Il pensiero computazionale entra a scuola

marzo 29, 2017

|Saro Faraci |

CATANIA – Si chiama didattica immersiva. E’ un modo completamente diverso per favorire l’apprendimento degli studenti, rendendo le lezioni più coinvolgenti e partecipative, ma soprattutto utili nei processi educativi dei ragazzi. Si può imparare giocando; si possono sviluppare competenze trasversali in aggiunta alle tradizionali conoscenze ed abilità alle quali la Scuola forma gli studenti da sempre. Quando la didattica immersiva è digitale, lo strumento migliore per favorirne la diffusione è il pensiero computazionale e uno dei massimi esperti in Italia è il professore Alessandro Bogliolo, dell’Università di Urbino. “Quando affrontiamo un problema o abbiamo un’idea – dichiara il prof. Bogliolo – spesso intuiamo la soluzione ma non siamo in grado di formularla in modo operativo per metterla in pratica. Il pensiero computazionale è proprio questo, la capacità di immaginare e descrivere un procedimento costruttivo che porti alla soluzione. Come imparare a parlare ci aiuta a formulare pensieri complessi, così il pensiero computazionale ci offre strumenti ulteriori a supporto della fantasia e della creatività”. Ieri, davanti a 1700 bambini e bambine provenienti da moltissimi circoli didattici di Catania, ed insieme a loro docenti, animatori digitali e dirigenti scolastici, il prof. Bogliolo ha tenuto una sessione di didattica digitale immersiva al Teatro Metropolitan, ospite di Palestra Per la Mente e CoderDojo Etneo, le due associazioni del territorio che hanno promosso e realizzato l’evento. Tutti si sono appassionati e sono stati coinvolti nella dimostrazione di quanto il #coding possa contribuire a riaffermare il desiderio di partecipazione e auto-determinazione nei processi di apprendimento.“Il pensiero computazionale è per tutti, afferma il prof. Bogliolo. E’ una capacità trasversale che va sviluppata il prima possibile. Non è solo per informatici e programmatori, ma programmare è il modo migliore per acquisirlo. Per questo in Europa e nel mondo si svolgono ogni anno campagne di alfabetizzazione per la diffusione del #coding”. Diverse scuole catanesi stanno introducendo attività di #coding nei propri programmi e molti sono i docenti, soprattutto più giovani, capaci di utilizzare il pensiero computazionale anche con l’ausilio di strumenti disponibili in rete, come il software Scratch 2 del MIT di Boston. In questo modo la didattica per competenze, molto apprezzata dall’Unione Europa, comincia ad affermarsi anche nel mondo della scuola.

Saro Faraci

 

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