Alexandria, I love you

Alexandria, I love you

di Erica Donzella
editor e scrittrice

«Perché in Italia non c’è una così?».

Ci penso da ieri sera. Io e Vera, donna meravigliosa con cui ho la fortuna di lavorare, abbiamo un amore in comune: Alexandria Ocasio-Cortez. La più giovane deputata democratica eletta al Congresso americano, in carica dallo scorso gennaio. Ventinovenne, originaria del Bronx, radici portoricane, ex cameriera, socialista, progressista.

È chiaramente la donna della mia vita. «Ma lì le cose funzionano diversamente».

Guardiamo un documentario che parla dall’ascesa politica della Ocasio-Cortez, della sfida al pluri-candidato Joseph Crowley, parlamentare e uomo tra i più importanti del partito democratico americano.

Insomma, io mi sono invaghita davvero di una donna che ha sfidato dal basso l’establishment politico americano e che, in poche parole, ce l’ha fatta. Ma il mio amore platonico non si concentra sulla bellezza esteriore di Alexandria (anche, ma non è questo il dato importante) ma sul suo talento particolare nel costruire una storia intorno alla sua figura, nel nutrire la sua aura con la determinazione di una donna che fa campagna elettorale dentro i bar, in strada e che ascolta le esigenze di chi rimane ancora scettico sul chi votare poco prima delle primarie del 2018.

Lo ammetto. Subisco il fascino delle donne che hanno un ruolo nel sociale, che fanno politica, che mettono in prima linea la loro esistenza al servizio di una comunità e che si battono per i diritti degli esseri umani. Mentre guardiamo il documentario mi dico: «Okay, cerca una figura simile in Italia. Esiste?». No, se fosse esistita l’avrei già votata e le avrei già fatto la corte. Perché non esiste un corrispettivo alla Ocasio-Cortez nostrana? Eppure io conosco molte donne impegnate, preparate, determinate nel voler cambiare le cose, ma nessuna mi sembra ai suoi livelli. Di chi è la colpa?

Mi rendo conto, però, che ho ancora bisogno che qualcuno mi salvi, che qualcun’altro mi metta sotto il naso una Alexandria di turno, con una storia simile magari, e che ho un disperato bisogno di credere in una figura che mi rappresenti. E, rispetto ad un bisogno così predominante, forse non importa nemmeno più che sia un uomo o una donna.

La conclusione a cui arrivo, mentre sullo schermo Alexandria si commuove davanti alla sede della Casa Bianca, è che forse queste persone esistano già ma che non le stiamo ascoltando, supportando abbastanza e che se hanno difficoltà a diventare punti di riferimento per la società, forse la colpa è anche un po’ nostra.

Quando? Quando non leggiamo i loro articoli, quando non ascoltiamo i loro interventi in piazza, quando non partecipiamo alle battaglie che sono di tutti e tutte. Forse bisognerebbe alzarsi tutt* insieme quando c’è da protestare e non aspettare che qualcun* lo faccia per noi, per poi essere legittimati a votarli, un giorno.

Chissà quanti e quante Ocasio-Cortez ci sono intorno a noi che aspettano soltanto di essere supportat*, e chissà se noi stessi non potremmo essere, un domani, un esempio di attivismo e impegno umano per tutta la società.

Alexandria I love you, in ogni caso.

Instagram: @the_bookeditor / donzellaerica@gmail.com

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