Dopo tre mesi finisce la latitanza di un marito violento

 

 

 

ACIREALE – E’ durata tre mesi la latitanza di V.R., 50 anni, che si era reso irreperibile dopo la sentenza della Corte di Appello di Catania che lo ha condannato a 8 anni di reclusione per violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia, vittima l’ex moglie. L’uomo, dal 17 novembre si era dato letteralmente alla macchia, costringendo i Carabinieri della Compagnia di Acireale a intense indagini. L’uomo si nascondeva in un piccolo rudere in pietra nella zona della “Timpa”, il costone lavico che degrada da Acireale verso la frazione marinara di Santa Maria La Scala. La costruzione rurale era ben mimetizzata nella rigogliosa vegetazione mediterranea e difficilmente raggiungibile, tanto che V.R. nell’ultimo tratto si aiutava con una corda per evitare di scivolare nel sottostante dirupo. I militari dell’Arma, dopo aver individuato il rifugio,  hanno atteso nascosti tra la vegetazione, che rientrasse dopo aver fatto visita alla madre. Nonostante fosse accerchiato dai carabinieri, l’uomo ha cercato di fuggire lanciandosi tra i rovi, ma è stato bloccato e arrestato. Dopo la notifica dell’ordine di carcerazione, V.R. è stato trasferito nel carcere di piazza Lanza, a Catania.

Arresti domiciliari, invece, per un altro marito violento: P.P. di 64 anni, indagato per maltrattamento contro familiari e lesioni personali aggravate. Questo caso è stato scoperto dopo che la moglie si era recata da sola al Pronto soccorso dell’ospedale per farsi medicare ferite lacero-contusa alla testa e alla mano sinistra, procurate dal marito.  La vittima non ha collaborato con i Carabinieri che, comunque, hanno ricostruito una lunga storia di violenza fisica e psicologica quotidiana che la donna non avrebbe denunciato per non creare traumi ai figli, tra i quali una ragazza. Gli arresti domiciliari sono stati notificati dai Carabinieri della frazione di Guardia Mangano.

D.L.P.

Dal Giornale di Sicilia

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