Acli Catania, Agata Aiello: "I giovani, linfa ed energia della nostra Associazione"

Acli Catania, Agata Aiello: "I giovani, linfa ed energia della nostra Associazione"

di Rossella Fallico

Le Acli di Catania (Associazione Cristiana dei Lavoratori Italiani) da sempre operano nel territorio della città di Catania e provincia a sostegno delle fasce più deboli della Comunità. Il periodo che stiamo vivendo, dettato dall’emergenza Covid, ha visto l’Associazione in prima linea soprattutto nei mesi trascorsi di lockdown generale, quando è stata avviata una raccolta fondi per sostenere le famiglie e sono state molteplici le forme di sostegno, anche psicologico, e di solidarietà, grazie ad un team di professionisti e al coinvolgimento dei giovani volontari del Servizio Civile.

Abbiamo intervistato Agata Aiello, che a settembre 2020 è stata eletta per la seconda volta presidente provinciale delle Acli di Catania. Il suo mandato durerà fino al 2024.

Le Acli di Catania da sempre si impegnano a sostegno della Comunità. Come state agendo in questo particolare periodo dettato dall’emergenza del Covid? 

“L’attuale pandemia ci ha sicuramente visto in prima linea sia con iniziative di volontariato e di solidarietà, sia con la continua assistenza previdenziale e fiscale in merito alle tantissime misure messe in atto con i vari Dpcm, dai vari bonus ai redditi di emergenza, e così via. Abbiamo continuato ad operare, anche in pieno lockdown, amplificando ancor di più le nostre antenne e diventando ricettori di una crisi e di un disagio che ha assunto dei  caratteri devastanti non solo economici, ma anche e soprattutto sociali”.

Quanto è importante la presenza dei giovani nell’associazione?

“La presenza dei giovani è determinante per dare linfa ed energia nuova alla nostra Associazione, che è pur sempre un’associazione nata 75 anni fa. Ogni anno, la nostra sede e i nostri circoli hanno la possibilità di “ospitare” i volontari che scelgono di svolgere un anno di servizio civile, donando il loro tempo ma principalmente arricchendoci di idee e di nuova progettualità”.

Tra Caf e Patronato siete a contatto diretto con le richieste della Comunità. Quali sono i problemi che principalmente si stanno riscontrando?

“Come detto prima, i principali problemi emersi durante questo difficile momento  sono economici e lavorativi. Tante sono le famiglie che si sono ritrovate in serie difficoltà. Tante famiglie monoreddito hanno accusato fortemente la chiusura delle attività commerciali rimanendo senza reddito o con la cassa integrazione. Tanti giovani hanno dovuto interrompere i loro percorsi di studi di specializzazione e tanti giovani neolaureati si sono ritrovati senza nulla da poter progettare. Le conseguenze di questa pandemia non saranno solo economiche e sociali, ma anche psicologiche”.

Nonostante le difficoltà si guarda al futuro. Quali sono i vostri progetti?

“È complicato oggi programmare o progettare il futuro . È però nostro dovere continuare a guardare con ottimismo il futuro, ma soprattutto continuare a dare speranza e fiducia. Continueremo sempre a pensare alla famiglia come fulcro da cui far partire i nostri progetti e, con l’arrivo delle festività natalizie, non mancheremo di far sentire la nostra vicinanza a tutte quelle famiglie che si ritrovano nei quartieri più disagiati della città. Durante questa emergenza umanitaria anche un piccolo gesto può fare la differenza”.

Send a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *