi anni. In Italia, ogni due giorni muore una donna o, se sopravvive, porterà a vita i segni del dolore subito. «Così si umilia il nome di Giordana e si vanifica il prezioso supporto che ogni giorno i centri di ascolto e le associazioni di volontariato svolgono per aiutare le vittime dello stalking: la violenza di genere non può ammettere mediazioni o armistizi. Sono necessarie modifiche a una norma che anziché sostenere e tutelare il diritto alla sicurezza, annichilisce e offende il ruolo delle donne». È il commento della segretaria territoriale Cisl Ornella Romeo, di Iolanda Iacapraro, responsabile del Dipartimento territoriale Cisl per i Diritti sociali e le Pari Opportunità, e Cristina Squillaci, segretaria territoriale Fistel Cisl Catania, profondamente indignate per il nuovo articolo 162-ter sull’estinzione di alcuni reati a seguito di condotte riparatorie, inserito nella cosiddetta “Riforma Orlando”, la legge “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario”, entrata in vigore oggi. L’articolo introduce un tipo di risoluzione stragiudiziale limitata ai reati procedibili a querela e soggetta a remissione, quindi compreso anche il reato di stalking. «Un provvedimento che umilia le donne – spiegano Romeo, Iacapraro e Squillaci – sancendo la possibilità di un risarcimento senza la necessità di un confronto che dia visibilità dell’effettiva violenza subita e depenalizzando un reato gravissimo». «Il rischio – aggiungono preoccupate – è che si produca un danno culturale sia per la sottovalutazione dei reati di stalking cosiddetti “meno gravi”, sia per la possibilità di poter estinguere il reato commesso pagando una congrua somma senza dover interpellare la persona offesa. Ci chiediamo come si possa, a questo punto, non considerare vano il lavoro fin oggi svolto da centri di ascolto e associazioni di volontariato. Anche le psicoterapeute dello Sportello Benessere Fistel sono ammutolite dinnanzi a questa scelta del governo». «Ci aspettavamo che il ministro Orlando inserisse delle modifiche per evitare dubbi di interpretazione. È necessario e urgente un intervento chiarificatore sull’art. 162-ter affinché nessuna denuncia di stalking possa rientrare in sanzione riparatoria».
«La Cisl metterà in campo, a tutti i livelli, le necessarie iniziative per giungere alle giuste modifiche – concludono Romeo, Iacapraro e Squillaci – che producano una norma atta a non sottovalutare nessun segnale di stalking. Chiediamo alla politica, invece, di aumentare l’attenzione su un tema come la violenza contro le donne, ormai ogni giorno al centro dei fatti di cronaca. Ricordiamo che i legali della Cisl di Catania sono a disposizione per consigli e consulenze e che per le vittime di stalking c’è il patrocinio gratuito».

“Come si può anche solo pensare che un imputato per stalking possa, attraverso il denaro, aver riparato interamente il danno ed eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reato?
Come si può? Eppure, questo è quanto prevede l’articolo 162 ter del Codice penale che entrerà in vigore oggi e che non esclude lo stalking da un così comodo trattamento”. Lo affermano Sabrina Perrotta, Serena Vitale e Angela Battista, responsabili provinciali del Centro di Ascolto Mobbing e Stalking Uil, del Coordinamento Pari Opportunità Uil e del Dipartimento Politiche di Genere Cgil, insieme ai segretari generali catanesi di Uil e Cgil Enza Meli e Giacomo Rota: “Indigna – commentano – il tradimento perpetrato da Governo e Parlamento. E lo diciamo a gran voce da Catania dove la cronaca rilancia ogni giorno dolorosi casi di stalking, non di rado anticamera di tragici episodi di femminicidio. Siamo pronti a ogni iniziativa di mobilitazione, di protesta, perché non intendiamo accettare passivamente passi indietro su norme di civiltà. Questo articolo di legge, per com’è stato concepito, è una vergogna. Sarebbe necessario un inasprimento delle pene, altro che sconti!”.
I rappresentanti sindacali aggiungono, inoltre: “Proviamo amarezza e sdegno nel constatare come da oggi lo stalking rientri nell’articolo 162 ter del Codice Penale. Lo proponiamo alla vostra lettura, perché tutti sappiano di cosa parliamo: Nei casi di procedibilità a querela soggetta a remissione, il giudice dichiara estinto il reato, sentite le parti e la persona offesa, quando l’imputato ha riparato interamente, entro il termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, il danno cagionato dal reato, mediante le restituzioni o il risarcimento, e ha eliminato, ove possibile, le conseguenze dannose o pericolose del reato. Il risarcimento del danno può essere riconosciuto anche in seguito ad offerta reale ai sensi degli articoli 1208 e seguenti del codice civile, formulata dall’imputato e non accettata dalla persona offesa, ove il giudice riconosca la congruità della somma offerta a tale titolo”. Enza Meli, Giacomo Rota, Sabrina Perrotta, Serena Vitale e Angela Battista concludono: “È inaccettabile che il giudice debba limitarsi solo a sentire le parti, mentre il parere della parte offesa non viene considerato vincolante. E’ inaccettabile che a oggi il Governo non abbia fatto nulla, malgrado le proteste elevate in ambito nazionale da Cgil-Cisl-Uil e le promesse del ministro della Giustizia Andrea Orlando. Per questo, insieme, chiediamo a gran voce che venga esclusa dalla “scontistica” dell’articolo 162 ter il reato di stalking. Perché tutto questo non è degno di uno Stato che si definisce civile!”

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