Dopo la sentenza del Tar terremoto politico: nasce “Zafferana che vogliAmo”

settembre 24, 2017

ZAFFERANA ETNEA – Botta e risposta tra il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Sapuppo (nella foto), “reintegrato” dal Tar nel suo ruolo dopo la sfiducia della maggioranza di cui faceva parte e il sindaco di Zafferana, Afio Vincenzo Russo. Abbiamo intervistato Sapuppo per ascoltare anche il suo punto di vista, per par condicio e per conoscere quali ripercussioni politiche avrà la decisione del Tar. Il presidente si sfoga senza peli sulla lingua. «Giustizia è fatta. Il Tar Catania, mi ha dato ragione e ringrazio l’avvocato Michele Giorgianni, che mi ha assistito. Così vengo reintegrato nella carica di presidente del Consiglio comunale, con un costo per il Comune che è stato condannato al pagamento delle spese legali. Il Tribunale ha condannato l’arroganza dell’Amministrazione che ha trattato le Istituzioni come proprietà personale di una parte politica. Il Tar ha riconosciuto che la mia destituzione era avvenuta illegittimamente per piccoli interessi di bottega, per l’arroganza di alcuni, utilizzando l’ingenuità di chi si è prestato al maldestro piano di sostituire illecitamente il presidente del Consiglio. Arroganza che ha portato di anno in anno a disgregare il “meraviglioso” gruppo di Zafferana in comune, con azioni totalitarie sulle scelte e sulle decisioni amministrative». Cosa succederà adesso all’interno del civico consesso, alla luce di quanto accaduto e che ripercussioni politiche ci saranno? «Si apre un capitolo nuovo. E’ l’inizio di un nuovo percorso nel segno della legalità e del rispetto delle Istituzioni contro chi pensava di poterle utilizzare a proprio piacimento. Le strade, così come afferma il sindaco, si sono separate definitivamente, tant’è che è nato il gruppo di minoranza “Zafferana che VogliAmo”, con lo scopo di informare, ascoltare i cittadini, per facilitare il dialogo e la partecipazione alle scelte amministrative. Il sindaco, anziché perdere tempo ad inventare calunnie, pensi semplicemente a ridurre lo scollamento fra chi sta ” in Comune” e la comunità. Concludo tranquillizzando il primo cittadino e gli dico di stare “sereno” poiché il mio ruolo di presidente del Consiglio comunale non sarà di “ostacolo alla migliore amministrazione”, ma come sempre, super partes, così come mi compete a garanzia della maggioranza, della minoranza e soprattutto dei cittadini».
– Sindaco e maggioranza hanno stigmatizzato il fatto che lei avrebbe non mantenuto dei precisi accordi elettorali. Cosa risponde?
«Chiarirò questo presto, mediante una lettera aperta ai cittadini, nella quale dirò come sono andate davvero le cose». La storia dunque non si chiude qui, ma continuerà.
Mario Pafumi

 

 

 

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