Una lapide a Firenze per Michele Ferlito, eroe normale dell’alluvione del 1966

novembre 4, 2017

 

FIRENZE – Alla cerimonia per la lapide in memoria del direttore delle carceri fiorentine Ispettore Michele Ferlito, catanese, alle 14 alle Murate, sarà presente insieme alla presidente del Consiglio comunale Caterina Biti il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, e sarà letto un messaggio inviato dal presidente del Senato Pietro Grasso. La cerimonia ha inoltre ricevuto il patrocinio della Camera dei Deputati attraverso la presidente Laura Boldrini.

La targa, il cui testo è stato curato da Franco Mariani, giornalista e storico dell’Alluvione, fa memoria delle azioni, di cui una anche eroica – con il salvataggio di varie persone, non solo detenuti ma anche civili, tra cui un bambino – intraprese durante l’alluvione dall’allora direttore dei tre istituti carcerari fiorentini, l’Ispettore Michele Ferlito, fino all’episodio della rivolta del giorno 6 novembre, che non sfociò in un bagno di sangue proprio grazie al direttore Ferlito.

All’epoca i tre istituti carcerari fiorentini, tutti situati nel centro storico, dietro Santa Croce, avevano complessivamente oltre 240 detenuti/e. Nel momento in cui l’acqua iniziò ad invadere le tre strutture il direttore, Isp. Michele Ferlito, dette ordine di aprire le porte di tutte le celle per permettere a tutti di salvarsi. Una novantina di detenuti però ne approfittarono per scappare definitivamente, venendo poi riacciuffati nelle settimane successive, o decidendo di rientrare spontaneamente in carcere. Alcuni di quest’ultimi, nove, furono poi quasi subito graziati dal Presidente della Repubblica, mentre quelli segnalati dall’ Isp. Ferlito, cinque, furono graziati un anno dopo.
Solo che le condizioni igieniche, dopo il rientro nelle celle alluvionate, e non ripulite, non erano ottime, e per questo il giorno 6 scoppiò una rivolta che fu sedata grazie all’intervento diretto e alla mediazione dell’ Isp. Michele Ferlito.
Rientrata la rivolta, gli Allievi della Scuola Sottufficiali Carabinieri di Piazza Stazione – ritornati in 100 a Firenze per la prima volta l’anno scorso dopo 50 anni – furono incaricati del trasferimento dei detenuti in altre carceri toscane non alluvionate.

Questo il racconto dell’Ispettore Michele Ferlito nelle sue memorie:
“La mattina del 6 novembre, mentre ricevevo dal Maresciallo Pirazzoli le novità e le più recenti notizie, relativamente tranquillizzanti in merito alla situazione disciplinare e complessiva del Carcere Giudiziario (Le Murate), fummo avvertiti che in quell’Istituto – per un ritorno improvviso di fiamma – era cominciato l’ammutinamento tra i detenuti, di cui qualcuno era evaso mentre altri avevano già raggiunto il cornicione che dà su Via dell’Agnolo, da dove lanciavano ogni oggetto contundente su chiunque cercasse di avvicinarsi al portone d’ingresso, tanto che le forze dell’ordine erano state costrette ad aprire il fuoco presumibilmente a scopo intimidatorio.
Corremmo subito sul posto, mi piazzai in mezzo alla strada (con il fango a mezza gamba) proprio sotto il gruppo numeroso dei detenuti in subbuglio schierati sul cornicione e cominciai a parlare con loro, invitandoli, con autorità e decisione, a desistere dal loro comportamento, che poteva ripercuotersi soltanto ed esclusivamente a loro danno. Alla mia vista, turbati anche dalla mia decisione, essi cessarono immediatamente ogni ulteriore atto di violenza e chiesero che mi volevano con loro, per potermi esternare i loro desideri e le loro preghiere. Fornii loro una prova della mia lealtà e sincerità, liberando due loro compagni, che venivano tenuti strettamente ammanettati dai Carabinieri, e provvedendo a ricondurli in carcere, da solo, privi di manette e previa loro promessa che mi avrebbero disciplinatamente seguito e anch’io mi introdussi dentro l’Istituto. Entrai una prima ed una seconda volta – nonostante l’opposizione del Capitano dei Carabinieri che voleva impedirmelo nel timore che io potessi essere preso come ostaggio per parlare con loro a cuore aperto ascoltandone tutti i bisogni ed ogni loro preoccupazione.
Fu quando venni avvertito che i detenuti minacciavano d’incendiare il carcere, che mi introdussi fulmineamente dentro l’Istituto, portando con me fino all’interno il solo sanitario della Casa Penale. Seguendo un percorso irto di ostacoli e barricate, tallonato da un gruppo di detenuti sempre più numerosi, raggiunsi il centro dello stabilimento, dove maggiormente era l’effervescenza e il disordine. Salii ivi all’ultimo piano della Sezione, da dove parlai loro per circa due ore spesso interrotto e contrastato dai più facinorosi, fino a quando, con l’aiuto di Dio, riuscii a persuaderli, tanto da essere alla fine assicurato formalmente che ogni scompiglio era da considerarsi ormai definitivamente cessato, per rispetto soprattutto alla mia persona che per ben tre anni li aveva sempre aiutati, sorretti, consigliati e confortati”.

Questo il programma delle cerimonie ufficiali del 51° Anniversario dell’Alluvione di Firenze del ’66:
SABATO 4 NOVEMBRE 2017
Ore 11,15 Santa Messa in memoria delle vittime dell’Alluvione nella Cappellina dell’Oratorio della Madonna delle Grazie in Lungarno Diaz 6. Celebra il Vicario Episcopale per la Carità dell’Arcidiocesi e Priore Mitrato della Basilica di San Lorenzo Mons. Domenico Marco Viola.
Ore 11,45 Corteo con le autorità aperto dal Gonfalone del Comune dall’Oratorio al centro del Ponte alle Grazie.
Ore 12,00 Lancio della Corona d’Alloro del Comune di Firenze in memoria delle vittime dell’Alluvione da parte del Presidente di Firenze Promuove, Giornalista Franco Mariani assieme alla Presidente del Consiglio Comunale, Caterina Biti.
Ore 14,00 Scoprimento della lapide in memoria del direttore delle carceri fiorentine Isp. Michele Ferlito e in ricordo della rivolta del 6 novembre 1966. Piazzale interno dell’ex carcere delle Murate via dell’Agnolo/Piazza delle Murate/via Ghibellina. Intervengono il Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, la Presidente del Consiglio Comunale Caterina Biti, il Presidente di Firenze Promuove, Giornalista Franco Mariani, i 9 figli dell’ Ispettore. Ferlito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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