Amministrative, il Vescovo Raspanti in assemblea cittadina con i Candidati a Sindaco sulle tematiche chiave per lo sviluppo di Acireale. Esiste una città ideale?

maggio 15, 2018

Saro Faraci

E’ programmato per domani alle ore 10.00 nella Sala Conferenze della Parrocchia San Paolo di Acireale l’atteso incontro del Vescovo di Acireale e degli Uffici diocesani delle Comunicazioni Sociali e della Cultura con i cinque candidati a Sindaco Stefano Alì, Giusi Brischetto, Michele Di Re, Nino Nicotra e Rito Greco. Ne dà notizia la stessa Diocesi nel suo sito,  specificando con le parole del Vescovo mons. Antonino Raspanti che “l’incontro di mercoledì 16 maggio è un’occasione importante per la comunità acese per potersi confrontare su alcune tematiche che incidono sullo sviluppo della nostra città. Siamo pronti ad ascoltare i programmi che i candidati a sindaco propongono e quali servizi vorrebbero garantire a noi cittadini. Con quest’assemblea si desidera contribuire a sviluppare nei candidati e nei cittadini un maggiore senso di responsabilità per migliorare la società e il territorio di cui noi ne facciamo parte”. 

Quali sono queste tematiche? Come si prefiggono di affrontarle e risolverle i candidati alla poltrona di primo cittadino, fra i quali sarà scelto dall’elettorato il prossimo Sindaco di Acireale? Nei dibattiti televisivi in cui fino ad ora i candidati si sono confrontati pubblicamente, non è emersa alcuna reale differenza nè di programma nè di metodo fra i cinque contendenti e, dietro a loro, dei partiti e delle coalizioni che li sostengono. A parte qualche stoccata sul piano personale, i toni finora sono stati bassi, sia perché quella in corso è una campagna elettorale accelerata per via delle dimissioni del (già) sindaco Roberto Barbagallo, sia perché non c’è stato un periodo lungo di preparazione e di confronto con gli strati intermedi della società civile. Conta prendere consensi, solo consensi, disperatamente consensi, ma nessuno deve dirlo. Invece, turismo, Terme, viabilità e mobilità, collegamenti con la Città Metropolitana, raccolta dei rifiuti solidi urbani, bilancio comunale e rapporto con le frazioni sono alcuni degli argomenti più ricorrenti nei dibattiti pubblici. Ma su tali argomenti si registrano spesso convergenze di vedute fra gli stessi candidati, come se tutti fossero chiamati ad andare d’amore e d’accordo. Una campagna elettorale all’insegna del “politically correct” o piuttosto, su alcuni argomenti, non c’è piena padronanza nella conoscenza delle problematiche in atto?

Ad esempio, nessuno fino ad ora ha spiegato chiaramente il modo in cui da futuro Sindaco tradurrà in programmi operativi una serie di intendimenti e desiderata adesso enunciati e che, in fondo, sono anche le questioni di buon senso della gente comune di Acireale. Prima fra tutte l’annosa questione delle Terme. Ovvio che piacerebbe a tutti che fossero riaperte e una volta riavviate sarebbero un volano per lo sviluppo turistico della zona, ma in che modo concretamente farle riaprire? C’è qualcuno fra i candidati a Sindaco, a parte il solito attacco a chi ha governato prima, che è riuscito a districarsi fra le mille carte e scartoffie che bloccano in questo momento a Palermo ogni ipotesi di possibile rilancio del termalismo di Acireale? Qualcuno cui sia venuto in mente di andare ad affrontare la questione direttamente al Dipartimento Bilancio di via Notarbartolo parlando coi dirigenti e senza delegare la faccenda esclusivamente alla deputazione locale? Speriamo che domattina, al cospetto del Vescovo per la sua autorevolezza ma anche per la attenta lettura che mons. Raspanti ha fatto in questi anni delle dinamiche socio-economiche del territorio, qualcuno dei Candidati possa dare risposta.

Qualche settimana fa, alla Villa Belvedere, presente lo stesso Vescovo Raspanti che ha partecipato ad un dibattito, i giovani del Liceo Archimede di Acireale hanno allestito un interessante festival della filosofia sul tema della città ideale e, con grande lucidità sorprendente per ragazzi dell’età di 16-17 anni, hanno approfondito diversi “topics” che a loro avviso sono significativi nella costruzione di una città ideale, ma non impossibile, utopistica ma non irrealizzabile, una città che guarda al futuro partendo dal “diverso presente”. Ad esempio, i temi dell’economia sostenibile, del rapporto tra legalità e giustizia, l’attrattività di Acireale non solo turistica, oppure la valorizzazione della risorsa acqua partendo dal mito di Aci e Galatea o ancora la qualità del dibattito politico e sociale nell’agorà. Ecco, sarebbe bello che i Candidati a Sindaco di Acireale provassero a cimentarsi nella risposta a qualcuna di queste domande che non riguardano solo l’immediato, il contingente, il presente.

Qual è il modello di sviluppo che ciascun Candidato ha in mente per Acireale e per il quale sarebbe disposto a “dare l’anima” pur di cominciarne l’opera di edificazione? In che modo il futuro Sindaco pensa di risvegliare negli Acesi il “desiderio” di bene comune, di impegno sociale, di solidarietà verso i deboli, il desiderio di lasciare un’eredità di valori importanti alle generazioni future? Oppure, prendendo atto che c’è ormai un diffuso calo di tale desiderio, il Sindaco rinunciando ad un leadership carismatica asseconderà molto più semplicemente da grande esecutore la voglia della città di bearsi unicamente di effimeri godimenti? Come, ad esempio, il sano godimento tutto acese di primeggiare sulla rivale Catania per una gara sportiva oppure  il perverso godimento che tanti provano nel vedere travolti mediaticamente i rappresentanti delle Istituzioni per poter poi dire “Vedi, era come io ti dicevo”?

Sinceramente, pur non essendo ancora elettori, i ragazzi del Liceo ci sono piaciuti e hanno dimostrato, su alcune tematiche, di avere sulla città ideale le idee più chiare di tanti Acesi più grandi di loro. Per adesso non votano, ma ci sono sembrati più maturi, pronti e recettivi di altri che il proprio consenso lo negoziano al ribasso con chi promette mari e monti, dimenticando che i mari e i monti ci sono già geograficamente parlando ad Acireale ma aspettano solo di essere valorizzati pienamente e persone capaci di valorizzarli.

 

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