“A Muntagna” tra leggende e natura

maggio 14, 2019

“A Muntagna”, come lo chiamano i siciliani, è un bene di tutti, infatti dal 2013 il Monte Etna fa parte dei Patrimoni dell’Umanità. Oltre che uno dei più iconici vulcani è uno dei più attivi del mondo, ed offre un esempio straordinario dei processi geologici continui e delle formazioni vulcaniche. Le sue frequenti eruzioni e le colate laviche dai crateri e dalle fessure laterali continuano ad affascinare studiosi del settore e turisti da tutto il mondo che scelgono come meta la Sicilia per ammirare questa meraviglia naturale. Le caratteristiche dell’Etna, sono varie e diversificate: la vetta dei crateri, i coni di cenere, le colate di lava, le grotte laviche, la depressione della Vale del Bove. La sua notorietà, l’importanza scientifica e culturale associate al valore educativo indiscusso sono di importanza planetaria.

L’ambiente circostante è tutelato da un vasto parco naturale, il Parco Naturale dell’Etna, istituito nel 1987. La flora e la fauna mediterranea che ne fanno parte sono quelle tipiche della Sicilia, che si possono scoprire grazie ai numerosi sentieri naturalistici aperti a tutti. Le diverse bocche del vulcano sono sparse a varie latitudini e sono state prodotte nel tempo dalle numerose eruzioni. Anche esse si possono visitare con escursioni guidate: il facile accesso permette a visitatori e ricercatori di fruire di tanta meraviglie naturali. L’Etna, infatti, rappresenta una delle destinazioni predilette per chi visita la provincia di Catania e la Sicilia in genere. E proprio la città di Catania ha un legame indissolubile con il profilo del vulcano, che domina dall’alto disegnando il paesaggio che abbraccia la fascia costiera affacciata sullo Ionio. Qui si susseguono vaste campagne, agrumeti, vigneti, fitti boschi di castagni e querce che si alternano agli spettacolari panorami quasi lunari mano a mano che ci si avvicina alla vetta dell’Etna.
All’interno del Parco la depressione vulcanica della Valle del Bove è un’enorme conca sul versante orientale le cui pareti arrivano a toccare anche i 1000 metri e dove si trovano, tra i profondi canyon, particolari cavità come la Grotta del Gelo, un’imponente grotta vulcanica dove si è formato un ghiaccio perenne.

Da non perdere, dal punto di vista naturalistico, le Grotte dell’Alcantara, formate grazie all’azione erosiva delle acque fredde del fiume omonimo, location d’avventura in quanto si possono percorrere legati a particolari funi. Arte e cultura trovano qui il loro apice con i siti Unesco di Catania, Piazza Armerina, la Val di Noto, Siracusa e Pantalica e la superlativa Taormina.

Ma l’Etna è uno scrigno ricco di leggende, c’è chi crede, infatti, che Eolo avesse imprigionato i suoi venti nelle viscere dell’Etna,  secondo il poeta Eschilo il gigante Tifone fu confinato nell’Etna e questo fu motivo delle eruzioni, si presupponeva secondo la mitologia greca che Tartaro (il dio dei morti) si trovasse sotto il vulcano siculo. Ancora un altro gigante di nome Encelado, il quale si ribellò agli dei, venne sepolto sotto un cumulo di terra che appiattendosi diventò la Sicilia; il suo corpo dunque si troverebbe disteso lungo tutta l’isola con la testa e la bocca collocate al di sotto dell’Etna. Un’altra cosa interessante da sapere è che sulle falde dell’Etna ci sono delle stazioni sciistiche dove tra uno snowboad e uno skipass, si può vedere il mare. E ancora, si pensa che Vulcano o Efesto, dio del fuoco e della metallurgia, avesse la sua fucina sotto l’Etna; un anno dopo il martirio di Santa Agata, nel 252 l’Etna eruttò ma il popolo grazie al velo rosso della Santa (rimasto intatto anche dopo le fiamme del suo martirio) ed alla invocazione del suo nome riuscì a bloccare l’eruzione.

L’Etna è l’emozione che non stanca, la presenza costante di un cuore che pulsa.

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