A Giarre una famiglia, una idea, le realtà

A Giarre una famiglia, una idea, le realtà

di Mario Pafumi

GIARRE – Sviluppare un percorso mirato a inquadrare l’evoluzione della realtà familiare intesa come luogo relazionale o, come correntemente definita, “unità di persone interagenti”. Questo uno degli obiettivi della conferenza “una famiglia, una idea, le realtà”, svoltasi ieri nella sala degli specchi del Municipio di Giarre, su iniziativa di “LibertàEguale”.

Al centro del dibattito di osservazione politica e sociale il tema demografico e il family act per gli aspetti e le ripercussioni di bene collettivo. Ad aprire i lavori, coordinati dall’avvocato Santo Di Dio,è stato l’assessore Franco Di Rao, che ha portato i saluti del sindaco Angelo D’Anna impegnato in attività istituzionali. Di Rao ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa come momento di riflessione su una problematica che riguarda da vicino la collettività giarrese. Ad introdurre i lavori Rosaria Caltabiano, del Consiglio nazionale LibertàEguale, che dopo un’attenta analisi degli interventi delle istituzioni, della politica, dei governi locali e del Governo centrale effettuati e in in programma, ha invitato tutte le parti, coinvolte direttamente e trasversalmente, ad adoperarsi per assicurare un concreto contributo nel sociale-quotidiano. Sono seguite le relazioni, tutte molto interessanti.

Il dr. Salvatore Coco, psicologo e Psicoterapeuta, dell’Asp di Catania ha analizzato con puntualità è precisione, prendendo spunto anche della sua vasta esperienza personale “Le relazioni e i contesti familiari”; quella della pediatra Sonia Sudoso, referente Sicilia F.I.M.P. Gruppo di lavoro contro abuso minori, che ha parlato del tema “Sintomi e segni, problematiche familiari e abusi” e quella dell’assistente sociale specialista dell’Asp di Catania Grazia Cannarozzo, che ha affrontato e approfondito la tematica “Il minore come soggetto portatore di diritto e interventi di protezione”. L’interessante incontro è riuscito a fare un quadro reale della struttura familiare attuale, inquadrando i mutamenti sociali e le correlate ricadute legislative: da famiglia tradizionalmente e culturalmente riconosciuta come tale da una “unità coniugale” (marito/moglie/ figli) alle varie nuove composizioni e alla loro sempre crescente necessità/richiesta di riconoscimento socio-legislativo. La rilevata difficoltà di essere luogo ed esperienza educativa e formativa, oltre a quella affettiva, di accudimento e socializzazione e i conflitti emergenti nel confronto con i contesti sociali di appartenenza. Sono stati messi in evidenza anche i possibili traumi del maltrattamento, diretto o assistito, sia intra-familiare che esperito in ambito sociale quale conseguenza dello stigma, della squalifica e dell’emarginazione sofferta dai minori appartenenti a nuove espressioni familiari. I vari fenomeni che interagiscono su questa scottante tematica vedono coinvolti ai vari livelli da una parte adolescenti e bambini, anche privati dalla consapevolezza dei nuclei familiari di appartenenza, dall’altra i soggetti istituzionalmente preposti (in ambito giudiziario, sociale, sanitario, scolastico e politico) al contrasto dei fenomeni di disadattamento, in una composita e delicata mescolanza di responsabilità oggettive e abilità professionali che nel sentire comune, devono sintonizzarsi ed operare sinergicamente nella indispensabile piattaforma del “lavoro di rete”, programmando interventi utili ad assicurare forme di prevenzione, cura e tutela per la fascia di età minore appartenente a questa società. Dai lavori è emersa la necessità di porre mano ad una sincronizzazione e ad attività concrete, che scaturiscono dall’osservazione dei fatti in cui quotidianamente vengono implicati bambini ed adolescenti.

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