STm, sì all’accordo sindacale

giugno 17, 2017

 

 

 

CATANIA – L’accordo per la turnazione estiva alla StMicroelectronics di Catania, sottoposto a referendum, è stato approvato dai lavoratori turnisti con il 57,6% di Si. Alla consultazione referendaria ha partecipato l’89% del totale di 1226 lavoratori aventi diritto.  La Cisl e la Fim Cisl di Catania esprimono grande soddisfazione per l’altissima partecipazione dei turnisti al referendum e giudicano positivamente la vittoria del Si.  È un risultato importante sottolinea Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl etnea – perché consente di contribuire all’incremento di occupazione giovanile e alla qualificazione di nuove maestranze. In tal senso, seppur lieve, dà speranza a tanti giovani catanesi che, grazie all’accordo, consentirà loro di potersi formare in azienda e sperare nel turn-over aziendale».

«Ci siamo battuti per questo accordo – afferma Nicastro – che migliora la turnistica, crea occupazione e consente sviluppo. Abbiamo lottato per fare in modo che ogni lavoratore e lavoratrice potesse in libertà senza condizionamenti, esprimere democraticamente la sua valutazione a una ipotesi d’accordo che interessa proprio chi fa i turni in produzione». «La nostra iniziativa sulla raccolta firme della settimana scorsa per indire il referendum – aggiunge – non è stata condivisa dalle altre organizzazioni, FIOM, UILM e UGLM. Noi riteniamo che la firma di quest’accordo vada nella direzione delle richieste e dei problemi che hanno sollevato i lavoratori in questi anni oltre a dare prospettive di sviluppo industriale e occupazionali dello stabilimento.

L’accordo permette di assumere 130 giovani per il periodo delle ferie dei turnisti e dare una speranza alla crescita occupazionale del territorio, anche se ancora per un periodo limitato, ma siamo confidiamo nell’apertura del nuovo modulo M9 e il rafforzamento di CT6. Un bonus fino a 150€ in buoni welfare per ogni lavoratore che raggiunge una presenza nel periodo del 94%. La turnazione a cinque squadre uguale al periodo invernale con tre turni di lavoro e due giorni di riposo.

La Fim ha raccolto tra i lavoratori più di 500 firme per poter svolgere questo referendum. Il clima nelle assemblee è stato incandescente e spesso non consentiva un normale confronto democratico tra le diverse posizioni, per la cattiva e distorta informazione data ai lavoratori da una parte dei delegati Rsu contrari all’accordo. «Per la Cisl – dichiarano Attanasio e Nicastro – la contrattazione aziendale è una priorità importante per dare risposte certe ai lavoratori, non accetteremo ancora certi comportamenti che mettono in pericolo una realtà importante come Stm. Certi atteggiamenti, oltranzisti e demagogici, frutto di arroganti personalismi vanno stigmatizzati e perseguiti perché non è consentito a costoro mettere a rischio il futuro occupazionale di Stm».

«Siamo intervenuti più volte – sottolinea il segretario della Fim catanese – per difendere alcuni lavoratori che solo perché esprimevano la propria idea spesso venivano attaccati, insultati e derisi con gesti intimidatori e conflittuali di alcuni lavoratori e militanti di altri sindacati».  Questi alcuni dei casi riprovevoli accaduti. A una lavoratrice è stato strappato il microfono dalle mani perché voleva il referendum. Un’altra lavoratrice madre è stata attaccata solo perché ha spiegato che la nuova turnistica le migliorava gli spazi di vita con il proprio figlio. Un delegato Fim è stato minacciato davanti a testimoni da un componente della segreteria Uilm nell’ultima assemblea.

«Tutti fatti gravi – denuncia Nicastro – che abbiamo condannato totalmente perché la democrazia, il pluralismo e il rispetto delle idee e opinioni di tutti viene prima di tutto. Abbiamo segnalato questi fatti alla nostra segreteria nazionale per porre le questioni emerse alle altre organizzazioni sindacali. La Fim difenderà e darà tutto il proprio sostegno, nel rispetto della propria privacy, quei lavoratori o lavoratrici che vorranno denunciare coloro che usando il sindacato minacciano o ledono la dignità e la libertà di pensiero dei lavoratori e delle lavoratrici di questa grande azienda».

“Il referendum sull’accordo aziendale alla Stm di Catania è passato con il 57 per cento dei sì. Né l’azienda, né le organizzazioni sindacali possono però ignorare quel 43 per cento di lavoratori che ha detto no opponendosi a tagli e sacrifici decisamente considerevoli”. Lo affermano Fortunato Parisi, Matteo Spampinato e Giuseppe Caramanna per le Segreterie territoriali Uil e Uilm, commentando i risultati della consultazione sulla turnazione estiva nello stabilimento catanese della multinazionale. “Valuteremo adesso il risultato con la segreteria e i rappresentanti sindacali unitari – aggiungono gli esponenti di Uil e Uilm – Resta il fatto che i lavoratori hanno rinunciato a una quota di salario del 13 per cento, che avrebbe assicurato circa 506 euro lordi in busta paga nel periodo estivo oltre a 420 euro lordi tra straordinario e minore prestazione. Tutto questo in cambio di una turnazione che passa settimanalmente da 41,25 ore a 34,65 ore e di un bonus da 150 punti sotto forma di welfare aziendale che si potrà raggiungere solo con il 94 per cento di presenze. Inoltre, i lavoratori a tempo indeterminato si vedranno sottratte a settembre 15 ore di spettanze. Non va, poi, dimenticato che l’azienda deciderà solo in ottobre se rendere strutturale o meno l’accordo”. Parisi, Spampinato e Caramanna concludono: “Solo in coda, unicamente perchè chiamati in causa da una nota Fim-Cisl destinata a provocare ulteriori divisioni e alimentare inutili polemiche, contestiamo versioni fuorvianti e distorte di riunioni e assemblee che si sono tenute alla Stm. Nessun componente della Segreteria Uilm ha “minacciato” rappresentanti Fim, semmai è avvenuto il contrario a tutto danno di un Rsu. Lo affermiamo con ampia facoltà di prova!”.

“Quella di oggi sicuramente è una bella giornata in cui ha trionfato la democrazia, ma i numeri parlano chiaro ed le nostre perplessità circa la bontà dell’accordo proposto dall’azienda continuano a permanere. L’unico fatto certo è che non potevamo continuare a rimanere, forza lavoro ed azienda, ognuno sulle proprie posizioni ed il voto odierno ha contribuito a sbloccare l’impasse, facendo esprimere direttamente coloro che operano nell’ambito del 21° turno. Alla fine tra i lavoratori è prevalsa la linea di rinunciare ad una percentuale dello stipendio pur di rimanere ad operare a 21 turni, evitando così di scendere ai più massacranti ed alienanti 20 turni. Adesso attendiamo la messa in servizio dei 130 dipendenti stagionali che i vertici aziendali hanno promesso nel testo dell’accordo stesso.” A parlare è Angelo Mazzeo, segretario provinciale della Ugl Metalmeccanici, che aggiunge: “Chiuso questo capitolo, come Ugl ci impegneremo affinchè il principio dei 21 turni tutto l’anno possa prevalere anche nei prossimi anni, ma chiederemo anche alla StM di rispettare il patto del 2011 assicurando, già dalla fine di questa stagione estiva, l’assunzione definitiva delle 150 unità promesse.” A lui fa eco il segretario generale territoriale Giovanni Musumeci che si complimenta per la grande lezione democratica che spinge sempre di più verso quella realtà chiamata partecipazione che in un’impresa così importante, come il colosso della microelettronica, deve diventare un caposaldo irrinunciabile insieme al confronto democratico perchè possano essere garantiti più sviluppo e maggiore occupazione.
Per la cronaca, questa mattina nella sede della StMicroelectronics si è svolto un referendum rivolto soltanto ai 1228 lavoratori che operano durante il 21° turno. Alta è stata la percentuale degli aventi diritto che si sono recati al seggio, che ha raggiunto l’89% pari a 1093 votanti, mentre le schede valide sono state 1083 più 2 bianche e 8 nulle. Ad avere la meglio è stato il si all’accordo con 619 voti (il 57,15%). Il no si è attestato al 42,85% con 484 consensi.

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