Amministrative, Mascalucia, D'Urso Somma: "Candidatura voluto dal basso con l'ok di Miccichè"


 
 
 

MASCALUCIA – Dopo il sostegno dell’Udc, con la presenza di Giovanni Pistorio, Francesco D’Urso Somma, candidato del centrodestra per la carica di sindaco, ospita Fabio Cantarella, vice sindaco uscente, rappresentante di Noi con Salvini,  la cui presenza manifesta la disponibilità a considerarlo un interlocutore valido nel percorso di rilancio di Mascalucia. In un mezzogiorno e mezzo di gelo, affollata conferenza stampa nel Comitato elettorale di piazza San Vito, con Elio Tagliaferro, assente invece Raffaele Stancanelli, coordinatore regionale di #diventeràbellissima, trattenuto per il prorogarsi di un precedente incontro elettorale.

“La mia candidatura viene dal basso, ho accolto la richiesta di tanti concittadini e con il centrodestra compatto potremo scrivere insieme il futuro di questa cittadina. Non ci saranno ripensamenti, nè passi indietro. Questo incontro è l’ulteriore conferma del mio impegno politico-amministrativo condiviso già dai rappresentanti di quattro liste civiche e dal segretario regionale di Forza Italia, Gianfranco Miccichè – ha dichiarato Francesco D’Urso Somma -. Ancora per qualche giorno l’attenzione degli elettori è richiamati dai falsi temi della politica del centrosinistra, come il fascismo e l’antifascismo o lo ius soli, per il momento accantonato. Ma non sono questi i problemi reali del Paese. Lo sono, invece, la sicurezza, la sanità, l’immigrazione incontrollata e, in ambito locale, le risposte che un sindaco deve dare quotidianamente ai suoi concittadini.  Per questo ritengo assolutamente importante recuperare il rapporto diretto tra amministratori e amministrati, soprattutto in ambito locale. per questo invito tutti a recarsi alle urne, a cominciare dal 4 marzo“.

Fabio Cantarella, da parte sua, ha ricordato come dietro la parola “solidarietà” ed “accoglienza” si nasconda il grande business del centri di accoglienza che portano benefici economici a pochi e tolgono risorse ai milioni di italiani in stato di povertà o delle “fasce deboli”, come gli anziani. “Non è razzismo, questo, ma una visione oggettiva di uno dei tanti paradossi della politica italiana di questi ultimi anni”.

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