Acireale e la notte delle eccellenze. Quando il merito scolastico non va messo più in soffitta

Acireale e la notte delle eccellenze. Quando il merito scolastico non va messo più in soffitta

ACIREALE – Non si è ancora esaurita l’onda lunga del successo  del Gala delle Eccellenze, la festa del merito scolastico svoltasi in piazza Duomo ad Acireale. Ad una settimana esatta dall’evento che ha riempito di famiglie e autorità istituzionali il cuore della città barocca per la presenza di 98 neodiplomati dei 120 eccellenti alla maturità scolastica da poco conclusasi, è tempo di bilanci e di programmazione.

Non era mai accaduto in precedenza e non certo per negligenza di alcuno. E’ proprio che nessuno ci aveva mai pensato prima, ovvero sdoganare il merito scolastico e portarlo in piazza per riconoscerlo pubblicamente, non tanto per marcare il terreno fra gli eccellenti e tutti gli altri studenti, quanto invece per tributare un encomio pubblico a chi si è aggiudicato la posta più alta in palio, a conclusione di un percorso quinquennale di studi valutabile come esemplare.

L’intuizione di Salvo Fichera, impeccabile presentatore della serata, giornalista, docente nelle Scuole e consigliere della Fondazione Bellini, si è rivelata vincente. Centisti e centisti con lode, non solo acesi ma anche provenienti dai centri vicini, tutti frequentanti le scuole superiori di Acireale, saranno indicati d’ora in avanti come un esempio per gli altri, in una sorta di ideale staffetta in cui ogni studente passa la mano ad un altro compagno e tutti insieme si arriva al traguardo con la consapevolezza di avercela fatta con le proprie forze. La Scuola, per definizione, è inclusiva e deve assicurare pari opportunità a tutti; il principio dell’equità deve continuativamente ispirarla e ciascuno studente va posto nelle condizioni di dare sempre il meglio di sé. Chi già dà il meglio, in una ideale tensione a far ancora di più, deve poter puntare all’eccellenza. Anche perché il territorio ha veramente bisogno delle eccellenze per un futuro possibile.

Dalle nostre parti per intere decadi il merito scolastico è stato messo in soffitta; i più bravi sono stati relegati ai margini della società civile quasi a doversi vergognare del loro profitto scolastico; non è stato loro tributato alcun riconoscimento e si è tagliata sul nascere ogni occasione di favorire un sano e costruttivo proselitismo verso i successori. Si sono bruciate così intere generazioni di eccellenti senza offrire ai più bravi nemmeno la possibilità di provare ad esprimersi nel lavoro, in politica, nella cultura, nella valorizzazione e gestione del territorio. Quei pochi che ce l’hanno fatta hanno dovuto letteralmente sgomitare per conquistarsi un posto al sole in mezzo a tanti arraffoni e opportunisti, spesso abili millantatori di capacità non possedute. Per quanto non uniche, quelle scolastiche però sono capacità importanti e una società ha il dovere di capitalizzarle per guardare con occhi nuovi il presente e programmare il proprio futuro.

Tempo di bilanci e di programmazione. Chi non ha potuto partecipare al Gala di sabato scorso è perché si è trovato realmente impedito per motivi di studio (diversi studenti sono all’estero per un periodo di perfezionamento delle lingue straniere) e di lavoro. La Fondazione Bellini organizzerà nei primi giorni di settembre una cerimonia più sobria ma egualmente istituzionale per dare l’opportunità di indossare il tocco e ritirare la pergamena a chi sabato scorso non era presente.

I due messaggi di auguri rivolti agli studenti dal Ministro Marco Bussetti (Istruzione, Università e Ricerca) e dalla Ministra Giulia Grillo (Salute) sono una conferma dell’attenzione che le istituzioni nazionali hanno assicurato all’evento della Fondazione Bellini e fortemente sostenuto da tutto il Consiglio di amministrazione, in testa il presidente Rosario Faraci e la vice presidente Mariella Fischetti. Loro due hanno aperto la serata del Gala con un emozionante “Dialogo del Merito” di grande significato e di sicura ispirazione per tutti. Suggestivo il passaggio del Dialogo in cui il mentore ricorda alla neo diplomata “che non è un numero nella vita che farà la differenza rispetto a tutti gli altri che hanno percorso il tuo stesso cammino. Se strada facendo non vorrai essere un numero qualunque, dovrai avere i numeri per farti trovare sempre al posto giusto e nel momento giusto, guadagnandoti soddisfazioni e responsabilità, meriti e autorevolezza, risultati e credibilità”

Le presenze per tutta la durata dell’evento del Presidente della Regione Nello Musumeci, del Vescovo mons. Antonino Raspanti, del Sindaco Stefano Alì e del Presidente del Consiglio Comunale di Acireale Sonia Abbotto sono state una ulteriore conferma dell’interesse che fin dall’inizio le autorità istituzionali hanno riservato al Gala delle Eccellenze. Anche l’onorevole Alessandro Pagano, intervenuto in rappresentanza del Ministro Bussetti, ha sottolineato che finalmente si dà onore al merito scolastico, senza nascondersi più dietro un dito.

Il Gala è stato come una grande festa. Una sorta di ballo delle debuttanti al rovescio, perché questa volta il ballo era di commiato, ma non di addio. Commiato alla fine di un ciclo di istruzione superiore e prima dell’avvio di nuovi percorsi che, per la maggior parte dei neo diplomati, comincerà con l’iscrizione e la frequenza ai corsi universitari, sia a Catania che in altre sedi del Paese. Ragazze e ragazzi, nella loro freschezza e genuinità tipiche dei primissimi mesi dal raggiungimento della maggiore età, sono stati tutti all’altezza del ruolo e dell’evento e hanno sentito per tutta la durata del Gala la vicinanza delle famiglie, dei loro docenti, delle Scuole d’appartenenza che hanno sostenuto in modo convinto la manifestazione.

Per il futuro, la Fondazione si riserva qualche sorpresa. Non sono mancati suggerimenti da diverse parti per rendere la manifestazione ancora più coinvolgente ed emozionante. Interessante anche l’apertura alle altre eccellenze, ovvero agli studenti segnalati dalle Scuole che si sono distinti in competizioni regionali e nazionali nei Certamen, nelle Olimpiadi delle diverse discipline, nelle business plan competition, negli sport individuali e di squadra oppure, come nel caso di Giulia Pennisi, la studentessa del Liceo Archimede che ha raccontato in un originalissimo cortometraggio premiato al concorso Gariwo “il percorso dei giusti”, scegliendo a simbolo la figura di Samir Kassir, docente, giornalista e attivista libanese morto nel 2005.

Lo spirito del prossimo evento però rimarrà sempre quello originario. Premiare il merito per celebrare l’importanza del metodo; riconoscere il merito per responsabilizzare maggiormente chi ha raggiunto l’eccellenza ma ha il dovere di andare avanti. Perché l’eccellenza non è una questione di numeri; è una tensione a fare sempre meglio ed alzare ogni giorno l’asticella verso l’alto. E dunque, i confini del merito scolastico si allargheranno sempre di più.

(foto di Fabio Consoli, Fotottica Consoli Acireale)

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