A Centuripe una bella discarica da 300 ettari

Riceviamo e pubblichiamo.

ENNA – Continua l’accanimento terapeutico da parte dei “poteri forti” nei confronti della provincia di Enna. Dopo il deposito di amianto e la cava Fassa , adesso un’area di quasi 300 ettari, equivalente a 500 campi di calcio, è interessata da un progetto di discarica in territorio di Centuripe. Ancora una volta le motivazioni nobili sono quelle del rilancio economico e occupazionale del territorio più povero d’Italia. E ancora una volta, a fronte delle centinaia di posti di lavoro virtuali sbandierati per ottenere il consenso popolare e politico, rivelatesi dalla lettura degli atti poche unità, si prospetta un attacco al territorio, alle sue potenzialità (che restano tali per l’ignavia di una classe politica ad altro interessata) e alla salute degli abitanti.

SiciliAntica, che già nel 2008 mise in evidenza le ricchezze archeologiche e ambientali dell’area (come le tombe a tumulo di contrada Cuba e gli insediamenti preistorici e protostorici di Muglia Bassa e di Monte Pietraperciata), sulle quali la Soprintendenza avrebbe già da tempo dovuto apporre il vincolo, e che invece oggi si vorrebbe trasformare in pattumiera regionale, si oppone fermamente alla realizzazione di tale impianto e non esiterà ad adire le vie legali per evitare che l’ennesimo scempio del territorio arricchisca i soliti noti e lasci desolazione e inquinamento in un territorio fino ad oggi incontaminato. Secondo l’insano progetto infatti nella nuova discarica saranno smistate circa 1000 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno. Inoltre saranno realizzati un impianto di trattamento meccanico biologico e un impianto di smaltimento finale per 2.800.000 metri cubi di rifiuti “non utilizzabili”. Siamo consapevoli, come già verificato in occasione del progetto relativo a Monte Scalpello, che le massime autorità istituzionali , politiche e amministrative, plaudendo all’opportunità , rilasceranno prontamente tutti i visti, i nulla osta e le autorizzazioni , che gli organi di stampa inneggeranno al boom economico che tale iniziativa imprenditoriale provocherebbe, che centinaia di disoccupati si metteranno in fila presso le segreterie politiche e che persino alcuni ambientalisti sosterranno la validità del progetto; ma SiciliAntica, ora come allora, attuerà tutte le forme lecite di opposizione a quello che appare come l’ennesimo saccheggio della nostra amata Isola, bene collettivo ad uso privato.

Simona Modeo, presidente regionale di SiciliAntica

 

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