Amministrative, da blogger a candidata: i motivi della scelta di Silvia Ventimiglia

maggio 21, 2018

 

 

 

 

CATANIA – Chi la segue, tutti i giorni, su Fb, e sono tantissimi, viene rallegrato dalle sue cronache semiserie di tutto ciò che le accade, laddove assurgono a protagonisti ora i suoi vicini, ora il funzionario saccente o ancora il parente rompiscatole, ce n’è sempre uno in ogni famiglia, o infine i suoi amatissimi animali. Solo per citarne alcuni, ovviamente. Il tutto in un dialetto scorrevole. Quasi musicale. Parliamo della blogger Silvia Ventimiglia. Leggendola, ci si  rende conto di quanto evocativa possa essere la lingua siciliana, capace di fare “vedere” quanto descritto, con quella capacità tutta sicula ed intraducibile di raccontare per “immagini”. Silvia impera, con la sua simpatia, sul web e, quando non c’è, crea aspettativa nei suoi tanti estimatori ai quali viene a mancare lo spunto per meglio affrontare, con un sorriso e una  riflessione, la propria giornata.

Adesso,  si candida al Consiglio comunale di Catania nello schieramento di Centro destra che propone Salvo Pogliese come sindaco e lo fa nella lista che vede insieme la Lega di Salvini e l’Unione dei Siciliani che, a Catania, ha come punto di riferimento Turi Grillo lo stesso che, un paio d’anni fa, l’aveva piacevolmente turbata con il suo romanzo storico “Il delitto Sicilia”. La scelta di scendere in campo, per chi la conosce, è stata una sorpresa.  Conoscendola e leggendo cosa scrive, viene fuori che la sua verve nel dire le cose o nell’accusare certi guasti non è mai una scelta di parte ma scaturisce dal suo essere persona libera ed obiettiva e, pertanto, le chiediamo il perchè di una precisa scelta di campo.

“Bella domanda…perchè? Dovrei iniziare, alla mia maniera con un siculissimo ‘No sacciu’ e non mentirei. E’ accaduto tutto all’improvviso. La proposta che mi è stata fatta, basata su stima e simpatia, ha avuto il merito di farmi riflettere. Mi è piaciuta questa scommessa dell’Unione dei Siciliani che ricorda l’Union Valdotaine che tanto ha fatto per rendere quella regione la prima in Italia, per tenore di vita ma che richiama alla mente anche l’Unione dei Corsi, dei Catalani, degli Scozzesi…solo per citarne alcune. Movimenti che non hanno rappresentato una scelta di Destra o di Sinistra ma, esclusivamente, le ragioni dei territori, delle popolazioni residenti, della loro storia, degli usi e delle loro tradizioni.

Certo, non nego per onestà intellettuale, che entrare in una lista dove l’Unione dei Siciliani è in coabitazione con la Lega dapprima mi ha turbato e non poco. Nonostante, nel logo non si riporti più la dicitura “Nord”, nell’immaginario di noi siciliani essa è vissuta con una sorta di ostilità,non possiamo negarlo. Poi, dopo una rapidissima consultazione con amici e parenti, ho sciolto ogni riserva in considerazione del fatto, riconosciuto dai più, che in fondo sia Lega che Unione dei Siciliani sono, ripeto, per la difesa dei territori e delle loro popolazioni e, pertanto, è un bene che ci siano dei siciliani a remare per il bene dell’isola, no? E, per remare verso la giusta direzione, occorre esserci.

E, per esserci, occorre che i catanesi ci aiutino attraverso il loro voto. Da qui, e chiudo, la mia scelta di mettermi a disposizione con entusiasmo e tutta la passione che conosco e che metto al servizio di tutto ciò che faccio e che spero di poter fare con il mio compagno di avventura, l’imprenditore Arturo Giorgianni, erede della migliore Catania, quella che un tempo era considerata “La Milano del Sud”. Detto questo, ora diamoci da fare perchè a strata è d’acchianata. Faticosissima, spatti”, conclude Silvia Venimiglia.

R.S.

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