Amministrative, appello finale al voto di Alì e Di Re. Domenica sera chi vince sarà Sindaco Ingegnere di Acireale

Saro Faraci

ACIREALE – Una cosa è certa, chiunque vincerà domenica sera ad Acireale, nel turno di ballottaggio per le amministrative, sarà un Sindaco Ingegnere, proprio come lo è stato Roberto Barbagallo. E da un Sindaco Ingegnere, come ha scritto il settimanale I Vespri (in edicola da sabato mattina), ci si attende che la città di Acireale venga riprogettata lungo almeno quattro-cinque direttrici di sviluppo socio-economico. Ad affrontarsi al ballottaggio saranno Michele Di ReStefano Alì, due ingegneri, cugini per parte di mamma nella vita, stimati professionisti in città. Gli elettori torneranno alle urne e potrebbero andarci con una percentuale di affluenza più bassa di quella registrata al primo turno. Era successo così anche nel 2014 quando a votare al ballottaggio andò il 55,39% degli elettori, una percentuale di oltre 22 punti inferiore a quella registrata al primo turno. Il 10 giugno scorso, invece, al voto si è recato il 66,70% dei 45.953 elettori del comune di Acireale. Scrutinate tutte e 56 le sezioni, al ballottaggio sono andati Michele Di Re (38,02%) e Stefano Alì (21,51%), in vantaggio sugli altri concorrenti: Nino Nicotra (19,84%), Rito Greco (16,47%) e Giusi Brischetto (4,15%).

Quale è l’umore dei due candidati al ballottaggio, a pochissimi giorni dal voto di ballottaggio?

Iniziamo con Michele Di Re. « È stata una campagna elettorale dura e complicata ma che ci ha consentito di girare in lungo e in largo Acireale, scoprendo criticità che gli acesi non possono più sopportare. Non è questione di slogan: qui è davvero ora di reagire! Per assicurare decoro e pulizia dei luoghi, oggi offesi dal degrado. Per garantire i servizi comunali, al fine di offrire una città vivibile a chi la abita e accogliente ai visitatori. Una città che sia attrattiva e dinamica, per catturare l’attenzione di chi vorrà investire su Acireale. Una città che riservi spazi attrezzati ai bimbi e centri di sana aggregazione ai nostri giovani. Una Acireale dove sia più semplice muoversi all’interno della cintura urbana e dal centro verso tra le frazioni. Una città che sappia progettare il proprio futuro, riappropriandosi del patrimonio naturale, architettonico storico e monumentale. Una città che sappia decidere non dalle chiuse stanze del Palazzo di Città ma con la compartecipazione dei suoi cittadini. Insomma, ritrovare assieme ai componenti di questa comunità l’orgoglio di essere acesi. Lo dobbiamo ai nostri padri che ci lasciarono una Acireale centro di cultura e di benessere sociale oggi lontani nel tempo, lo dobbiamo alle generazioni di oggi e di domani perché non siano costrette a lasciare Acireale ma trovino qui quanto necessario per realizzare i loro sogni, personali e occupazionali. Non abbiamo la bacchetta magica ma metteremo in campo tutto noi stessi, la nostra infinita volontà e la nostra esperienza, per riscattare la nostra città, la nostra Acireale ».

Proseguiamo con Stefano Alì, più diretto nel commento. « Ci siamo. È stata una campagna elettorale lampo ma ugualmente molto dura. Poi, la gioia di essere arrivati al ballottaggio nonostante ci sentissimo “Davide contro Golia”. Abbiamo sentito tutto il sostegno e l’affetto di cui avevamo bisogno per crederci ancora. Spero che anche questa volta, i miei concittadini sceglieranno di sostenermi e di mettere in “movimento” la nostra città. Di dare a me e alla mia squadra di giunta la possibilità di farlo ».

Questo l’appello al voto dei due candidati a Sindaco. Domenica sera uno di loro sarà per cinque anni il nuovo primo cittadino di Acireale
 

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  1. La pubblica amministrazione dovrebbe essere l’esempio di efficienza con una gestione fatta di competenti,di gente preparata ed aggiornata,un insieme di varie culture ,non solo ingegneristiche,capace di produrre servizi di qualità con risorse controllate in linea con i nuovi sistemi di partenariato pubblico privato che le leggi oggi presentano anche a livello europeo, è necessario che si inizi con la lotta a queste incompetenze generalizzate,diversamente al peggio non c’è mai fine

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